Home / Recensione libri / Recensione: “Un amore in gioco” di Rachel Gibson

Recensione: “Un amore in gioco” di Rachel Gibson

Trama

La giornalista Jane Alcott cura una rubrica femminile per il “Seattle Times”, mentre in incognito scrive le pornostorie di Honey Pie per un pubblico maschile. Quando il collega della cronaca sportiva si ammala, viene incaricata di seguire la squadra di hockey dei Chinooks. Di questo sport Jane non sa niente, e l’ostilità dei giocatori, in particolar modo dell’affascinante portiere Luc Martineau, le rende il compito ancor più difficile, finché non viene vista come un portafortuna. Se Jane è invaghita di Luc, lui è intrigato da quella donna che, sotto un’apparenza gelida e professionale, nasconde una focosa passione. Per fare il grande salto, tuttavia, entrambi devono liberarsi da intime paure che ancora li frenano. Ma quando Luc scopre che Jane è l’autrice di Honey Pie e che ha pubblicato particolari della loro relazione sessuale, tutto sembra perduto…

Recensione

“Un amore in gioco” è il secondo libro della serie Chinooks: non ho ancora avuto il piacere di leggere il primo, Irresistibile,  grave mancanza per un’amante dei libri sugli sportivi, ma mi riprometto di rimediare quanto prima.
Jane è l’antitesi della femminilità; non che sia brutta, solo non si sa valorizzare: veste sempre di nero o grigio perché è daltonica e quindi non riesce ad abbinare i colori; essendo esile e senza seno porta o reggiseni a fascia o canottiere, difficilmente si fa vedere con un vestito. Sembra proprio che lei faccia di tutto per scoraggiare eventuali pretendenti. Ciononostante, riesce ad attirare l’attenzione di uno strafigo giocatore di hockey. Perché a noi comune mortali una fortuna del genere non capita mai?

Se ne stava in piedi in mezzo alla sala, disinvolto e in perfetta forma, come un re davanti alla sua corte. Considerata la sua reputazione leggendaria, sul ghiaccio e fuori, Jane se l’era immaginato più alto. Invece era circa un metro e ottanta, ma di puri muscoli. I capelli biondo scuro erano piuttosto lunghi, e un po’ arruffati. Aveva una piccola cicatrice sullo zigomo sinistro e un’altra sul mento, che però non guastavano assolutamente il suo aspetto. Anzi, gli davano un’aria da ragazzaccio che aveva stuzzicato le fantasie di tutte le donne presenti in sala.

Appena Jane comincia ad occuparsi della squadra dei Chinooks, i giocatori la vedono come la signora con la falce, pronta a mietere vittime nello spogliatoio. I giocatori di hockey, infatti, sono notoriamente superstiziosi e nell’ambiente è risaputo che una donna nello spogliatoio porta iella. Così, alla prima partita importante persa, le scaricano addosso la colpa e la fanno licenziare.

Abbassò lo sguardo sul pavimento del tunnel, ma si bloccò quando si trovò di fronte un torace nudo: muscoli scolpiti, addominali guizzanti e un tatuaggio a forma di ferro di cavallo che fuoriusciva da un paio di calzoncini da hockey. Luc Martineau. Con lo sguardo risalì il pettoumido fino al mento e alla bocca, il profondo solco del labbro, il naso dritto e finalmente quei meravigliosi occhi azzurri che la fissavano.
«Tu!» disse Jane.
Lui inarcò lentamente un sopracciglio e la rabbia di lei esplose.
«Sei stato tu a farmi questa carognata!» esclamò. «So che sei stato tu. Immagino che non ti sia chiesto se quel lavoro mi serviva. Tu hai fatto schifo in porta e hanno cacciato me». Sentiva gli occhi pungere e la cosa la fece arrabbiare ancora di più. «A chi hai dato la colpa per la sconfitta di ieri sera? E se perderete stasera, a chi la darai? »

Nonostante Luc abbia cercato di sabotarla, però, i due non possono negare la loro reciproca attrazione. Lui non riesce a capire cosa lo attragga in Jane, visto che non è affatto il tipo di donna con cui è abituato ad uscire (Luc di solito frequenta il tipo Barbie siliconata, non so se avete presente il tipo).
Comunque, alla fine Jane viene riassunta ed è proprio Luc che la convince a riaccettare il lavoro, non senza accettare di pagare un prezzo: Jane, infatti, si fa promettere un’intervista esclusiva proprio con Luc che, notoriamente, non rilascia interviste.
Tra situazioni esilaranti all’interno dello spogliatoio (“Hai già visto un membro maschile, Jane. Non è una gran cosa. Visto uno, visti tutti… Be’, okay, non è vero. Alcuni sono meglio di altri”) e riti scaramantici da ripetere ad ogni partita, alla fine la passione esplode.
Jane, ispirata proprio da Luc, scrive un capitolo di Honey Pie proprio su di lui che, riconosciutosi nel personaggio, si infuria. Secondo me la sua reazione è esagerata ed il subitaneo risolversi della situazione è senz’altro poco credibile.
Il finale è sicuramente un po’ frettoloso ma il libro è carino: una lettura leggera e divertente ideale per passare un paio di pomeriggi a leggere sul divano.

Fiamme Sensualità Medio

Recensione a cura di:

LadyEryn

Editing a cura di:

Babila

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

Lascia un Commento

x

Check Also

Recensione: “Borrowing Blue – Serie: Made Marian #1” di Lucy Lennox

Blue: Quando il mio ex entra nel bar ...