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Recensione American Gods -3×02-

Prosegue la terza stagione di American Gods con la puntata 3×02 dal titolo Serious Moonlight, commentata per noi da MariRiss. Qui la recensione della puntata precedente.

American Gods

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Ciao a tutti, amanti delle serie TV!

Se sei ricco sfondato vivi a Montecarlo, se sei famoso vivi a Los Angeles, ma se sei fortunato vivi a Lakeside.” (tratto dalla serie)

Ah sì, è proprio fortunello Shadow a vivere a Lakeside! Si muore di freddo, la gente è impicciona, e la signora che gestisce la proprietà dove Papà Odino gli ha lasciato un appartamento, lo ha accolto puntandogli un fucile alla testa.

Che culo eh? E non è finita qui…

Come se non bastasse, Marguerite Olsen – tale è il nome della glaciale proprietaria – cerca pure di farlo accusare di un crimine che non ha commesso.

Salvo poi scusarsi con un semplice: “Forse tu e io siamo partiti con il piede sbagliato”. Ma siiii, che vuoi che sia!

L’avesse fatto a me le avrei regalato seduta stante una corsa di sola andata per la funivia che porta direttamente a fanculibus.American Gods- 3x02-Imm. 1

Shadow però deve tenere un profilo basso e nell’attesa che Wednesday recluti combattenti per la guerra, cerca di integrarsi il più possibile nella comunità.

Quale modo migliore se non quello di fare amicizia con la titolare della caffetteria e magari anche con il poliziotto di quartiere?

E per favore Shadow, io ti imploro… oltre a prendere una giacca più pesante per affrontare il freddo, togliti quell’orribile parrucchinoooooooo.American Gods- 3x02-Imm. 2

Odino, nel frattempo, cerca finanziamenti per poi recarsi a Chicago alla commemorazione funebre di Zoya – rimasta uccisa per mano dei Nuovi Dei nella stagione precedente – dove si incontra con Shadow.

American Gods- 3x02-Imm. 3

Una puntata a settimana è una sofferenza inaudita… American Gods è un viaggio folle che merita di essere vissuto tutto d’un fiato, e invece ci tocca assumere una sola pillola visionaria che non fa nemmeno in tempo a entrare in circolo che l’effetto è già svanito.

Il parallelismo tra sogno e realtà la fa da padrona e ti trascina in un vortice di immagini sovrapposte dai contorni così sfumati, da non poter essere distinte. Di colpo, tutto finisce e resti con l’arsura in bocca e il vuoto dentro.

Non mi resta che darvi appuntamento alla prossima dose… ehm volevo dire al prossimo episodio, di cui vi lascio il promo

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Fulvia Elia

Fulvia Elia

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