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Recensione: 9-1-1 Lone Star – 2×12

9-1-1 Lone Star torna con il dodicesimo episodio dal titolo “The Big Heat”. Sarà piaciuto alla nostra Wicked Wolf? Lo scopriremo solo leggendo. Episodio precedente consultabile qui.

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Progetto Grafico a cura di Francesca Poggi

Che pugnalata, Fenici.

La sensazione è proprio questa: ti stanno rapinando, sei concentrata sulla pistola e non ti accorgi del coltello che ti trapassa il costato.

Un episodio tortuoso che cattura il nostro sguardo con precisione chirurgica, solo per sconvolgerci negli ultimi istanti con quello che non è neanche un cliffhanger, bensì una tragedia fatta e finita.

9-1-1 Lone Star - episodio 12

Questa settimana assistiamo ai retroscena dell’arresto di Owen, già anticipato nello scorso episodio quando, travestito da Unabomber, si è interessato a una serie di incendi dolosi.

Il sospettato principale, sia per il Capitano Strand che per noi spettatori, era ovviamente Billy Lo Stronzo, ma diciamocelo: sarebbe stato troppo ovvio e ho apprezzato l’evoluzione della storia con tutti i suoi colpi di scena.

Grace poi è sempre la luce, la voce della ragione: non solo mantiene il marito coi piedi per terra, calmandolo, ma ha lo stesso effetto su tutti coloro che la circondano. È straordinaria e, dopo l’episodio sul suo incontro con Judd, voglio conoscerla ancora di più, scoprire di cosa è capace; so che adesso che è incinta ed è successa “quella cosa” a “quella persona”, avrà di nuovo occasione di brillare come la stella che è.

Non ho apprezzato che per catturare il piromane seriale, i protagonisti abbiano scelto di tenere all’oscuro qualcuno che ha sofferto, rischiando di perdere una relazione importante.

Siete curiosi?

Scusate, ma ho deciso che di questo episodio non voglio spoilerare neanche una virgola: dovete godervi lo show in ogni sua folle e articolata deviazione, fino allo shock finale.

9-1-1 Lone Star - episodio 12

9-1-1 Lone Star riesce, più del solito, a valorizzare le caratteristiche dei suoi personaggi, rendendo fondamentale la loro presenza sullo schermo, anche se dura pochi secondi.

Dalla professionale onestà di Owen alla fiduciosa ingenuità di TK, la passione e la fedeltà di Judd, la saggezza di Grace, sempre pacata ma incisiva, Carlos, innamorato del suo compagno come di suo padre e perfino Billy, ambiguo fino alla fine, tutti sono indispensabili. Ogni singola interazione ha portato alla risoluzione del caso in quello che, inizialmente, sembrava il solito episodio sul protagonista accusato ingiustamente e lo ammetto: non ne potevo più di vedere il Capitano Strand con quel cavolo di cappuccio in testa!

Durante i primi trenta minuti ero convinta che avrei scritto una recensione sarcastica sull’assurdità dell’arresto, poi… beh, una bomba di episodio, di nuovo! Adoro questa serie.

 

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Marina Amato

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