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Rubrica Musica: Queen

I Queen nacquero nel 1970, anche se molti identificano il 1971 come l’anno della loro vera nascita che avvenne in concomitanza dell’entrata nel gruppo di John Deacon come bassista.

Il primo nucleo dei futuri Queen erano i 1984, fondati da May e Tim Staffell rispettivamente alla voce e basso, in seguito, si aggregò uno studente biondo dalla potenza grezza alla batteria, tale Roger Meadows Taylor e, nel 1968, divennero Smile.

Quando Staffell lasciò il gruppo, si unì un giovane dalla bellezza esotica, iscritto all’Ealing College of Art, un giovane dalla voce potente che sarebbe diventato una leggenda del Rock, Farrokh Bulsara.

Così nacquero i Queen. Farookh divenne Freddie Mercury, scelse Mercurio come pianeta protettore del suo segno zodiacale, la Vergine.

I primi anni non furono facili per il gruppo, conciliare lo studio e la voglia di fare musica era difficile, ma loro testardi, ci riuscirono facendo sacrifici.

Il primo album uscì il 13 luglio del 1973 con il semplice titolo di “Queen”.

Aggressività e nitidezza della voce di Freddie e gli assoli di May

Il look degli anni ’70, quello che io amo di più, fu curato dalla stilista Zandra Rhodes. Il rodaggio del gruppo fu lungo, soprattutto come spalla di altri complessi più famosi e nel 1975, dopo vari tour, arrivò la svolta. Quello era l’anno di uscita di “A night at the Opera”.

Bohemian Rhapsody è sicuramente la canzone che più rappresenta quel periodo e l’album dal quale è estratta. Una canzone enigmatica, criptica, densa di mille significati ma, il suo vero significato, lo conosce solo Mercury.

BoRhap è il capolavoro. Ma ci sono altri album che non son da meno.

Negli anni ’80, si cambia di nuovo registro così come la sonorità. Si passa alle colonne sonore per film, vedi Flash Gordon del 1980 e Highlander del 1986.

Nel 1985 parteciparono al Live Aid, l’evento organizzato da Bob Geldof per aiutare l’Africa e, in quella mezz’ora di tempo, i Queen rubarono la scena a tutti.

L’ultima esibizione in uno stadio, come tutti erroneamente pensano, non è stato quello di Wembley nel 1986 ma il 12 luglio  dell’86 al Knewborth Park.

Ma vorrei parlarvi del periodo che va dal 1989 a 1991, quando Freddie morì. Uscirono due album che a mio avviso sono dei capolavori. The Miracle e Innuendo.

Da The Miracle, oltre a pezzi potenti come I want it all, Breakthru, ne esce uno in particolare, un sunto della loro vita e di come quegli amici siano ancora assieme dopotutto. “Was it all worth it?” Ne è valsa la pena?

Innuendo è del 1991, uscito a febbraio e beh… cosa dire di un album che è perfetto e posso affermare che è il “gemello” di A Night at the Opera?

Tutte le canzoni sono belle ma Innuendo, con i suoi sei minuti e trentuno secondi, fa la concorrenza a BoRhap con i suoi cinque minuti e cinquantacinque secondi. Innuendo è una montagna russa di riff di chitarra, quella Red Special che May costruì con il padre quando aveva 13 anni, inconfondibile. Ti sembra di stare sulle nuvole per poi ricadere a terra con la sua potenza. Ma “The show must go on” sembra il testamento di Mercury ormai malato e lo stesso May non poteva immaginare che quelle parole, che lui stesso scrisse, ne rispecchiassero l’amico.

L’ultimo video girato da Mercury è stato “These are the days of our lives” dove la frase “I still love you” è un messaggio di saluto a tutti i fans.

La band rimase unita a discapito di chi diceva il contrario. Certo, hanno litigato, ma non hanno mai pensato di sciogliersi e quando Freddie ammise di essere HIV positivo, si strinsero ancora di più attorno a lui cercando di proteggerlo anche dalla stampa invadente e indiscreta.

Freddie morì il 24 novembre del 1991.

Ci furono altri album postumi ma senza Freddie e John, che andò via nel 1997, i Queen non esistevano più. Da qualche anno, Brian e Roger, dopo la collaborazione con Paul Rodgers, sono in tour con Adam Lambert. E no, non sono i Queen, Lambert non è il sostituto di Mercury perché quello non esiste, non esisterà mai.

Discografia

Queen 1973

Queen II 1974

Sheer Heart Attack 1974

A night at the Opera 1975

A Day at the races 1976

News of the world 1977

Jazz 1978

The game 1980

Flash 1980

Hot space 1982

The works 1984

A kind of magic 1986

The miracle 1989

Innuendo 1991

Made in Heaven 1995

Innumerevoli album dal vivo tra questi Rock Montreal, A night at the Odeon, Live at Wembley, Live at the Bowl. Raccolte come Greatest hits, Crown jewels e On air. Colonne sonore: Flash, Highlander e Bohemian Rhapsody.

Premi

Volete davvero un elenco? Innumerevoli. I dischi venduti oscillano dai 150 ai 300 milioni in tutto il mondo.

Stile musicale

Lo stile dei Queen? La vostra Mal se l’è sempre chiesto innumerevoli volte. Sono poliedrici ma possiamo benissimo metterli tra l’hard rock e il glam con influenze progressive. Sfociando nell’Heavy metal. Sono teatralmente barocchi e kitsch con armonie vocali invidiabili costruiti da May, Mercury e Taylor.

La voce di Mercury era baritonale e andava su tessiture da tenore leggero passando in falsetto con estrema facilità, soprattutto a inizio carriera, prima dei polipi e del fumo. La voce si estendeva dal Fa della prima ottava al Fa della quinta ottava.

I Queen sperimentavano qualsiasi genere, furono precursori dell’heavy con Stone cold crazy, del Gospel, del blues, ragtime, punk, folk. Punk rock con Sheer heart attack, rock sinfonico con Who wants to live forever? E influenzarono chi venne dopo di loro.

Stemma

Conosciuto da tutti i fans come “Queen Crest” è stato disegnato dallo stesso Mercury e riportato in varie versioni sulle copertine della band. Si basa sullo stemma reale del Regno Unito come composizione, ma a differenza di quello, dove compaiono un leone e un unicorno, in questo abbiamo: due leoni (Taylor e Deacon) che presiedono la corona della Regina al centro di una “Q” sormontata da un granchio in bronzo (cancro) segno di May. Al di sopra un anello di fiamme, come una seconda corona. Due fate bianche ai piedi della Q, rappresentano la Vergine (Mercury). Gli elementi sono sovrastati da una grande fenice, uccello mitologico in grado di tornare in vita dalle proprie ceneri, simbolo di immortalità e speranza. I colori principali sono arancio e giallo, rosso per la Q, e il nome Queen in stile latino ai piedi del tutto.

A night at the Opera

Quarto album della produzione Queenica, venne alla luce il 21 novembre del 1975, prodotto da Roy Thomas Baker per la Emi. Fu disco doro per 5 volte e di platino 6.

Registrato in 4 mesi, i Queen usarono altri strumenti oltre ai loro per dare diverse sonorità. L’album ricevette critiche contrastanti, chi lo condannava definendoli davvero TROPPO e chi gridava al capolavoro forse avendo intuito il potenziale espresso dalla band.

Ora tutti sono d’accordo a definirlo un capolavoro.

La registrazione fu fatta in otto studi diversi. Le armonie di Borhap furono incise e sovraincise tante di quelle volte che il nastro divenne trasparente, con il rischio che si rompesse. Questo dovuto alla precisione e maniacalità di Mercury perché voleva che il tutto fosse perfetto, precisione contagiosa anche per gli altri. La sezione operistica del brano era impossibile da rifare dal vivo, stessa cosa per “The Prophet’s song”

La copertina riprende il Crest della band con sfondo bianco, in “A day at the races” stessa cosa ma con sfondo nero. Il tema del bianco e del nero è spesso ricorrente, almeno agli esordi.

I Queen e la stampa non hanno mai avuto un buon rapporto nel corso degli anni. Hanno definito A night at the Opera eccessivo non capendo cosa avessero davanti in realtà. Il titolo riprende un film dei fratelli Marx stessa cosa per il successivo.

Testo

Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide,
No escape from reality.

Open your eyes,
Look up to the skies and see,
I’m just a poor boy, I need no sympathy,
Because I’m easy come, easy go,
Little high, little low,
Anyway the wind blows doesn’t really matter to me, to me.

Mama, just killed a man,
Put a gun against his head,
Pulled my trigger, now he’s dead.
Mama, life had just begun,
But now I’ve gone and thrown it all away.

Mama, ooh,
Didn’t mean to make you cry,
If I’m not back again this time tomorrow,
Carry on, carry on as if nothing really matters.

Too late, my time has come,
Sent shivers down my spine,
Body’s aching all the time.
Goodbye, everybody, I’ve got to go,
Gotta leave you all behind and face the truth.

Mama, ooh (anyway the wind blows),
I don’t wanna die,
I sometimes wish I’d never been born at all.

I see a little silhouetto of a man,
Scaramouche, Scaramouche, will you do the Fandango?
Thunderbolt and lightning,
Very, very frightening me.
(Galileo) Galileo.
(Galileo) Galileo,
Galileo Figaro
Magnifico.

I’m just a poor boy, nobody loves me.
He’s just a poor boy from a poor family,
Spare him his life from this monstrosity.

Easy come, easy go, will you let me go?
Bismillah! No, we will not let you go. (Let him go!)
Bismillah! We will not let you go. (Let him go!)
Bismillah! We will not let you go. (Let me go!)
Will not let you go. (Let me go!)
Never, never let you go
Never let me go, oh.
No, no, no, no, no, no, no.
Oh, mama mia, mama mia (Mama mia, let me go.)
Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me.

So you think you can stone me and spit in my eye?
So you think you can love me and leave me to die?
Oh, baby, can’t do this to me, baby,
Just gotta get out, just gotta get right outta here.

(Oh, yeah, oh yeah)

Nothing really matters,
Anyone can see,
Nothing really matters,
Nothing really matters to me.

Anyway the wind blows.

Questa è la vita reale? È solo fantasia?
Preso in una frana, nessuna via di fuga dalla realtà
Apri gli occhi, alza gli occhi al cielo e vedrai
Sono solo un povero ragazzo, non ho bisogno di comprensione
Perché mi faccio trascinare, sono indolente, un po’ su, un po’ giù
In ogni caso, come il vento soffi per me non ha importanza, per me

Mamma, ho appena ucciso un uomo,
Ho messo una pistola contro la sua testa,
Ho premuto il grilletto e ora è morto,
Mamma la vita è appena iniziata,
Ma ora ho gettato tutto via e me ne sono andato
Mamma, ooo
Non volevo farti piangere
Se non sarò tornato a quest’ora domani
Va avanti, va avanti, come se niente fosse fosse importante

Troppo tardi, è arrivato il mio momento
Brividi lungo la schiena, il mio corpo fa male per tutto il tempo
Ciao a tutti, devo andare
Devo lasciarmi tutto alle spalle e affrontare la verità
Mamma, ooh (Comunque soffia il vento)
Non voglio morire
A volte vorrei non essere mai nato

Intravedo la sottile sagoma di un uomo,
Scaramouche, Scaramouche, ballerai il fandango?
Fulmini e saette, molto, molto spaventoso
Galileo, Galileo,
Galileo, Galileo,
Galileo figaro Magnifico

Ma sono solamente un povero ragazzo e nessuno mi ama
È solo un povero ragazzo di una famiglia povera
Risparmiate la sua vita da questa mostruosità
mi lascio trasportare, sono un indolente, mi lascerete andare?
Bismillah! No, non ti lasceremo andare – lasciatelo andare
Bismillah! Non ti lasceremo andare – lasciatelo andare
Bismillah! Non ti lasceremo andare – lasciatemi andare
Non ti lasceremo andare – lasciatemi andare (mai!)
Non ti lasceremo andare – lasciatemi andare
Non mi lasceranno mai andare, ooo
No, no, no, no, no, no, no
Mamma mia, mamma mia, mamma mia lasciami andare
Beelzebù ha messo un diavolo da parte per me,
Per me

Quindi pensi di potermi lapidare e sputarmi negli occhi?
Quindi pensi di potermi amare e lasciarmi morire?
Oh, piccola, non puoi farmi questo, piccola!
Devo solo uscire, devo solo uscire da qui!

Niente importa davvero, chiunque può vederlo
Niente conta davvero
Niente mi importa davvero
Il vento continua a soffiare in ogni caso

Link:

https://youtu.be/wBqMbefDgys

 

La canzone, per via della sua lunghezza, incuteva timore. Nessuno l’avrebbe mai trasmessa alle radio ma grazie a Kenny Everett, un amico Dj di Freddie, quel brano passò per ben 14 volte in due giorni e le persone ne volevano sapere di più.

Il brano è composto da 5 parti o come spesso Mercury affermava, erano 4 canzoni in una. Un intro corale a cappella, un segmento ballata con assolo di chitarra, parte operistica nel bridge, hard rock e ballata con sezione piano/chitarra alla fine. Con Innuendo e The March of the Black Queen (vedi Queen II) è il massimo punto di sperimentazione di Freddie Mercury.

Cori da 180 sovraincisioni, mostruoso nella sua bellezza. Personaggi citati: Scaramouche (maschera della commedia dell’arte), Galileo Galieli, Figaro, Belzebù, Bismillah, da una citazione del Corano.

Il vero significato di BoRhap lo sa solo Freddie. C’è chi dice che riguardi la scoperta della sua omosessualità ai tempi del college in India, ma io la boccio, chi sostiene che sia una canzone demoniaca, altri credono che parli di qualcuno che si pente di un omicidio e tante altre fantasiose e discutibili interpretazioni.

La vostra Mal pensa questo, ognuno è libero di dare il significato che vuole a quel brano. Le canzoni non devono per forza essere interpretate alla lettera. Sono canzoni.

Come considero di A night at the Opera? Sublime. Per essere il quarto album in studio è un capolavoro. Mi direte, ma sei di parte perché a te piacciono. Non ci sono canzoni che annoiano in questo album, lo si ama.

Mama, ooh (anyway the wind blows), I don’t wanna die, I sometimes wish I’d never been born at all

Quel “I sometimes…” tradotto in “Non voglio morire, a volte vorrei non essere mai nato”  penso sia la frase più significativa di tutta la canzone, è una frase che mi fa riflettere spesso. Come se qualcosa di lui fosse morto.

Considerazioni

Cosa posso dire ancora del mio gruppo preferito? Del gruppo che mi accompagna da quando avevo 10 anni e che mia madre mi ha fatto amare? Del gruppo che mi è entrato dentro e che difficilmente ne uscirà.

Amo anche altre band oltre ai Queen che sono quel Più.

Freddie Mercury era davvero una leggenda prima ancora di diventarlo e nessuno mai avrà una voce come la sua. Era un animale da palcoscenico, aveva il potere di tenere tutti in una mano, interagiva con il pubblico, li “suonava”, ingaggiando gare canore dove ovviamente lui vinceva.

Un mito che nessuno dimenticherà mai. A chi dice che non aveva carisma, voce e altro beh, dovete ricredervi.

Nessuno sarà mai come lui.

Ma i Queen non erano solo Freddie. Lui era il collante di quattro menti stupende che hanno creato la storia della musica.

Brian Harold May, dottore in Astrofisica, è un genio. Suona la stessa chitarra da quanto aveva tredici anni, la Red Special o Old Lady. I suoi virtuosismi sono ben noti. Roger Taylor e John Deacon sono il Volcano duo, ovvero la parte ritmica del gruppo che è la base di tutto.

Canzoni immortali che difficilmente si dimenticano. Voglio ricordare Somebody to love, We are the champions, We will rock you, Who wants to live forever, A kind of magic, Radio ga ga, Under pressure e tante altre.

Cosa penso dei Queen ora?

Che per me fanno bene a continuare a suonare se lo vogliono e hanno ancora le forze. Non bisogna subito dire che lo fanno per soldi, in parte, ma non sappiamo nulla sul serio, soprattutto del rapporto che avevano con Freddie. Non mi piace Adam Lambert lo ammetto ma non lo odio.

Io ho visto i Queen nel lontano 2008 a Milano con Paul Rodgers e… le emozioni sono state indescrivibili.

Almeno ho avuto la fortuna di vedere metà della formazione e… se ci fosse stato anche Fred e John beh, la vostra Mal non sarebbe qui a raccontarvelo. Per chi non li hai mai ascoltati, iniziate dai Greatest Hits come ho fatto io. Come concerti, Wembley 86, anni 70 e Hyde Park.

Il film del 2018 è da vedere, non è fedele cronologicamente in alcune parti ma è emozionante e io ho pianto per tutto il tempo, che volete farci, sono emotiva.

“Qualunque cosa tu fai, falla con stile”
-Freddie Mercury

 Alla prossima
Un saluto dalla vostra Mal

Teresa

Teresa

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