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Otaku per passione. Recensione: Chi ha bisogno di Tenchi? Tenchi muyo in love 2 (Memorie lontane)

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Autore: Masaki Kajishima

Recensione con spoiler

Ben trovate, mie care fenicette, per questo secondo appuntamento con un altro grande OAV, ispirato all’omonima serie, “Chi ha bisogno di Tenchi?”.

In una bellissima giornata primaverile, Tenchi fa ritorno al suo tempio, assorto nelle sue meditazioni. Passeggiando nelle vicinanze di un grande albero di camelie, che il suo stesso nonno aveva portato con se da Jurai e piantato vicino alla sua casa, sentì una voce chiamare il suo nome. Di punto in bianco, Tenchi sparì, trasportato da quel richiamo in una dimensione parallela. Passarono così sei mesi; suo nonno, suo padre, le sue amiche, tutti si diedero da fare per cercarlo in ogni modo possibile e immaginabile, ma di lui nessuna traccia. Stanche e scoraggiate, un giorno riuscirono a trovare la sua presenza nella città di Tokyo. Il suo viso e il suo corpo, però, erano cambiati: ora era più adulto e viveva con un’altra donna di nome Haruna. Ma Ryoko e Ayeka, non potendo credere che il loro adorato Tenchi le avesse abbandonate, cercheranno in tutti i modi di capire cosa davvero si nasconde dietro l’accaduto. Il mistero si rivelerà loro attraverso una storia straziante, che trova le sue radici nella giovinezza del nonno di Tenchi.

In passato, infatti, il discendente di Jurai lasciò il suo mondo d’origine, perché innamorato. I due giovani, per svariati motivi, decisero di lasciare il suolo natio, decidendo di partire per migrare sul pianeta Terra. Il viaggio, però, fu fatale per la giovane di nome Haruna, che spirò senza riuscire a mettere piede sulla meta tanto agognata. Il suo compagno decise comunque di piantare l’albero al quale la sua anima era legata, in prossimità del luogo scelto come residenza, portandola sempre con sé. L’anima di Haruna, quindi, vedendo in Tenchi l’incarnazione del suo passato amore, si era alfine risvegliata, cercando di legarsi nuovamente al suo passato.

Riusciranno le ragazze a riportare a casa il loro innamorato?

Di alti toni lirici, dallo spessore fuori dal comune, commovente e profondo, questo film si discosta notevolmente dalla serie classica, sempre un po’ giocosa e ironica, regalandoci momenti di rara intensità. Questo Tenchi così adulto, ci dà un assaggio della grande integrità che da sempre si è percepita nella struttura sociale di questa famiglia. Così, anche in questa situazione, il vero amore viene messo alla prova, garantendoci una qualità nella trama, nella realizzazione del prodotto e delle musiche.

Una volta di più, viene messo a nudo il passato della sua famiglia, in cui folli e strazianti amori costruiscono quelle basi che costituiranno, poi, il futuro del nostro eroe.

Tenchi, in questo modo, capirà ancora di più suo nonno, custode dei segreti di Jurai, un mondo nel quale le persone e gli alberi che rappresentano la loro anima, sono legati a filo doppio; un mondo nel quale la natura delle cose è ben differente da quello che appare.

Consiglio questo film per spettatori dai quattordici anni in su.

A presto, mie Fenici, e buona visione.

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Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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