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Oscar Al Miglior Film: Dal 2000 Al 2020

La nostra corsa con gli Oscar Al Miglior Film termina con gli anni 2018, 2019 e 2020! Siamo pronti per l’edizione 2021! Riepilogo delle puntate precedenti qui.

Oscar al miglior film dal 2000 al 2020

Progetto Grafico di Vita Firenze

Il nostro personale viaggio iniziato dal 2000, dove abbiamo ricordato i vincitori dell’Oscar come Miglior Film, finisce con gli ultimi anni: 2018, 2019 e il temutissimo anno, che non scorderemo mai, il 2020.

Bando alle ciance, iniziamo con il 2018, ecco i candidati al Miglior Film:

La forma dell’acqua – The Shape of Water (The Shape of Water), di Guillermo del Toro ( qui il trailer) 

Chiamami col tuo nome (Call Me by Your Name), di Luca Guadagnino

Dunkirk, di Christopher Nolan

Il filo nascosto (Phantom Thread), di Paul Thomas Anderson

Lady Bird, di Greta Gerwig

L’ora più buia (Darkest Hour), di Joe Wright

The Post, di Steven Spielberg

Scappa – Get Out (Get Out), di Jordan Peele

Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), di Martin McDonagh.Oscar-Imm.1

Warren Beatty e Faye Dunaway, dopo aver annunciato il vincitore sbagliato nel 2017, ritornano sul palco sperando di avere in mano la busta giusta e decretare la pellicola corretta. Allerta Spoiler: sono riusciti nell’ardua impresa.

Tra le pellicole in nomination c’erano: l’horror Get Out, dove il protagonista nero doveva fuggire dalla famiglia di pazzi bianchi della fidanzata; lo stilista più megalomane del mondo ne Il filo nascosto, davvero noioso per non dire palloso; il pesante Dunkirk, dove vediamo la famosa operazione di salvataggio pensata da Churchill, che rivediamo nella pellicola L’ora più Buia. The Post e Lady Bird, due film godibili, fine. Tre Manifesti, dove ho amato Frances McDormand e infine le mie due pellicole preferite: Chiamami col tuo nome, storia d’amore estiva, dolce e poetica di Luca Guadagnino e La forma dell’acqua una fiaba tipica dello stile di uno dei miei registi preferiti, Guillermo del Toro.

Quindi la vittoria di quest’ultimo mi ha resa felicissima. Vediamo persone che vivono la vita quotidiana in una sorta di monotonia, che verrà spezzata dall’incontro con un essere straordinario, dando vita a una fiaba romantica, dove si affronta il tema della diversità e si giunge in maniera spontanea all’accettazione dell’altro. Regia, fotografia e interpretazioni sublimi.

Gli anni volano e siamo nel 2019, vai con le nomination:

Green Book, di Peter Farrelly  ( qui il trailer)

Black Panther, di Ryan Coogler

BlacKkKlansman, di Spike Lee

Bohemian Rhapsody, di Bryan Singer

La favorita (The Favourite), di Yorgos Lanthimos

Roma, di Alfonso Cuarón

A Star Is Born, di Bradley Cooper

Vice – L’uomo nell’ombra (Vice), di Adam McKayOscar-Imm2

Tratto da una storia vera, Green Book, ci racconta l’improbabile amicizia che si viene a creare durante un viaggio nel profondo Sud degli Stati Uniti negli anni ’60, tra: Don Shirley, pianista afroamericano famoso e con la “puzza sotto il naso” e Tony Lip, un italoamericano un po’ “cafone” ma dal cuore d’oro, che non solo sarà l’autista di Shirley ma anche la sua guardia del corpo. Il film si poggia sull’interpretazione di Viggo Mortensen e Mahershala Ali, che durante il viaggio tra siparietti divertenti e situazioni sgradevoli, riusciranno a creare quel legame che arriverà dritto allo spettatore. Il tema del razzismo viene trattato senza essere troppo stucchevole. Vi lascio il dialogo di una delle mie scene preferite di Green Book:

“Don Shirley: [Leggendo e commentando la lettera che sta scrivendo Tony a sua moglie] Cara Dolores… Ci A Erre A, l’acca non serve. Mentre sto scrivendo questa lettera sto mangiando le patatine e sta iniziando a venirmi molta sete. È patetica direi. Mi dica cosa vuole dirle.

Tony Lip: Non lo so… Mi manchi…

Don Shirley: Allora glielo dica, ma lo faccia con un linguaggio che non ha mai usato prima. Qualcosa come… Scriva così: innamorarmi di te è stata la cosa più naturale che abbia fatto.

Tony Lip: … Niente nella mia vita conta più di te. E ogni giorno che vivo me ne rendo conto di più. Ti ho amata dal primo istante. Ti amo oggi e ti amerò per il resto della vita.

Tony Lip: Posso mettere P.S. baci ai bambini?

Don Shirley: Un P.S.?

Tony Lip: Sì, alla fine.

Don Shirley: È come suonare un campanaccio alla fine della VII di Shostakovich.

Tony Lip: Quindi ci sta bene?

Don Shirley: È perfetto, Tony.”

Se non avete visto Death 2020 sulla piattaforma Netflix, ideata da quei mattacchioni di Black Mirror, ve lo consiglio. Prendendo spunto da Death 2020, mentre una pandemia dilagava nel mondo, noi occidentali eravamo presi da cose più importanti, la cerimonia degli Oscar. Quando si dice: “questioni di priorità”!

Ecco i film candidati al Miglior Film:

Parasite (Gisaengchung), di Bong Joon-ho ( qui il trailer)

1917, di Sam Mendes

C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood), di Quentin Tarantino

The Irishman, di Martin Scorsese

Jojo Rabbit, di Taika Waititi

Joker, di Todd Phillips

Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari), di James Mangold

Piccole donne (Little women), di Greta Gerwig

Storia di un matrimonio (Marriage Story), di Noah Baumbachoscar-Imm3

Parasite con mia grande gioia si porta a casa le statuette più importanti: Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Regista, Miglior Film Straniero e Miglior Film. Entrando così di fatto nella storia del cinema e strappando la vittoria al favorito 1917, che grazie al cielo ha perso, un film che per me era fin troppo “paraculo”.

La pellicola di Bong Joon-ho è un capolavoro. Abbiamo due famiglie: una ricca e una povera. Gli ultimi, con grande maestria, entreranno con diversi ruoli nella casa dei ricconi che risultano molto sciocchi. Quando tutte le carte sembrano ben scoperte in tavola arriva un vero e proprio colpo da maestro, che ribalterà tutta la storia. Se ho stuzzicato la vostra curiosità correte a vederlo, questo è un film dove gli spoiler sono assolutamente vietati.

Questo lungo viaggio è terminato, ma domenica 25 aprile ci sarà la 93ª edizione dei premi Oscar, e ritroveremo la fatidica busta… and the Oscar goes to… le nomination al Miglior Film di quest’anno sono:

Una donna promettente (Promising Young Woman), di Emerald Fennell

The Father – Nulla è come sembra (The Father), di Florian Zeller

Judas and the Black Messiah, di Shaka King

Mank, di David Fincher

Minari, di Lee Isaac Chung

Nomadland, di Chloé Zhao

Il processo ai Chicago 7 (The Trial of the Chicago 7), di Aaron Sorkin

Sound of Metal, di Darius Marder

Che vinca il migliore, alla prossima!

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StaffRFS

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