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L’universo di Star Trek: dagli albori fino ai nostri giorni

L’universo di Star Trek: dagli albori fino ai nostri giorni

L'universo di Star Trek: dagli albori fino ai nostri giorni

Progetto grafico a cura di Lostris

Star Trek non è soltanto un fenomeno televisivo, cinematografico e ora anche on demand, ma una filosofia di vita: è doveroso specificarlo all’inizio di questa mia incursione nel mondo trekkiano, per anticipare la recensione della nuova serie Discovery.

Sono cresciuta con Star Trek. Da bambina, ogni puntata della serie classica, era un appuntamento fisso con mio padre e mia sorella, un momento solo nostro in cui immergerci nella Fantascienza, una finzione in cui trovare valori e insegnamenti che erano attuali e che, a mio avviso, mantengono ancora intatti, come gli insegnamenti delle fiabe.

Per gli appassionati di Fantascienza, Star Trek è un classico, ed è un universo molto più vasto e complesso rispetto all’altra pietra miliare del genere: Star Wars.

I veri cultori di Star Trek conoscono ogni serie, ogni film, ogni personaggio, citano a memoria le battute, se non addirittura le 285 regole dell’acquisizione della razza Ferengi e magari hanno anche imparato a parlare il Klingon.

Per un non appassionato, per chi si accosta per la prima volta al fenomeno, muoversi in questo universo non sarà semplice.

Partirò con delle nozioni basilari, per poi passare al mio giudizio soggettivo.

Star Trek nasce come telefilm per la Televisione, nel 1966, negli Stati Uniti, dall’idea di Gene Roddenberry, per l’emittente NBC.

Roddenberry si ispira al genere western che va molto in voga in quegli anni, trasportandolo nel futuro dei viaggi spaziali, l’esplorazione di nuovi mondi, l’incontro con razze aliene.

La puntata pilota all’epoca fu giudicata troppo filosofica e poco avventurosa, ma l’innovazione e il potenziale di Star Trek venne capito dai produttori, che commissionano un’altra puntata in cui il malinconico capitano Pike, venne sostituito dall’irriverente capitano Kirk, affiancato da un primo ufficiale alieno, il mezzosangue umano-vulcaniano Spock. Questa è la storia, ma sono sicura che anche chi non segue il genere conosce questi nomi.

Le repliche della prima serie, interrotta dopo solo tre stagioni, negli anni acquistano sempre un maggior pubblico, inducendo i produttori a commissionarne di nuove, con nuovi personaggi, che si muovono all’interno dell’universo Star Trek in modo coerente e, spesso, vi compaiono personaggi di quelle precedenti, diventando addirittura presenze fisse.

LE SERIE TV:

Star Trek: La serie classica (Star Trek: The Original Series, 1966-1969), 3 stagioni.

Star Trek: Original Series

Ambientata in un futuro imprecisato (la data stellare non è per noi traducibile), narra le avventure dell’equipaggio della nave stellare Enterprise della Federazione dei pianeti uniti, “diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima” citando la frase cult che apre ogni episodio.

I personaggi principali sono: il Capitano James T. Kirk (William Shatner), l’Ufficiale scientifico Spock, un mezzosangue umano proveniente dal pianeta Vulcan (Leonard Nimoy); l’Ufficiale medico, il Dottor Leonard McCoy detto Bones (DeForest Kelley); e l’ufficiale alle comunicazioni, Uhura (Nichelle Nichols).

Pur essendo un’opera di intrattenimento, la serie entra nell’immaginario collettivo e reca con sé importanti messaggi sociali, etici e politici, ad esempio:

  • per la prima volta nella storia della televisione, durante il periodo storico della Guerra Fredda e dopo la seconda guerra mondiale, Star Trek mostra un giapponese, un’africana, diversi americani, uno scozzese, un alieno e un russo, che lavorano insieme alla ricerca di nuove culture, in pace.
  • E sempre in Star Trek, va in onda il primo bacio interrazziale, tra Kirk e Uhura.
  • Uhura, prima donna di colore a rivestire un ruolo chiave nella fiction, diviene un personaggio talmente caro al pubblico, che persino Martin Luther King interviene affinché l’attrice Nichelle Nichols, non abbandoni la serie.
  • La NASA decide di battezzare Enterprise una delle navette della serie Space Shuttle.

 

Uno dei fili conduttori di questa serie, è il conflitto con la razza aliena dei Klingon, che nella realtà impersonano i russi della Guerra Fredda. Il linguaggio Klingon, come l’elfico dell’indiscusso autore fantasy Tolkien, è divenuto una vera e propria Lingua che si può imparare.

Star Trek: La serie animata (Star Trek: The Animated Series, 1973-1974), 2 stagioni.

Star Trek: la serie animata

Le trame degli episodi non sono vincolate all’universo Star Trek, al contrario di tutte le altre serie. Appare però, per la prima volta, lo strumento tecnologico del Ponte Ologrammi, luogo in cui i protagonisti possono riprodurre e interagire scenari e personaggi partoriti dalla loro fantasia e che diverrà un elemento costante e importantissimo dell’universo trekkiano. Molte storie saranno addirittura ambientate nella dimensione olografica: ricordo sempre con piacere quella anni Venti in The Next Generation, e quella ottocentesca irlandese in Voyager.

Star Trek: The Next Generation (1987-1994), 7 stagioni.

Star Trek: The next generation

Ambientata 78 anni dopo la serie originale, con un nuovo equipaggio e una nuova astronave. I viaggi della nave stellare Enterprise, mantengono la dimensione avventurosa, in un universo in cui nel frattempo si è raggiunta la pace coi nemici storici klingon. La Federazione unita dei pianeti si è allargata e la tecnologia è progredita, basti pensare all’uso del Ponte Ologrammi. Le storie sono corali e ruotano attorno a ben otto protagonisti fissi, tra cui spiccano il capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart), l’androide Data (Brent Spiner) e il Comandante William Riker (Jonathan Frakes).

Star Trek: Deep Space Nine (1993-1999), 7 stagioni.

Star Trek: Deep Space Nine

Inizialmente nata come spin-off di The Next Generation, è ambientata nello stesso arco temporale ma su una stazione orbitante. La Stazione, comandata da Benjamin Sisko, è nello spazio del pianeta Bajor, per vigilare i turbolenti confini tra lo spazio della Federazione e quello dell’Unione Cardassiana, nei pressi di un tunnel spaziale stabile che conduce al remoto Quadrante Gamma della galassia. Il rapporto tra Cardassia e Bajor ricorda quello tra nazisti ed ebrei e prende gran parte del filone narrativo, oltre a quello della lotta contro un nuovo nemico: il Dominio. I personaggi di The Next Generation, il klingon Worf, e l’irlandese Miles O’Brian, diventano parte di Deep Space Nine, con un grande ruolo, mantenendo intatta la coesione tra una serie e l’altra.

Star Trek: Voyager (1995-2001), 7 stagioni.

Star Trek: Voyager

È l’unica serie in cui il Capitano è una donna, Kathryn Janeway, dal carattere forte e deciso. Con questa nuova serie, Star Trek torna alle origini, raccontando, con spirito pionieristico, le avventure dell’equipaggio di un’astronave in missione nello spazio inesplorato. La USS Voyager viene mandata, a causa di un misterioso evento, nel Quadrante Delta della galassia. Totalmente inesplorato dalla Federazione e a più di settantamila anni luce dalla Terra, è un punto remoto dal quale, alla massima velocità, è previsto un viaggio di ben settantacinque anni per poter tornare sulla Terra. La serie ha alcuni fra i personaggi più affascinanti dell’intera saga, fra cui il Dottore olografico e la mezza umana-Borg Sette di Nove.

Star Trek: Enterprise (2001-2005), 4 stagioni.

Star Trek: Enterprise

Ambientata prima della nascita della Federazione dei pianeti uniti, circa novant’anni dopo il primo contatto dei terrestri con la civiltà vulcaniana (evento narrato nel film Star Trek: Primo contatto). Lo spirito pionieristico della serie classica viene mantenuto: la prima Enterprise, dotata di un motore a curvatura 5, si spinge per la prima volta molto più lontano e in meno tempo di quanto fosse stato possibile, prima di allora, ai terrestri.

Star Trek: Discovery (2017-in corso, attualmente alla seconda stagione), in streaming.

Star Trek: Discovery

Ambientata dieci anni prima della serie classica. Si tratta della prima serie ad avere come protagonista un primo ufficiale, Michael Burnham, invece di un capitano o un comandante. Discovery è composta da un unico arco narrativo lungo tutta la stagione, a differenza delle precedenti serie caratterizzate per la maggior parte da episodi auto-conclusivi. La prima stagione è incentrata sulla guerra tra la Federazione e l’Impero Klingon, causata, in parte, dall’intervento di Burnham in una delicata situazione che la Federazione avrebbe voluto trattare in modo diplomatico. Burnham viene condannata per ammutinamento ma viene poi imbarcata sulla Discovery del Capitano Lorca, per aiutarlo con delle ricerche militari segrete. La prima stagione si svolge parzialmente nella dimensione dell’Universo Specchio, oggetto di alcuni episodi nelle altre serie. La seconda stagione è attualmente in onda.

I FILM:

Capitano Kirk, serie classica. Capitano Picard: The Next Generation. Comandante Sisko: Deep Space Nine. Capitano Janeway: Voyager. Capitano Archer: Enterprise

  • Star Trek (Star Trek: The Motion Picture, 1979)
  • Star Trek II – L’ira di Khan (Star Trek II: The Wrath of Khan, 1982) Con l’equipaggio della serie classica.
  • Star Trek III – Alla ricerca di Spock (Star Trek III: The Search for Spock, 1984) Con l’equipaggio della serie classica.
  • Rotta verso la Terra (Star Trek IV: The Voyage Home, 1986) Con l’equipaggio della serie classica.
  • Star Trek V – L’ultima frontiera (Star Trek V: The Final Frontier, 1989) Con l’equipaggio della serie classica.
  • Rotta verso l’ignoto (Star Trek VI: The Undiscovered Country, 1991) Con l’equipaggio della serie classica.
  • Generazioni (Star Trek: Generations, 1994) Con l’equipaggio della serie classica e l’equipaggio di The Next Generation, rappresenta il passaggio di testimone fra una serie e l’altra.
  • Primo contatto (Star Trek: First Contact, 1996) Con l’equipaggio della serie The Next Generation.
  • Star Trek – L’insurrezione (Star Trek: Insurrection, 1998) Con l’equipaggio della serie The Next Generation.
  • Star Trek – La nemesi (Star Trek: Nemesis, 2002) Con l’equipaggio della serie The Next Generation.

Spock e Kirk: nella serie classica e nella nuova saga cinematografica

  1. Star Trek (2009) Con l’equipaggio della serie classica, ma giovani, quindi con nuovi attori a parte per il cammeo del vecchio Spock.
  2. Into Darkness – Star Trek (Star Trek – Into Darkness, 2013) Con l’equipaggio della serie classica, ma giovani, quindi con nuovi attori a parte per il cammeo del vecchio Spock.
  3. Star Trek Beyond (2016) Con l’equipaggio della serie classica, ma giovani, quindi con nuovi attori.

Tutte le serie di Star Trek sono caratterizzate da punti fondamentali, quali: ottimismo, amicizia, uguaglianza, solidarietà.

La Federazione dei pianeti, che viene anticipata in Enterprise e che conosceremo bene nelle altre serie che la seguono a livello temporale, raccoglie razze di pianeti diversi, che si uniscono in nome della pace e dello scambio culturale. La società terrestre si è lasciata alle spalle le guerre (dopo una devastante terza guerra mondiale), il consumismo, il denaro visto come scopo per perseguire la ricerca, l’esplorazione scientifica. Gli equipaggi delle astronavi, tranne rarissime eccezioni in alcuni episodi, non sono militari, alcune navi sono addirittura familiari, avendo a bordo famiglie con bambini.

I personaggi della Federazione si muovono, esplorando Spazio, secondo precise direttive atte a tutelare le altre razze, la principale è quella della non interferenza:

 

Poiché il diritto di ogni essere senziente a vivere secondo la sua naturale evoluzione culturale è considerato sacro, nessun membro della Flotta Stellare interferirà con lo sviluppo normale e salutare di una cultura o forma di vita aliena. Tale interferenza include l’introduzione di conoscenze, tecnologia, armamenti superiori, in un mondo la cui società sia incapace di utilizzare saggiamente tali innovamenti. Il personale della Flotta Stellare non può violare la Prima Direttiva, neanche per salvare le proprie vite o le proprie navi, a meno che non agiscano per rimediare ad una precedente violazione o ad una contaminazione accidentale della cultura in oggetto. Questa direttiva ha la precedenza su tutte le altre considerazioni, e comporta la massima obbligazione morale.

 

Basta questa direttiva per capire che Star Trek non è solo intrattenimento, ma propone un modello culturale, una filosofia complessa, dentro alla quale si può entrare soltanto immergendosi nelle serie o, come me, crescendovi.

Pur avendo quasi una struttura fiabesca e una visione ottimistica della vita e dell’umanità, i suoi personaggi non somigliano ai tipici protagonisti delle fiabe, il buono sino al midollo e il cattivo, marcio sino all’osso, ma sono coerenti e affidabili nelle loro caratteristiche. Sono esseri coi loro pregi e i loro difetti, possono attraversare momenti di crisi ma rimangono attendibili, aderenti al personaggio e agiscono di conseguenza.

Anche i cattivi possono rivelare lati compassionevoli, ma non alterano la loro essenza totalmente, il malvagio resta coerente al proprio personaggio.

I personaggi ambigui, e mi sento di citare la meravigliosa Sette di Nove, di Star Trek: Voyager, assimilata dalla razza aliena tecno-droide Borg, compie un percorso che la porta a riscoprire la propria umanità. I Borg, una delle razze più temuta dell’universo trekkiano, infatti non sono più umani, lo erano; ora sono più macchine che persone, uniti da una coscienza collettiva e indifferenti a qualunque emozione. Ma persino in loro troviamo traccia di umanità quando facciamo conoscenza con la regina Borg, che sembra soffrire di solitudine.

In Voyager, uno dei personaggi più carismatici ed emotivi della serie, non è neppure un umano, ma un ologramma: il dottore olografico, mentre in Deep Space Nine, tra i più istrionici e multi sfaccettati c’è il Ferengi Quark, che, pur muovendosi all’interno delle Regole dell’acquisizione della sua razza, dedita all’accumulo di ricchezze, riesce comunque a ispirare una immediata simpatia.

Tanto per citare un altro meraviglioso personaggio, non posso dimenticare l’impareggiabile Data di The Next Generation, un androide che cerca di imparare a essere umano, e una delle cose che si accanisce a voler apprendere, con pessimi risultati, è il senso dell’umorismo.

Insomma, i personaggi di Star Trek, siano essi umani, alieni, robotici, buoni o cattivi, sono affascinanti ed entrano nel sangue. Il Bene della Federazione è quello a cui l’umanità deve tendere. Ma anche in quella che potrebbe passare come malvagità degli alieni, ritroviamo coerenza: per il nemico, i cattivi siamo noi e loro agiscono spinti dalla loro natura, dalle loro leggi e dal loro codice di comportamento. Star Trek ci insegna a non giudicare superficialmente, ma ad andare a fondo delle questioni, con l’ammonimento che, talvolta, ciò può rivelarsi pericoloso.

La forza dei personaggi di Star Trek sta in questo: non sono supereroi, ma persone normali fallaci, che però ce la mettono tutta, persone con le quali ognuno di noi può identificarsi, anche quelle che non lo sono dal punto di vista biologico.

L’interazione fra personaggi è superlativa, ogni serie ha creato una ragnatela di rapporti umani, che vanno dall’amicizia all’amore, davvero straordinaria.

Romanticamente Fantasy

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