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Intervista a Ann Owen

schiava per vendetta copertinaVisto l’interesse suscitato dal libro Schiava per vendetta e dai dibattiti che ha suscitato tra le sue lettrici abbiamo avuto il piacere di intervistare la sua autrice, Ann Owen.

Sinossi
Londra, 1851.

Guy schiavaGuy Spencer, quarto conte di Ashbourne, odia profondamente Jane Hartwell, la ragazza con la quale ha condiviso l’infanzia. E quando i problemi economici della famiglia Hartwell spingono Jane a chiedere il suo aiuto, Guy le propone un patto ignobile: lui salverà suo padre dalla prigione, in cambio lei diventerà la sua schiava sessuale per sei mesi.
Jane schiavaCostretta a sottomettersi a ogni suo desiderio, in una sconvolgente alternanza di estasi e umiliazione, Jane si sente sempre più confusa.
È proprio odio quello che prova per il suo crudele padrone?
E Guy, perché si sta vendicando di lei? Cos’è accaduto tra loro anni prima, da spingerlo a cercare una tale scioccante rivalsa?

schiava per vendetta imagine

1– Per prima cosa vorrei farti i complimenti per il tuo libro. È veramente molto bello e ha suscitato sentimenti contrastanti nelle nostre lettrici per il tema trattato quindi ti chiedo: perché hai scelto il tema dell’umiliazione vera e propria non seguendo invece i cliché che vanno ora di moda negli erotici stile bdsm?

È un po’ difficile per me rispondere a questa domanda. La verità è che quando alla tua mente bussa uno come Guy Spencer e ti chiede di raccontare la sua storia, tu puoi dargli una sola risposta: “Certo, signore, subito, signore!”. A dirla tutta, inizialmente non sapevo neppure che il mio libro potesse definirsi BDSM, l’ho scoperto leggendo le prime recensioni: credevo che il BDSM, infatti, fosse principalmente riempirsi di mazzate. Qui la faccenda è un po’ diversa. Non c’è un uomo che, per godere sessualmente, ha bisogno di fare male (o umiliare) le donne in generale; c’è un uomo insicuro che ha bisogno di manovrare una sola donna, Jane; sia per vendicarsi di lei sia per, soprattutto, averla in suo potere; da qui le sue richieste che, al di là di quello che sono praticamente, gli dimostrano che Jane non potrà più svanirgli tra le mani, ferirlo o reagire in modi incomprensibili e, per lui, scioccanti.

2 – A cosa è dovuta la scelta di scrivere un erotico storico invece che contemporaneo e che difficoltà hai trovato nel ricrearne l’ambientazione?

Lo storico mi piace moltissimo, è il mio genere preferito, soprattutto per quel che riguarda il romance. Così credo che l’ambientazione sia nata in modo spontaneo nella mia mente, complici le letture dei classici dell’Ottocento inglese e, perché no, gli innumerevoli Harlequin, Emozioni e chi più ne ha più ne metta. Per ricreare il periodo storico, le mie fonti sono state soprattutto la narrativa e le informazioni trovate in rete; in minoranza, qualche saggio letto qua e là. Poi, c’è il linguaggio che ho scelto di utilizzare: mi sono discostata dal canone tipico del romance e ho preferito seguire l’esempio di un certo tipo di narrativa storica più realistica e meno edulcorata. Mi viene in mente il famoso romanzo “Q”, ad esempio, dove il lessico è meno ingessato di quello che si legge abitualmente nei romance storici.

3 – Una pratica di uso comune sia tra le scrittrici famose che tra le esordienti è l’uso dello pseudonimo. Tu perché lo hai scelto? E perché Ann Owen?

L’idea mi è venuta leggendo “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, dove appare il nome di un losco figuro, “U. N. Owen”, che non si vede mai; in realtà, come noterà uno dei personaggi del libro della Christie, “U.N.Owen” non può che essere un nome falso, perché in inglese suona un po’ come “Unknown” (cioè “sconosciuto”). Stiracchiando l’idea di partenza, ho pensato che anche “Ann Owen” potesse suonare allo stesso modo. In pratica, era una dichiarazione di intenti… o, a dirla tutta, un sincero auspicio che mi facevo: rimanere in un tranquillo anonimato.

4- A fine romanzo molto tra Guy e Jane è ancora irrisolto. Scriverai un seguito o un racconto per colmare questi vuoti?

Ci sto pensando, sì. Credo che l’insicurezza di entrambi non impedisca loro di essere felici, ma certamente impedisce loro di essere completamente sereni, soprattutto quando sono distanti uno dall’altra.

5 – Nel romanzo ci sono altri personaggi di grande spessore, uno dei quali è Stephen, avrà una storia tutta sua?
In questo chiedo aiuto alle lettrici. (Attenzione, sto per fare uno SPOILER.) La verità è che non saprei da che parte cominciare per un M/M, a meno di non lasciare il sesso fuori dalla porta, tipo dissolvenza di film anni ’50; vi va di consigliarmi dei titoli intriganti di questo genere di narrativa?
6 – Cosa ci puoi svelare della Confraternita dei coltelli e soprattutto sul suo fondatore? Potranno essere oggetto di romanzi futuri?

Ognuno dei “Coltelli” ha dei fardelli da portare; e il suo fondatore più di tutti. Nel distacco della sua mente logica, nel suo bisogno di razionalizzare qualunque cosa, cerca un appiglio al caos. Sì, mi piacerebbe raccontare le loro storie, ma ho tanti progetti aperti, e non so davvero da dove comincerò.

7 – Che genere di libri ti piace leggere? Quali autori? E chi può aver ispirato Ann Owens?

Mi piace il romance, soprattutto in estate, e i thriller e i gialli in inverno, in particolare quelli con un forte approfondimento psicologico, come in P.D. James. Poi ci sono i libri per bambini, come quelli di Eoin Colfer o J.K. Rowling. Di base, non rifiuto nessun libro a priori, di nessun genere. Vado molto in base all’umore. Per l’ispirazione, è difficile dirlo; il più delle volte è inconscia, e la comprendo solo a posteriori. Ad esempio, mentre scrivevo di Jane e Guy bambini, mi sono accorta che il loro legame assoluto e indissolubile mi ricordava quello di un’altra coppia di bambini cresciuti insieme, Heathcliff e Catherine; ho dunque riletto Cime tempestose, e mi ha molto colpita (ri)scoprire che anche Heathcliff veniva spedito in soffitta da ragazzino, quando c’erano ospiti.

8 – Quale dei tuoi personaggi ami di più e quale meno? E perché?

Oh. In “Schiava per vendetta”, temo davvero di amare Guy più di tutti gli altri. Non linciatemi. Per il “quello meno”… ah, bel quesito. Il fatto è che finisco sempre per amarli tutti, persino quello spaventevole Second. Posso però dirti che, scrivendo, mi trovo più a mio agio nei POV combattivi; e quindi, inevitabilmente, mi trovavo un po’ a disagio nel POV di Jane. Lei è tenera e dolce, mentre io lo sono meno.
9 – Puoi dare un volto ai tuoi personaggi? Ti sei ispirata fisicamente a qualche volto noto?
Per me Guy Spencer ha il viso di Colin Farrell, la sua fronte a V, le sue sopracciglia diritte. Ad esempio in questa foto: collin Ann
Ovviamente con gli occhi neri e il naso che, dopo essersi spezzato in un incontro di boxe, ha una leggera incrinatura. Per Jane Hartwell in mente avevo un viso dolcissimo e, quando ho visto per la prima volta il video dei Modà “Non èmai abbastanza”, ho pensato: “ehi, eccola!”. Questa ragazza qui:ann Jane
Unica differenza, il colore degli occhi: quelli di Jane sono di un dorato nocciola.

10 – Quali sono i progetti per il tuo futuro, avremo la possibilità di leggerti presto con qualche novità?
Al momento mi sono presa una piccola pausa. Non sono mai troppo veloce a scrivere quindi, a meno che non pubblichi un epilogo breve su Jane e Guy (breve, ho detto, ma la sintesi non è una delle mie qualità migliori), credo che non risentirete parlare di me fino all’anno prossimo.

Un grazie mille da parte di tutto lo staff di romanticamente è un grazie di cuore da parte mia(Fran)

Grazie a voi tutte!

FrancineSenna

baby.ladykira

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