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Incontro con l’autore: Simona Diodovich

 

 

Buongiorno a tutti voi di Romanticamentefantasy e non solo, quest’oggi abbiamo il piacere di ospitare un’autrice a 360°. Diamo quindi il benvenuto a Simona Diodovich, accomodiamoci nel nostro salotto virtuale e cominciamo con le domande!

  1. Conosciamo Simona Diodovich una scrittrice, ma tu hai mille talenti! Parlaci un po’ dei tuoi fumetti e dei lavori grafici, che siano commissionati o di tua creazione

Quand’ero piccola mi sono fermata a guardare la prima puntata di Goldrake, il primo cartone animato giapponese arrivato in Italia. 4 Aprile 1978. Grazie a questo oggi abbiamo me così. Mi voltai e dissi a mia madre “da grande farò questo lavoro”. È naturale che mia madre, operaia, si sia messa le mani nei capelli perché già da piccola ero decisa a far l’artista. Non ero come gli altri bambini, io avevo deciso e così sarebbe stato, cascasse il mondo. Ho studiato come grafica pubblicitaria, sono andata in una casa editrice, la mia prima in assoluto, e ho imparato a far l’illustratrice e la fumettista. Con la scuola e la scrittura come base sono un ottimo copywriter, perché poi ho studiato marketing e psicologia. Mi piace sceneggiare i fumetti e potrei fare l’editor. Tutto purché sia nell’ambiente folle della vera editoria. Se mi fai fare una cosa sola, io muoio, se me ne fai fare tante, io vivo. Mi alimento, sono felice e ho la mente super attiva. Fammi fare un lavoro dignitoso ma normale, mi spengo.

Se devo disegnare ciò che gli altri inventano, sono la migliore nei cartoni animati giapponesi, difatti sono finita a canale 5 quando ancora si disegnavano a mano e non potevi sbagliare nulla. Ma se mi danno carta bianca, se posso creare di sana pianta qualcosa, allora sì che do il massimo, perché creo lo stile ex novo, perché impagino lo stesso lavoro che fanno gli altri a modo mio, e diventa unico. E se, a istinto, vedo una cosa nella mia mente, non c’è verso di farmela cambiare. Se la facessi come gli altri, stonerebbe troppo. Come disegnatrice, ho toccato grandi case editrici, oltre Canale 5 e la Disney. Ho lavorato per il tv sorrisi e canzoni, per cui Mondadori. In una sono illustratrice, nell’altra fumettista, in altri posti grafica, ma per tutti Speedy. Sono velocissima a lavorare. Me lo insegnò a Canale 5 Alessandra Valeri Manera. Mi diceva sempre “se sei di corsa con i lavori e non hai tempo, abbassi la testa e con calma finisci tutto velocemente”. Vuol dire, mente concentrata, non ti distrarre. Dopo 29 anni nell’editoria sono un asso in questo.

  1. Sei poliedrica anche nello scrivere. Spazi da chick lit a fantasy, da kids a erotici. Come mai?

Quando iniziai a disegnare per lavoro, avevo capito tre cose: 1) se fai un bel disegno non è detto che tu sia brava a disegnare. 2) se disegni mille pin up ma sono tutte nella stessa posizione, cambia solo il vestitino, non sei brava a disegnare perché replichi la stessa immagine. 3) nel disegno ti piace cambiare stile perché, più cambi più ti diverti, e è una sfida continua.

Queste tre regole le ho mantenute anche per la scrittura. Se scrivi un bel libro non è detto che tu sia una buona autrice, può essere fortuna, devi scriverne molti per chiamarti Autrice. Se scrivi un bel libro, e il secondo ha la stessa traccia del primo, il terzo è uguale, il quarto idem, tu non stai scrivendo cose nuove, semplicemente cambi ambientazione e nomi, ma il libro è uguale. Cosa c’è di più bello che cambiare argomento per sfidare ogni volta la tua mente e migliorarti? E soprattutto non annoiare chi ti segue? Ecco perché cambio argomento.

  1. Qual è il genere che più ami scrivere? E illustrare?

Il fantasy si presta molto anche nel disegno. Solo che per farne un fumetto ci impieghi anni e anni, così mi accontento di provare nuove cover e tecniche vari, per i miei libri fantasy.

  1. Parliamo dei tuoi ultimi lavori: Toulane, la farfalla. Da dove nasce l’ispirazione? Come mai una lotta tra dee ed esseri ‘speciali’?

Toulane è nata così: i miei pensieri erano “una ragazza con un occhio marrone e uno azzurro. Era una bambina maledetta. C’era tanta neve intorno a lei, e ronzava nella mia testa – posso essere il tuo faro – ” da queste cose io ho tirato fuori un libro. Gli dèi capricciosi e vanitosi erano la mia passione. Questa terra difficile da coltivare mi catturava ogni secondo di più. Quando ho avuto in testa tutto ciò che era la trama del libro mi sono seduta davanti al computer e ho creato il massacro iniziale, come se l’avessi in testa da sempre, anche se non era vero. Se non si è capito viaggio molto a istinto, difficilmente rimpiango qualcosa se lo faccio a istinto e a cuore. E per realizzare la cover ho mischiato due tecniche che non c’entravano nulla tra di loro, apposta perché Toulane era una cosa a parte rispetto agli altri lavori. L’epic-fantasy mi piaceva parecchio da scrivere, mi sono divertita tanto, farò altri libri con sangue, guerre e creature magiche.

  1. L’amore è il filo conduttore di parecchi dei tuoi libri… Quanto ce n’è nella tua vita?

Amore, passione, forza, coraggio, determinazione. Sono tutte cose che troverai sempre nei miei libri sotto varie forme, perché io che scrivo sono così. Troverai sempre un amore per la famiglia, per il proprio uomo, per gli animali. È radicato in me. Mi piace il mio essere guerriera, per cui non amo le protagoniste molli molli. Ogni mia emozione è poi tramutata in energia che mi serve per vivere bene e scrivere, o disegnare. Cosa c’è di più grande dell’amore? È il mio carburante migliore.

  1. Il tuo libricino per ‘kids’ è stato molto apprezzato. Abbiamo visto articoli sulla stampa e su riviste varie. C’è un progetto intorno a questa splendida idea?

Questo libricino mi sta dando tantissime soddisfazioni. È nato perché avrei dovuto fare un lavoro su questo argomento con la polizia locale del mio paese – io lavoro anche per loro facendo la parte grafica di parecchie cose -. Non si sa bene perché, il lavoro non si è più fatto, tra l’altro mi fu detto dopo mesi e mesi di attesa. Mi risposero “Tanto ne parlano tutti, che problema c’è”? Bè, io sono una pignola in queste cose. Se ne parlano tutti un motivo c’era eccome. Così decisi di far da me qualcosa per i bambini. Mi sono creata la storia, i disegni, la sotto trama principale e quelle ancora più a fondo e poi ho passato tutto a una mia amica che è psicologa, per vedere di non scrivere cose sciocche. Sapevo che poi lo avrei presentato a scuola, non volevo avesse nulla fuori posto. Non mi interessa se scappa un refuso, ma se scrivi qualcosa che non va bene nell’argomento, gli psicologi nelle scuole ti bocciano il lavoro. L’ho fatto perché nella mia mente c’era sempre questa frase “Tanto lo fanno tutti e allora noi possiamo evitare”. No, per me non si doveva evitare. Non pensavo di mettere su un castello così immenso, però è stato pubblicizzato dalla Mondadori stessa, altri giornali, cento psicologi del nord Italia si sono trovati il mio libro in mano e ora lo useranno per i bambini che subiscono il bullismo e cyber-bullismo. Io stessa sono andata nelle scuole a parlare con i bambini. I bambini ti baciano quando se ne vanno, da allora ho il cuore colmo d’amore. Se poi dici che i disegni li hai fatti tu e che disegnavi i cartoni animati, bè li conquisti tutti e loro pendono dalle tue labbra. Se serve a fargli capire come difendersi dal bullismo, ne sono felicissima. Ora il libro è piazzato in varie scuole d’Italia e io spero di prenderle tutte. L’ho messo con un prezzo basso, seppur con disegni, per far sì che tutti i bimbi lo possano prendere. E a settembre torno a scuola. Le insegnanti mi han chiesto se tenevo delle lezioni. Vado, ovvio. Cosa c’è di più bello? Appena avevo finito il libricino ero già pronta a scriver racconti su altri due argomenti. Per cui, continuerò. È tutto amore che entra nel mio cuore. Centocinquanta bambini, ognuno con un sogno, erano meravigliosi da sentire. Vale la pena davvero.

  1. Hai debuttato in questi giorni con l’erotico. Domanda infida: vende ancora dopo tutto questo periodo?

Erotico. Dunque, ho visto parecchi erotici in giro, ma erano più “carnali” il mio è più sensuale. Per come l’ho scritto io, non è di certo quel che va di moda ora. Per cui. sono sempre fuori dal coro. Tu guarda la semplice immagine di copertina, è un acquarello appena abbozzato, nessun maschione che acchiappa la donna con irruenza. È un semplice racconto non attira l’attenzione come i libri, però vende. Ma sono sicura che se lo avessi scritto come le altre autrici, avrebbe venduto di più. Qui ci ho messo passione, sensualità, scene di sesso sì ma non volgari, amore, grandi sentimenti in poche pagine. È un gioco, forse questo attira, è intrigante.

  1. I tuoi riferimenti quando scrivi, sono la lettura di libri classici, idee improvvise o frutto di anni di studi e allenamento sul campo?

Ci possiamo mettere tutto insieme? Sono una divoratrice di libri da una vita, guardo film, serie tv, cartoni animati e leggo fumetti da quand’ero piccola. Uso l’istinto per crearmi le storie (da qui si capisce perché vado contro corrente alla moda anche quando la seguo) e mi alleno a scrivere ogni giorno da tantissimi anni. Anche il cervello, se si utilizza sempre funziona meglio nel lavoro. Come la mano per il disegnare.

Ogni giorno scrivo. Magari poco, perché sto disegnando, magari prendo solo appunti, ma non passa giorno che io non inventi qualcosa.

  1. Progetti futuri e nuovi: c’è ancora spazio nella tua ‘biblioteca personale’?

C’è sempre spazio per la mia biblioteca personale nella mia mente. La vera biblioteca in casa sta strabordando invece, e lo spazio che avevo dedicato ai miei libri è già pieno, mi dovrò inventare qualcosa tra un po’. Tipo “ampliamo la libreria”.

Ora sto scrivendo un romanzo d’amore sportivo, ma cambio sport. Poi ho un altro epic-fantasy da scrivere. Devo proseguire la saga che ho messo fuori all’inizio della mia avventura come autrice di libri. Ho due racconti da finire. E un raccoglitore enorme di idee… se non invento altro, vado a prendere quello per scrivere cose nuove oppure aspetteranno tempi migliori.

  1. Un genere di libri che scriveresti sempre, perché è nelle tue corde, e un genere in cui non ti cimenteresti mai.

Scriverei sempre e comunque un fantasy e un romance, uno dà libero spazio alla mia creatività, l’altro mi consente di documentarmi su cose che io non so e così imparo tanto e si presume diventi più intelligente. Faccio l’esempio dei vigili del fuoco in Fuoco cuore Acqua o il football americano di HHS e seguiti. Ho imparato moltissimo, per scrivere il libro non ci ho messo tanto, ma dietro c’è, come minimo, un anno e più di documentazione. Non potrei mai fare a meno di questi periodi. Il fantasy è tutto ciò che di migliore la mia mente da illustratrice possa creare, io vedo ogni immagine del libro come sequenza di un film, cartone animato in movimento…

Non scriverei mai un saggio e un giallo. Proprio quelli non sono nelle mie corde.

«Non credi sia divertente provare?» Georgie gli si avvicinò.

«E se fallissimo?» sussurrò il ragazzino.

«Non credo abbia importanza. Se lo facciamo con il cuore, mettendoci tutta la nostra passione e ci divertissimo, in cosa potremmo mai fallire? Avremmo vinto comunque, no?» Georgie allungò la mano sul dorso di quella dell’amico. «Avremmo partecipato a una cosa più grande di noi, tutti insieme come amici, sarebbe bellissimo lo stesso. Lo ricorderemo finché saremo vecchi e senza denti.»

A uno a uno, posarono la mano sul dorso dell’altro, facendo così una piccola torretta.

«Partecipiamo, allora.» Dissero in coro.

Cit. Per un distributore di merendine in più

Intervista a cura di:

Editing a cura di:

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