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Incontro con l’autore: Rosa Campanile

 

 

Buondì a tutti voi che ci seguite! Iniziamo questa settimana in compagnia di Rosa Campanile, autrice della trilogiaDie Love Rise Series”. Curiosi? Venite a leggere le risposte di Rosa alle domande della nostra Tracy.

 

 

  1. Innanzitutto benvenuta nel nostro salotto ‘virtuale’. Cominciamo da te: che tipo di persona e di autrice sei?

Ciao a tutte, grazie per l’accoglienza! Sono molto contenta di essere vostra ospite, anche se solo virtualmente parlando 😉

Sono una persona molto tranquilla, tutta lavoro (quando c’è) e famiglia. Ho diverse passioni, tra cui la cucina e la pasticceria; leggo libri (tantissimi libri!) e gestisco il mio piccolo blog da ben tre anni e mezzo. Vivo con mia madre, mia sorella minore e due gatte che sono tutto il mio cuore. La lettura e la scrittura hanno sempre fatto parte di me, ma solo recentemente mi sono messa in gioco come autrice. Sono fedele al motto “scrivo ciò che mi piace leggere”, quindi scrivo romance, il genere che come lettrice prediligo in assoluto.

  1. Parlando della tua recente trilogia “Die Love Rise Series”, posso chiederti come mai hai deciso di ambientare le tue storie in uno scenario così apocalittico?

Diciamo che è capitato per caso. Il primo libro della serie nasce da un incubo, in cui io stessa venivo rincorsa per delle scale dai mostri. Per esorcizzare quelle immagini, decisi di buttarle su carta; poi ho continuato a giocarci e ho immaginato una storia, trasformando così i mostri in mutanti e sviluppando un’ambientazione post-apocalittica. Il mio background da amante delle storie d’amore, dei film action e degli apocalittici con gli zombie della serie Resident Evil e The Walking Dead, ha fatto il resto.

  1. Il motto che segue la tua trilogia ‘Combatti per vivere, combatti per amare’, che significato ha per te?

È una frase che sento molto mia. Non è sempre facile prendere di petto la vita di tutti i giorni, con le piccole e grandi sfide che ognuno di noi è costretto ad affrontare, e i tempi che viviamo non saranno pericolosi, come quelli di un mondo post-apocalittico abitato da mutanti, ma ci manca poco. Quando però l’oscurità incombe, che sia con un pensiero pessimistico o peggio, non dobbiamo mollare. Bisogna sempre continuare a combattere, perché la vita e l’amore sono dei doni che non dobbiamo mai, mai dare per scontati.

  1. I tuoi protagonisti combattono per sopravvivere, ma dentro di loro è sempre vivo l’amore per la vita e per gli altri. Pensi che sia possibile, visto il periodo che vivono?

Penso di sì. Voglio crederlo, almeno. Sotto sotto sono una persona che spera ancora ci sia del buono nel mondo e negli altri, e ho voluto infondere questa stessa speranza nei miei personaggi. Clive e Sophie, Eve ed Eric, Joe e Natalia, affrontano perdite indicibili e vivono in un mondo in cui la sicurezza è labile e la morte potrebbe arrivare quando meno se l’aspettano. Alcuni di loro, per diverso tempo, si sono lasciati cadere nel baratro del dolore e si chiudono in esso, ma va bene così, si deve cadere prima di potersi rialzare. Ognuno di loro, però, è intenzionato non solo a sopravvivere, ma a vivere. Amano e vivono perché una vita non vissuta non ha alcun senso.

  1. Le tue storie, sono davvero storie d’amore ma i tuoi personaggi seguono sempre la via del cuore?

Grazie per averlo specificato! Ai lettori che temono di trovare una storia troppo horror, ricordo sempre che si tratta di romance post-apocalittici, quindi il focus è sui sentimenti dei personaggi 🙂 Per rispondere alla domanda, direi di sì, in linea di massima sì. Soprattutto Sophie, la protagonista di “Die Love Rise”, ma anche Joe. Sono personaggi che, se amano, amano con tutto il cuore, ed è difficile per loro compiere scelte che siano troppo razionali e che non tengano conto del lato umano e sentimentale.

  1. I tuoi personaggi sono molto carismatici. A quale sei più affezionata?

Amo ogni personaggio uscito fuori dalla mia testa, ma credo di essere in special modo affezionata a Clive, per via della sua dualità forza/fragilità: è un eroe intrepido e all’apparenza gelido, ma con un’enorme buco nero nel cuore, una sofferenza che ha tenuto nascosta a tutti. Anche Tyler, il protagonista di “Senza fare rumore”, si è ritagliato un posto speciale nel mio cuore: è un ragazzo forte e fragile insieme; ha sofferto tantissimo per amore, ma quando incontra April e tra loro scatta qualcosa, in un primo momento è la paura di arrendersi all’amore, a quel sentimento così impossibile da essere vero, a bloccarlo. Almeno prima di capire che deve lasciarsi andare e provare, nonostante il rischio di rimanere fregato un’altra volta…

  1. Quando decidi di scrivere una storia, quali sono i punti cardine da cui parti?

Quando comincio una nuova storia, è mia premura avere una sorta di canovaccio iniziale ben delineato e preciso. So sempre l’inizio e la prima metà della storia che intendo raccontare, mentre il finale di solito non riesco a vederlo se non quando sono in procinto di scriverlo. In particolare, mi piace curare la caratterizzazione dei personaggi e trovo molto utile l’uso di persone reali – il cosiddetto dreamcast – come base di partenza per la loro costruzione. Fin da subito so che tipi sono, da dove vengono, cosa vogliono, come si parlano e muovono. Tutto il resto, ambientazioni, dialoghi e colpi di scena, arrivano pian piano in corso di stesura, e mi piace ricercare ciò che mi serve solo nel momento in cui ne ho bisogno.

  1. Per la stesura di questa serie, quali sono le ricerche che ci sono alla base, onde evitare anacronismi ed elementi che potrebbero stonare nella narrazione?

Le maggior parte delle ricerche che ho fatto riguardavano le azioni militari e le diverse tipologie di armi, e anche se nei libri non si scende mai troppo nel dettaglio, erano informazioni che mi servivano per avere il quadro più chiaro di ciò che dovevo scrivere. Il fatto che la serie sia ambientata in un prossimo futuro, mi ha consentito di inserire elementi come i droni, i tablet e gli schermi olografici… che poi non saranno chissà quali novità, ma per me bastavano per dare quell’illusione di tecnologia ultramoderna. Mi sono informata molto anche su virus e vaccini, e spero solo di non aver scritto enormi castronerie in quel campo.

  1. Nell’ultimo libro c’è una scena tagliata – mi ha ricordato un po’ le pellicole cinematografiche che regalano sempre un’emozione finale -. Lo hai fatto per questo motivo o solo perché non ti andava di ‘cestinarla’?

Non volevo assolutamente cestinarla! Come ben sai, avendola letta, era una scena molto importante per i personaggi che la stavano vivendo. Purtroppo non sono riuscita a trovare il posto giusto per inserirla, senza sbagliare troppo le tempistiche. Ma non l’avrei mai cancellata, perciò ho deciso di regalarla ugualmente ai miei lettori, inserendola alla fine 😉

  1. La scena tagliata a me è piaciuta e l’avrei lasciata… Ma a questo punto ti chiediamo cosa c’è nel tuo futuro, e nel nostro in quanto lettori?

Ne sono felice!

Di sicuro l’anno prossimo arriveranno gli altri due libri stand-alone che completeranno la “Sweet Surrender series”, cominciata con “Senza fare rumore”. Non vedo l’ora di farvi leggere la storia di Jax (attualmente in stesura) alle prese con la misteriosa Maggie e quella del tatuatore Kurt con Violet, la fotografa dai capelli colorati (la cui pubblicazione è prevista per l’autunno 2018). Tra i tanti progetti che ho in mente c’è anche una duologia di genere dark romance/thriller. Per adesso ho solo abbozzato la trama generale e i personaggi principali (ho anche cominciato a scrivere i primi capitoli del romanzo prequel), ma è tutto ancora in alto mare, anzi altissimo! Però la voglia di sperimentare e mettermi alla prova in quanto autrice con un genere, quello dark, che adoro leggere c’è tutta, quindi vedremo 😉

Grazie per essere stata con noi.

Grazie a voi! E grazie di cuore per il lavoro che fate nel connettere gli autori self con i lettori! Per salutarvi vi lascio una citazione tratta da “Fight for life”.

«Noi esseri umani siamo fatti così, grazie al cielo: combattiamo, cadiamo, ci rialziamo e continuiamo per la nostra strada più forti di prima

 

 

Intervista a cura di: 

Editing a cura di: 

 

 

 

StaffRFS

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