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Incontro con l’autore: Monica Lombardi

 

Buongiorno a tutti voi che ci seguite. Oggi è venuta a trovarci nello spazio dedicato agli autori italiani, Monica Lombardi.

Buongiorno Monica, grazie per aver dedicato del tempo per noi di Romanticamentefantasy e benvenuta nel nostro salotto virtuale.

Iniziamo dunque con le domande, pronta?

Certo! E grazie a voi per avermi invitato

  1. Mike Summers sta per diventare un film, e i produttori ti danno carta bianca per decidere chi saranno i protagonisti. Quali attori scegli per Mike e Julia?

Ah, forse se accadesse ora, nel 2017, dovrei rivedere la mia scelta, ma ancora oggi faccio fatica a immaginare Mike e Julia con volti diversi da quelli che scelsi per loro fin dalla prima stesura del primo romanzo della quadrilogia. Michael Vartan è l’attore a cui mi sono ispirata per Mike e Amy Adams per il volto di Julia.

  1. Quella di Mike è una serie che ho amato in modo particolare, rivedremo i suoi protagonisti in un nuovo libro? Hai nuove storie per loro?

Ti ringrazio! Anch’io ci sono molto affezionata, è stata la mia prima serie. Da molto tempo ho in mente la storia di Paula Wellman, personaggio che avete incontrato in Gambler e in Scacco Matto. Non sono sicura che in quel romanzo potremo ritrovare tutti gli altri, e non so neanche quando riuscirò a scriverlo ma… mai dire mai!

  1. Hai nuovi progetti di cui puoi già parlarci? Qualcosa su cui già stai lavorando? Hai già in mente come evolverà la serie GD, ora che si sono uniti nuovi personaggi?

Sì, ho molti nuovi progetti. Del romanzo che ho appena finito di scrivere non posso dire nulla, è top secret! Posso dirvi invece che a breve (se non ci sono intoppi, a fine Ottobre) uscirà il secondo volume della serie distopica Stardust, con Emma Books, a cui seguirà il terzo, e per ora ultimo, nel giro di pochi mesi. Per quanto riguarda il GD Team, entreremo in una nuova fase, quasi una nuova era. Il Team è cresciuto e in futuro si muoverà in modo un po’ diverso. Trovate un assaggio di quello che ho in mente nel racconto “Nuovo Anno, Nuovo Team”, pubblicato sul sito di Emma Books. Il nome che Emma e io abbiamo in mente per questa “nuova” serie è GD Security (se leggete il racconto, capirete il perché), e sarà una sorta di rebooting, cioè un nuovo inizio con i personaggi che già conoscete. Credo che inizieremo con una novella sul fratello di Nicole Kelly – ve lo ricordate? Questi almeno sono i piani.

  1. C’è un personaggio dei tuoi libri che somiglia davvero a qualcuno che ti vive vicino e che conosci? Qual è il personaggio che ti ha fatto impazzire di più, durante la stesura della storia?

Un personaggio che si ispira in modo forte e specifico a una persona reale no, non direi. Prendo ispirazione e mischio, per cui può capitare che io dia a un personaggio una caratteristica di qualcuno che conosco, non so il nome, o un’abitudine, o un piccolo aneddoto. Alcuni loro pensieri sono miei, come la frase che Julia tiene sul frigorifero, per esempio. Ma sono ingredienti: il piatto che ne esce, il personaggio, è sempre frutto della mia fantasia. Per quanto riguarda l’impazzire, intendi in senso letterale o ironico? Perché Jaime “Jet” Travis, lo sanno le lettrici che frequentano il mio gruppo, è senza dubbio il più indisciplinato: lui fa sempre quello che vuole!

  1. Ti ho amata tantissimo come scrittrice di Romantic suspense e Rosa crime, e con la serie Stardust ti sei rinnovata nel Sci-Fi con un Time travel , genere che io trovo difficile persino da leggere, se non si è più che attenti. Come mai questo cambiamento? Da dove nasce questa serie così diversa? In quale altro genere vorresti cimentarti in futuro?

La prima versione di Free, il primo romanzo della trilogia Stardust, è addirittura precedente alla stesura del GD Team. Non saprei dirti da dove nasce quella storia: forse dal mio amore per la fantascienza, soprattutto le sue interpretazioni nell’ambito del distopico e, perché no, del fumettistico. Trovo che Stardust debba qualcosa al mondo degli X-Men, per esempio. È un genere diverso dal mio solito ma, se ci pensi, c’è sempre una “famiglia allargata” e c’è sempre la lotta del bene contro il male. Non siamo poi così lontani dal GD Team, insomma. Altri “generi” non direi. Mi piace proporre nuove sfumature di Romantic suspense, quello sì. Alla fine il mio mondo è il mystery mischiato al romance, che posso interpretare di volta in volta in modi diversi: più poliziesco, più spy, più thriller.

  1. Con Schegge di ricordi siamo giunti al finale della tua ultima fatica, ma il personaggio di Ilaria e del suo “lupo” Drago è molto suggestivo, pensi che potremo rivederli in una nuova avventura?

Credo proprio di sì. Ho già delle idee, quindi… sì, lo spero!

  1. Ora che con Stardust ti sei cimentata nella possibilità di creare un mondo diverso e poter uscire dagli schemi, è più difficile scrivere un libro ambientato nella realtà, o doversi inventare una nuova società? Qual è la difficoltà maggiore?

Il registro realistico ti impone ti stare sempre con i piedi per terra: è un limite, in un certo senso, anche se il nostro mondo offre comunque moltissime sfumature, e hai sempre un pochino di licenza poetica – stai scrivendo un’opera di fiction, non un saggio. Con Stardust, e fino a un certo punto anche con il Romantic suspense più “hollywoodiano” del GD Team, posso giocare di più con la fantasia. Questo, a volte, rappresenta una grande libertà, altre volte una sfida, come nella costruzione della Nuova Era di Stardust: non è stato per niente semplice far muovere i personaggi in una società del futuro!

  1. Una cosa che ho sempre rimarcato nelle recensioni dei tuoi libri è la tua capacità di tessere una tela enorme, piena di indizi, riuscendo poi ad annodare tutti i fili insieme. Quando cominci un libro, sai sempre come i personaggi si muoveranno e cosa faranno, oppure a volte in corso di stesura cambi improvvisamene idea, e i personaggi ti sorprendono?

Succedono un po’ entrambe le cose. Ho l’idea per la trama, so che direzione voglio prendere e dove voglio arrivare, ma, come in ogni viaggio che si rispetti, i panorami che trovo lungo la strada sono sempre una sorpresa. E sì, anche i personaggi mi sorprendono. Le idee non si fermano, continuano ad arrivarne di nuove o di diverse anche mentre scrivo delle scene che ho già pianificato. Allora cambio e adatto. La storia cresce e si arricchisce strada facendo.

  1. Chi è stata la persona a cui hai fatto leggere per la prima volta uno dei tuoi scritti e che ti ha convinto a provarci davvero? Chi li legge ora? E se una volta letto qualcosa non convince o non piace, ci rimetti mano, cambiandolo?

Ho scritto fanfiction per diversi anni. Con Viviana all’inizio, che ora è una delle mie beta-reader, e poi da sola, su un forum americano. Sono stati i lettori, che commentavano quei miei racconti, a farmi capire che scrivevo qualcosa di buono e anche le altre autrici di ff, quando venivano a commentare i miei episodi. È stata un’ottima palestra. Ora, prima di andare nelle mani dell’editore, le storie in progress vengono lette da un gruppo di beta, che possono variare a seconda della storia e del momento. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, ogni cosa è migliorabile. Come dicevo sopra, Free è una seconda versione riscritta più di un anno dopo. Tra le due versioni ho scritto il racconto prequel L’inizio (che è gratuito su tutti gli store, quindi potete leggerlo liberamente), che mi fatto scoprire il fascino della Nuova Era, quindi durante la riscrittura del romanzo ho introdotto nuovi capitoli ambientati nel futuro. Le beta sono persone diverse e con personalità diverse; a volte ciò che piace da matti a una non convince l’altra. Non seguo sempre i loro suggerimenti ma i loro commenti mi fanno sempre riflettere e, di solito, trovo un modo nuovo che riesca a soddisfare sia me che loro. Tutto può sempre essere scritto in modo migliore.

  1. Se rileggi un libro che hai scritto anni fa, ti piace ancora come allora o cambieresti qualcosa? Ti è mai capitato di avere un’idea e poi non essere riuscita a svilupparla come avresti voluto? Un libro nel cassetto che deve aspettare il momento giusto?

In realtà evito di rileggere libri che ho scritto anni fa, proprio perché sono sicura che mi verrebbe voglia di cambiare qualcosa! Ho idee “nel cassetto”, cioè sul computer, che non so se diventeranno mai dei romanzi, soprattutto idee che risalgono a un po’ di tempo fa. Tra queste, alcune mi piacciono molto, come quella su Paula di cui parlavano sopra, ma in questo momento non ho il tempo di lavorarci. Le idee di questi ultimi due/tre anni, però, sono sempre diventate storie: se mi intrigano, di solito trovo il modo e il tempo per portarle a maturazione. Anche se ventiquattr’ore al giorno sembrano non bastare mai!

Ringraziamo ancora una volta Monica che ci ha tenuto compagnia.

i ricordo che se volete avere maggiori informazioni sui lavori di Monica Lombardi, basta cliccare QUI.

Intervista a cura di

Editing a cura di: 

Romanticamente Fantasy

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