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Incontro con l’autore: Alastor Maverick & L.A.Mely

 

Buongiorno a tutti voi che ci seguite. Oggi abbiamo il piacere di conoscere meglio Alastor Maverick e L.A.Mely autori del libro Steambros Investigation: L’armonia dell’imperfetto. Intanto grazie per aver risposto alle domande. Siamo tutti pronti? Allora che l’intervista abbia inizio!

 

 

  1. Eccoci, molto curiosi noi. Presentatevi… prima le donne, naturalmente!

    L.A. Mely: Buongiorno, amici! Sono L.A. Mely, e per presentarmi posso dire che sono una ex bambina cresciuta negli anni ’80 che, stufa di trovare solo protagonisti maschili nei libri che leggeva, si è detta che, forse, era meglio se le avventure se le scriveva da sola. A 8 anni ho chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere e, da allora, ho sempre usato la scrittura come vera e propria valvola di sfogo ma non avrei mai pensato di poterne fare una professione. Non mi è mai veramente piaciuto quello che scrivevo e mi son sempre detta convinta di non avere abbastanza talento per poter fare la scrittrice (per anni ho fatto altro). La convinzione, a dire il vero, ancora c’è ma ringraziando il qui presente Alastor sto cominciando a spiegare al mio inconscio che forse un pochino brava sono. Dubito che smetterò mai di definirmi una “aspirante scrittrice” ma scrivere mi consente di fare viaggi e di tracciare percorsi per possibili viaggi altrui e tutto questo è bellissimo!

    Alastor: Ciao a tutti! Io sono Alastor e solo qualche anno fa ho scoperto davvero quale fosse la mia passione. Ho cominciato giocando ai GDR Play by chat, scrivendo a diverse mani avventure virtuali. Scrivere mi faceva stare bene, anche se il contesto in sé era piuttosto caotico e difficile da gestire. Poi, poco a poco, ho abbandonato quel mondo per giungere a quello dell’editoria. Non fraintendetemi. Ho fatto veramente un milione di cose prima di capire che quello che volevo davvero era scrivere. Il mio libretto di lavoro è qualcosa tipo un centimetro e mezzo di spessore e scartoffie. Imbarazzante 😀

  1. Ci raccontate come mai questa avventura a ‘4 mani’? Cosa fa scattare la scintilla?

    L.A. Mely: Come ha già accennato Alastor c’è un GDR fantasy di mezzo. Ci siamo conosciuti in un gioco di ruolo e quando gli admin, di quel mondo virtuale, hanno deciso di chiuderlo, anni fa, abbiamo deciso di restare in contatto e siamo diventati tanto amici che, ad oggi, mi viene naturale definirlo “il mio fratellino”. A entrambi piaceva scrivere, ma per un motivo o per l’altro non ci siamo mai buttati veramente nella mischia, come negli ultimi due anni. Nei nostri stili personali mancava qualche cosa che, unendoli, cambiava la prospettiva del tutto.

    Alastor: Posso dire che unendo le nostre competenze e lavorandoci un po’ su, ciò che avevamo scritto insieme superava, in aspettative, quello che avevamo singolarmente tentato prima. E poi in due ci siamo fatti un pochino coraggio e alla fine si è deciso di tentare di pubblicare. Prima tastando il terreno con un paio di concorsi letterari e poi inviando il nostro manoscritto a una vera e propria Casa Editrice. Nel nostro percorso professionale, lei è quella che traccia la mappa del viaggio e io sono quello che si occupa di renderlo sicuro e confortevole. Lei crea la timeline con gli eventi e i personaggi e io do loro una pelle, un carattere più delineato e verifico la coerenza lungo tutto il percorso.

  1. Steampunk, mondo affascinante e ancora poco noto in Italia. Raccontateci di più.

    L.A. Mely: Su questo argomento quello davvero esperto è lui. Io l’ho scoperto quando Al me ne ha parlato e solo dopo mi sono resa conto che in molti film, telefilm, anime e fumetti c’era più steampunk di quanto potessi immaginare. E vi stupireste anche voi di scoprire che, probabilmente, anche tra i vostri “preferiti” c’è dello steampunk, celato o meno.

     Alastor: La mia passione per lo steampunk è nata a una fiera. Vidi un uomo vestito in modo alquanto inusuale. Aveva una lunga giacca di pelle, adornata con ingranaggi e sulla spalla destra aveva una protezione di rame con un manometro e diversi tubi sottili che partivano da esso e terminavano in uno strano aggeggio assicurato all’avambraccio. Occhiali da saldatore, cilindro con piuma di fagiano e altri dettagli metallici e un bel paio di baffoni arricciati su se stessi. Rimasi incantato a fissarlo, ai limiti della maleducazione. Presi coraggio e gli chiesi cosa stava interpretando. Ovviamente parve infastidito dalla mia insistenza, ma disse quanto bastava perché io potessi fare da solo le mie ricerche. “Steampunk!” Da quel momento ho scoperto un vero e proprio mondo e ci sono ancora un sacco di cose da conoscere.

  1. Una cover azzeccatissima e intrigante: possiamo aspettarci sempre di più?

    L.A. Mely: La cover è della bravissima amica e collega Lia Winchester, e quando Alastor me l’ha mostrata la prima volta è stato subito amore. Vi dico solo che, quando ho tenuto in mano il libro la prima volta ho carezzato la copertina per 5 minuti netti come una scema. Anche la copertina dell’episodio speciale di Halloween, che abbiamo messo a disposizione gratis su Amazon in occasione della festa, è opera sua.

    Alastor: Ecco, una delle competenze che ci mancavano era proprio quella. Noi ci arrabattiamo un po’ con la grafica, ma da lì a definirci illustratori c’è un abisso. Quindi abbiamo deciso di investire su un professionista e un giorno mi sono imbattuto sul profilo Facebook di Lia Winchester e sono letteralmente rimasto fulminato dalle sue cover. Ho chiesto un preventivo, le ho spiegato davvero in poche parole ciò che volevo e lei ha eseguito questo capolavoro con pochissimi elementi a disposizione. Se devo dirla tutta, sono curiosissimo di sapere come sarà la copertina del secondo romanzo della saga ma ho piena fiducia in lei.

  1. Un libro, che diventa una trilogia, per certi versi molto originale. Non un genere puro, ma contaminato da mistero e novità. Scelta azzeccata? 

    L.A. Mely: Ce lo auguriamo di cuore. Le avventure dei fratelli Hoyt erano troppe e troppo intense per poterle concentrare in un unico volume. La trilogia ci sembrava la giusta lunghezza d’onda ma, se le loro gesta dovessero piacere come speriamo, nessuno ci vieta di creare, per loro, nuove rocambolesche avventure successive e/o precedenti a queste.

    Alastor: Se sia azzeccata o meno sarà il tempo a dircelo. Quello che sappiamo è che possiamo definirci i precursori di questo genere di commistione. Pochi autori, anche all’estero, hanno provato a sperimentare con lo steampunk e sicuramente ci sarà un motivo. Ma sai come si dice no? Tutti dicono che una determinata cosa non si può fare finché non arriva uno che non lo sa e la fa.

  1. I due fratelli Hoyt sono due tipetti molto originali, un po’ sopra le righe per quel periodo, con un’intelligenza sopraffina e carisma inconsueto. A cosa vi siete ispirati?

    L.A. Mely: Fisicamente ce li siamo voluti cucire addosso in modo da poterli muovere come un guanto. Ci siamo detti di voler creare dei protagonisti normali in cui il lettore, volendo, si possa rivedere e crearli simili a modelli sarebbe andato contro il nostro ideale iniziale. Per quanto concerne il carattere è diverso. Melinda e Nicholas hanno due caratteri molto più complessi di quanto si possa pensare. Sono due contenitori di innumerevoli sfaccettature che si andranno man mano a svelare nel corso della saga. Personalmente, spero di non somigliare troppo a Melinda nel carattere ma, a volte, temo che alcune delle sue sfaccettature siano anche mie e la cosa mi spaventa. Sicuro sono meno sfacciata, arrogante e burbera di lei…Spero.

    Alastor: La mia più grande ispirazione arriva da Sir Arthur Conan Doyle e il suo intramontabile Sherlock Holmes. Tuttavia quel personaggio era al limite del super umano. I nostri due investigatori possono sembrare al di sopra di ogni altra persona ma solo perché agiscono insieme e si spalleggiano costantemente, unendo le loro forze. Presi singolarmente sono imperfetti. Melinda, ad esempio, si caccerebbe sicuramente nei guai visto il suo caratteraccio e senza il fratello a farle da filtro o da freno potrebbe avere seri problemi. Così come Ncholas non potrebbe risolvere un caso, così rapidamente, senza lo spiccato intuito di Melinda che raccoglie indizi e informazioni come fosse una moderna telecamera di registrazione. Due persone imperfette che collaborano per diventare una perfetta macchina da indagini. Da qui il titolo del primo volume che introduce i due investigatori e le loro avventure: “L’armonia dell’imperfetto”.

  1. L’incanto ‘sidecar’… quali altri mirabolanti macchine userete nei vostri continuum?

    L.A. Mely: Segreto!!! Scherzi a parte, abbiamo concepito la trilogia in modo da introdurre lo steampunk in maniera volutamente graduale. Nel primo episodio, il sidecar è forse il dettaglio più steampunk di tutti ma state tranquilli che è solo l’inizio.

    Alastor: Oh, sì quoto in pieno quello che dice la mia collega! Nel secondo episodio la tecnologia sarà sempre più complessa, funzionale e… Pericolosa. Inoltre, in uno dei nostri futuri racconti abbiamo previsto una serie di upgrade che spero solleticheranno la vostra curiosità e di cui poi vi innamorerete.

  1. Passato e presente letterario di voi autori: cosa vi piace, cosa leggereste e su cosa non vi lascereste mai andare?

    L.A. Mely: Devo ammettere di non avere un genere letterario preferito, quando leggo. A me sono sempre piaciute le storie capaci di afferrarti per un braccio e trascinarti nella storia. Per questo, da bambina, faticavo a lasciarmi coinvolgere. Nella mia generazione, i protagonisti erano quasi tutti maschi e le poche femmine erano fanciulle delicate e bisognose di protezione. Per quanto concerne lo “scrivere” ho spaziato un po’ in tutte le direzioni: giallo, fantasy, avventura, romantico…Quando l’ispirazione parte non sai mai dove ti porta. Per quanto concerne la lettura, non disdegno le opere di Jeffery Deaver (il mio preferito è “Profondo Blu”) e Stephen King ma, allo stesso tempo, adoro immensamente il genio fantasy di nomi come J. R. R. Tolkien e C. S. Lewis (il mio pseudonimo è anche un po’ un omaggio a loro e a tutti i grandi con pseudonimi “puntati”). E poi i gialli investigativi di Agatha Christie (con la sua Miss Marple potevo immedesimarmi, da anziana però) e la vasta creatività narrativa di Edgar Allan Poe. Per ultimo, ma non ultimo, possiamo fare il nome di uno scrittore che, più di tutti, ci ha influenzato portandoci agli SteamBros: Sir Arthur Ignatius Conan Doyle. 

    Un genere a cui non credo mi potrei mai avvicinare, ne in lettura ne in scrittura, è la narrativa erotica. Ma quello è un problema mio, sono piuttosto pudica. Mi imbarazzerei anche solo a guardare le copertine, figurarsi se ne leggerei le gesta. Ma chi lo sa…

    Alastor: Io penso di poter dire che non c’è un genere in cui non mi cimenterei. Mi verrebbe da pensare che sicuramente, prima di buttarmi in un qualcosa, avrei bisogno di leggere e formarmi su quell’argomento. Previa infarinatura generale, penso di poter scrivere qualunque cosa. Forse cercherei di evitare argomenti delicati come ad esempio la pedofilia, la violenza o la religione. Per quanto riguarda la lettura, Conan Doyle e Agatha Christie sono senz’altro i motori della mia ispirazione ma ultimamente trovo distensivo leggere le storie di molti autori emergenti. Tralasciando alcune questioni tecniche, sulle quali non mi dilungo perché sono nella stessa situazione (L’inesperienza si paga sempre in un modo o in un altro) ci sono storie che meritano davvero di essere lette.

  1. Universo Cosplay. Credo sia un fattore di arricchimento per le vostre storie. Quali sono gli oggetti fondamentali a cui non potreste proprio rinunciare?

    L.A. Mely: Il mondo dei Cosplay lo adoro. A parlare, probabilmente, è il mio lato infantile, mai del tutto sopito, che si risveglia ma adoro questo mondo che sembra scappato dalle pagine di libri e fumetti. Per scelta, abbiamo deciso di non assegnare un prestavolto prestabilito proprio per consentire, a chi legge, di vederli come sentono e, volendo, di vestirsi come loro. Alle presentazioni e alle fiere che prevedono cosplay ci piace vestirci come i nostri personaggi, ma chiariamo sempre che quella è la nostra visione. La caratteristica di Melinda, che non può mancare fin da subito, è la treccia che raccoglie in chignon legandola con un nastrino nero che, solitamente, porta legato al polso. Per assurdo è l’unico dettaglio non “da maschiaccio” di lei ma è anche il più tipico. Ce ne saranno altri ma saranno svelati man mano nei romanzi, questo compreso.

    Alastor: Io non posso assolutamente rinunciare a un abito di taglio vittoriano, una bombetta da perfetto gentiluomo inglese e un orologio da taschino. Ovviamente anche la mia pipa! Per il resto sono tutti accessori che posso togliere, aggiungere o modificare a seconda dell’occasione.

  1. Facciamo un regalo ai vostri lettori sul prossimo episodio. Cosa potete rivelare?

  2. L.A Mely e Alastor: Possiamo rivelare che il secondo volume conterrà più mistero, più azione e ovviamente più steampunk. Gli Hoyt viaggeranno fino a Glasgow e non saranno più protetti dalle fumose braccia della loro Londra. Saranno completamente fuori dalla loro zona di comfort e senza lo zio ad aiutarli. Ci saranno nuove e pericolose tecnologie e… Qualcuno di voi sa cos’è un “Pet Steampunk”?

Grazie di essere stati con noi e arrivederci a presto!

Alla fine di ogni capitolo abbiamo posto una frase che fa da filo conduttore con il capitolo successivo o, nel caso dell’ultima frase, con il primo dell’opera successiva. Nella speranza di farvi cosa gradita vi riportiamo la prima e l’ultima frase del primo episodio…

Nessun dettaglio è posto in tal punto dal caso… Vi è sempre il destino a imporre la sua presenza.”

Nulla è concluso e nulla si ferma quando a investigar sulle ingiustizie vi sono cuori impavidi e cervelli galoppanti… E se c’è la sfida, tra geniali menti, il viaggio è ancora più avvincente.”

StaffRFS

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