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Il Calendarfilm dell’Avvento: -Sette Dicembre- “The Rocky Horror Picture Show”

Rocky horror show

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Anno  1975

Genere :  Musicale

Produzione   USA, Gran Bretagna

Durata : 95 minuti

Regia : Jim Sharman

Attori:  Susan Sarandon, Tim Curry, Barry Bostwick, Richard O’Brien, Meat Loaf, Patricia Quinn Nell Campbell, Jonathan Adams, Peter Hinwood, Charles Gray, Jeremy Newson, Hilary Labow.

Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14

The Rocky Horror Picture Show, è un film del 1975 diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale The Rocky Horror Show del 1973, di Richard O’Brien. Tra la commedia e il musical, la pellicola racconta la storia bizzarra di due fidanzatini, Brad Majors (Barry Bostwick) e Janet Weiss (Susan Sarandon) che stanno andando a trovare il loro ex professore universitario. Mentre viaggiano, tuttavia, restano bloccati con la macchina in un bosco a notte fonda e durante un temporale. Cercano aiuto in un castello, dove ad accoglierli c’è uno strano maggiordomo, Riff Raff (Richard O’Brien) e la domestica Magenta (Patricia Quinn).

Dopo aver assistito a una danza bizzarra (il Time Warp) sono così spaventati che decidono di andarsene. All’improvviso, però, entra in scena il Dott. Frank-N-Furter (Tim Curry), che li invita a restare per visitare il suo incredibile laboratorio. Qui gli svela che sta realizzando una nuova creatura, Rocky: un uomo alto, biondo e di bell’aspetto.

I due giovani amanti saranno travolti da una serie di eventi fuori dal normale: entrambi conosceranno l’amore carnale grazie allo scienziato Frank, saranno coinvolti in atti promiscui e spettacoli teatrali controversi.

Alla combriccola si aggiungerà anche il Dr. Everett V. Scott (Jonathan Adams), scienziato di origini tedesche che Frank crede suo rivale, in cerca del suo misterioso figlio scomparso.

Alla fine di questa interminabile notte di follie, tra omicidi, orge e fughe aliene, che ne sarà dei due fidanzatini Brad e Janet? (Fonte Coming Soon)

Dovete sapere che alcuni film per me sono “maledetti”: una volta deciso di vederli, per varie coincidenze e concatenazioni di eventi, non c’è verso e dalla decisione di farlo all’effettiva visione passano poi svariati anni. The Rocky horror picture show rientra tra questi; quando finalmente ci sono riuscita, però, l’ho guardato tre o quattro volte in una settimana!

Sono anche un po’ sbadatella e, sebbene il film lo avessi già visto innumerevoli volte, solo a distanza di anni ho realizzato che l’ ambiguo e supersexy dottor Frank- N-Futer è niente popò di meno che It e il cardinale Richelieu (I tre moschettieri – 1993). La bravura di Tim Curry di immergersi in ruoli talmente differenti tra loro è mirabile.

Nonostante il film rientri a pieno titolo nei b-movie, è diventato in breve tempo un cult e ancora adesso può capitare di assistere alla proiezione interattiva (esempio: quando nel film i due fidanzati si bagnano sotto un acquazzone anche in sala viene spruzzata acqua).

So che il film non è prettamente natalizio, ma tutte le volte che mi capita di guardarlo mi mette di buon umore e credo che questo si armonizzi bene con il clima delle feste. Quando parte il Time Wrap, poi, mi è difficile non ballare e dimenarmi!

Il punto di forza del musical è sicuramente la colonna sonora, ma non dimentichiamoci che, sebbene molto giovani, tra il cast ci sono dei nomi che hanno fatto un po’ la storia del cinema.

Ispirato a Frankenstein di Mary Shelley, è giocato tutto sul grottesco e l’ ambiguità, la “creatura” Rocky, qui è un super palestrato biondone a cui è stato impiantato mezzo cervello di Eddie; il risultato è un corpo mozzafiato con la mente di un bambino. Eddie, per contro, è una sorta di sosia bolso di Elvis Presley. Lungo tutto il film vi sono svariate citazioni ad altre pellicole e secondo me il narratore stesso, che ci introduce alle vicende dei due fidanzatini e ci illustra il ballo, richiama Hitchcock quando introduceva i suoi film.

Divertente la scena, anzi le scene, perché sono due identiche anche se cambiano i sedotti, di seduzione, dove si vedono solo le ombre dei personaggi e le loro (false) ritrosie iniziali.

Fondamentalmente è un film che vuole abbattere un po’ di ipocrisie imperanti ai tempi, peccato che le stesse siano spesso presenti tutt’ora a distanza di quasi 45 anni.

Da guardare con il volume audio ben alzato 😉

 

 

 

Fulvia Elia

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