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Il Calendarfilm dell’avvento: Diciassette Dicembre “Jack Frost”

 

 

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 1998

Durata: 101 min

Genere: commedia, fantastico, drammatico, avventura

Regia: Troy Miller

Sceneggiatura: Mark Steven Johnson

Produttore: Mark Canton

Fotografia: László Kovács

Effetti speciali: Henson Creature Shop & Cannom Creations Inc

Musiche: Trevor Rabin

 

Interpreti e personaggi

Michael Keaton: Jack Frost

Joseph Cross: Charlie Frost

Kelly Preston: Gabby Frost

Mark Addy: Mac MacArthur

Henry Rollins: Sid Gronic

Andrew Lawrence: Tuck Gronic

Mika Boorem: Natalie

Eli Marienthal: Spencer

Will Rothhaar: Dennis

Benjamin Brock: Alexander

Taylor Handley: Rory Buck

Joe Rokicki: Mitch

Cameron Ferre: Pudge

 

Alla vigilia della sua grande occasione per essere famoso, un uomo si rende conto di aver trascurato la famiglia. Prima che possa rimediare, muore in un incidente stradale e ritorna sulla Terra nelle sembianze di un pupazzo di neve animato per essere il padre che non è mai stato. (Movieplayer).

 

 

 

Ecco, care fenici, un altro grande classico del mio Natale; nonostante questo film mi abbia sempre lasciato un po’ di malinconia, ogni anno non posso fare a meno di guardarlo e commuovermi, per il piccolo Charlie e il suo papà.

Jack Frost è un musicista, spesso in tournée lontano da casa e quindi costretto molte volte a rinunciare ad appuntamenti importanti per la sua famiglia e in particolare per il figlio, che ne soffre molto.

Un giorno Jack, resosi conto di ciò, decide di saltare uno spettacolo e tornare a casa, ma ha un incidente d’auto e muore. Il ragazzino, che ha 12 anni, già abbastanza tristarello, lo diviene ancora di più, non ha molti amici e a Natale costruisce un pupazzo di neve con il cappello e la sciarpa del padre che, dopo che lui suona l’armonica regalatagli proprio da Jack, si anima.

Ben presto ci si rende conto che il padre è tornato in vita attraverso il pupazzo, per  aiutare il ragazzino a ritrovare la serenità e soprattutto la fiducia in se stesso.

Charlie infatti rientra nella squadra di Hochey della scuola e, quando vince la partita, vorrebbe festeggiare con il padre, per questo intraprende un viaggio con il pupazzo verso la montagna. Viene aiutato proprio da Rory Buck, un bulletto che in passato aveva sempre dato fastidio a lui e ai suoi amici. Ovviamente come in molti classici che si rispettano, il cattivo si redime e infatti Rory, che anche lui ha perso il padre, aiuta il ragazzo e i due diventano amici. Charlie e il pupazzo di neve arrivano alla casa in montagna e la mattina dopo arriva la madre proprio mentre Jack si rivela nel suo vero aspetto fisico. Ed ecco la scena più commovente del film, il commiato del padre che ora può andare in cielo perché è riuscito ad aiutare il figlio a ritrovare fiducia e a superare la sua perdita.

 

 

Mi è sempre piaciuto questo film perché riesce ad alternare momenti molto drammatici e argomenti importanti come il superamento del lutto, il bullismo, la voglia di riscatto, con momenti molto divertenti grazie all’interazione tra Charlie e il pupazzo, realizzato davvero bene.

Quando lo vedevo da più giovane mi immedesimavo più con il figlio, ora da mamma invece mi identifico con il padre e rifletto ogni volta sulla necessità di vivere ogni momento possibile con i miei figli, rinunciando anche a cose che mi sembrano importanti, ma che in realtà non lo sono.

Allora genitori, ragazzi, figli non perdete l’occasione anche questo Natale di rivedere Jack e suo figlio Charlie!

 

 

Curiosità

Jack Frost è un personaggio della tradizione folcloristica nord-europea e anglosassone. La leggenda dice che sia un aiutante di Babbo Natale, incaricato di far nevicare e gelare per mimetizzare Santa Claus durante la distribuzione dei regali.

 

 

Eve

Eve

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