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Filmania Recensione : Il profumo del mosto selvatico – A walk in the Clouds

DATA DI USCITA : 1995

GENERE : Drammatico

REGIA : Alfonso Arau

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SCENEGGIATURA : Robert Mark Kamen,

FOTOGRAFIA : Emmanuel Lubezki

MONTAGGIO : Don Zimmerman

PAESE : USAMessicoItalia

DISTRIBUZIONE: 20 Century Fox

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Keanu Reeves: Paul Sutton

Aitana Sánchez-Gijón: Victoria Aragon

Anthony Quinn: Don Pedro Aragon

Giancarlo Giannini: Alberto Aragon

Angélica Aragón: Maria José Aragon

Freddy Rodriguez: Pedro Aragon Jr.

Debra Messing: Betty Sutton

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Victoria, giovane figlia di immigrati ispanici, è terrorizzata all’idea di dover confessare al padre vignaiolo di essere rimasta incinta. Fortuna vuole che incontri un venditore di cioccolatini tradito dalla moglie, deluso dalla vita, e con il cuore tenero. Il ragazzo, che in fondo non ha niente da perdere, si finge marito della fanciulla davanti all’onorevolissima famiglia.

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Una catena di Sant’Antonio come tante su un social network tra amiche denominata “Cita il tuo film preferito” mi ha portato a riflettere, e a far affiorare uno dei pochi film che ricordo sempre con piacere: Il profumo del mosto selvatico.

E’ strano come un film del 1995 possa essere considerato il mio preferito: ero pressoché una ragazzina allora, ma lo ricordo come una storia d’amore dolce e spiritosa al tempo stesso e ancora oggi sono della stessa opinione.

Paul Sutton (Keanu Reeves) è un uomo vecchio stampo, si sposa prima di partire per la guerra ma al suo ritorno si rende conto che non ha niente da spartire con la moglie e che dalla vita vuole di più che vendere cioccolatini porta a porta, vuole una famiglia, un cane e una casa con lo steccato, tutte cose che sua moglie avrebbe saputo se avesse letto tutte le lettere che Paul le ha mandato dal fronte. Come dicevo, Paul è un uomo d’onore dal gran cuore, il matrimonio per lui è importante e cerca di farlo funzionare fino a quando, in uno dei suoi viaggi, incontra o meglio si scontra con Victoria Aragon, giovane studentessa che sta tornando a casa a Napa dai suoi genitori. La ragazza è molto triste e turbata e Paul viene a sapere che è incinta del suo professore e che costui è scappato: Victoria sa che suo padre non le perdonerà mai di essere rimasta incinta e Paul con uno slancio di bontà decide di fingersi suo marito, almeno per un po’.

Da qui la vita di Paul cambia: si rende conto che, conoscendo meglio Victoria e la sua stravagante famiglia e vivendo e soffrendo con loro, non può più vivere senza la ragazza e senza gli Aragon.

Ora non voglio scendere nei particolari che porteranno Paul a decidere che Napa Valley diverrà la sua vera casa, ma vorrei spendere due parole per Don Pedro Aragon, il patriarca della famiglia interpretato dal sempre immenso Anthony Queen. Con lui l’ilarità è sempre presente, è sicuramente uno dei personaggi che amo di più, lui che con il suo amore per i cioccolatini e per il sale ti fa sorridere sotto i baffi per tutto il film, lui che capisce subito che i due non sono sposati ma che hanno una grande chimica e che cerca di aiutare Paul a conquistare la nipote.

E poi c’è lui Alberto Aragon (Giancarlo Giannini), il burbero padre di Victoria che, dietro alla corazza di stronzo despota e brontolone, nasconde un amore infinito per i figli, che solo un tragico evento riuscirà a tirare fuori.

Una delle mie scene preferita è proprio il primo incontro di Paul con i suoceri, dove Alberto chiama disperato la moglie Maria per comunicarle che quella scapestrata della figlia si è sposata. Qui nel trailer se ne vede una parte.

Quindi che altro aggiungere… se ancora non lo avete visto, correte a farlo perché è un film che merita molto.

Recensione a cura di: 

Krys

Editing a cura di: 

Gioggi

Genere Sentimentale

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StaffRFS

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