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Recensione Film: “365 DNI”

Progetto Grafico a cura di Eve

Ciao a tutti, film lovers!

È giunto per me il momento di parlarvi di un film drammatico ad alto contenuto erotico con qualche accenno dark. Si tratta di 365 DAYS, ispirato al libro appartenente all’omonima saga della scrittrice Blanka Lipińska. La collezione completa consta di tre romanzi che sono stati pubblicati al momento solo in Polonia.

Ho preso la decisione di guardare questo film, stimolata da un misto di curiosità e di lussuria; sono rimasta incuriosita dal tanto pubblicizzato paragone con la trilogia “Cinquanta Sfumature”, poi è intervenuta la lussuria nel momento in cui ho visto le foto del protagonista maschile che – pardon per la mia la sfacciataggine – è proprio un gran bel pezzo d’uomo.

Se si aggiunge il fatto che amo molto le storie Dark Romance, dove l’oscurità del protagonista maschile va di pari passo con un’imbarazzante gnocchezza, potevo farmi scappare questo film? Quando mai!

Passiamo a vedere brevemente qualche accenno di trama.

Laura Biel lavora come direttrice delle vendite per un hotel di lusso a Varsavia e vive un rapporto ormai in crisi con il fidanzato Martin, un uomo al cui confronto uno scaldabagno è il principe azzurro. Il debosciato preferisce passare le sue serate stravaccato sul divano in canottiera, bermuda e i piedi sul tavolino del soggiorno, lasciando insoddisfatta la sua compagna, cui non resta che la solitudine nel letto e il sibilo del vibratore. È un’immagine triste lo so, ma Martin è una visione anche peggiore. In un disperato tentativo di salvare il suo rapporto, Laura organizza con il compagno e un paio di amici, una vacanza in Sicilia per festeggiare il proprio compleanno.

Massimo Torricelli è il giovane capo di una famiglia mafiosa che assume il controllo del business in seguito all’assassinio del padre. Nell’agguato ha rischiato di morire lui stesso e poco prima di perdere i sensi, vede l’immagine di una bellissima donna dai lunghi capelli neri che gli sorride. Passano gli anni finché, un giorno, vede Laura e in lei riconosce la donna che tormenta i suoi pensieri. Massimo è un boss ed è abituato a prendere ciò che vuole, quando gli pare, così decide di rapirla e di farle una proposta: avrà 365 giorni di tempo per conoscerlo, accettare il suo stile di vita e innamorarsi di lui!

E così inizia il controverso rapporto tra Massimo e Laura.

Non vi dico altro perché rischierei di rivelare troppo e invece credo che la storia vada seguita perché, nonostante l’improbabilità del suo incipit, essa secondo me non ha uno sviluppo banale, solo che nel film non si dà il giusto spazio all’elemento dark né alla personalità di Massimo. E’ evidente che è un uomo alfa e un dominatore, ma la produzione ha voluto puntare tutto sulle scene erotiche, che sono torride, su questo non c’è dubbio alcuno. Anche solo lo scambio di sguardi, il modo in cui Laura sfida il suo rapitore, lo provoca e lo rifiuta – eh sì, perché la signorina non rende certo le cose facili al nostro gangster – creano una tensione erotica che colpisce nell’intimo e azzera la salivazione.

Mi sarebbe però piaciuto vedere di più del Massimo malavitoso e invece sono rimasta delusa. Si vede una scena in cui spara a uno dei suoi scagnozzi, ma era un rifiuto umano che vendeva bambini per il sesso e – ammettiamolo, tanto nelle fiction possiamo permetterci di lasciarci andare – ha fatto anche una fine meno becera di quella che avrebbe meritato. Insomma, c’è molto dell’uomo dominante a letto – e ci dà di bestia, eccome se lo fa – e quasi niente del boss.

Questo è quello che passa il convento e dobbiamo farcelo bastare.

Come già accennato, il film è considerato il “Cinquanta Sfumature” polacco. Bah, vi dirò, ci vuole molta fantasia per vedere delle similitudini nelle due storie. Certo, in entrambi i casi abbiamo un protagonista maschile che ama il dominio e che tromba come un riccio, ma a parte questo di cose in comune io ne vedo ben poche. Lo stesso elemento BDSM che già è molto meno sviluppato rispetto ai libri nella versione cinematografica della storia di Ana e Christian, in 365 DAYS è appena accennato in una sola scena, sicché…

Gli attori recitano in polacco, italiano e inglese. Ecco, forse recitano in inglese è una parola “grossa”.  Nei dialoghi ci sono parecchi errori grammaticali e termini che un anglofono nativo non userebbe nemmeno per parlare con il fantasma di Shakespeare. Per non parlare di frasi come: “Tu mi accompagnerai” che diventa “You will accompany me” oppure “Non mi provocare” che diventa “Don’t provoke me”.  Il genio della lampada però ha deciso di sorprenderci con la sua bacchetta magica, ed ecco che: “Perché?” diventa “Because”…

Why… si dice Why!

Il regista non stava ascoltando evidentemente, forse era troppo preso dalla scena di sesso spinto. E lo posso capire, però… ci siamo intesi dai.

L’attore protagonista è tanto una gioia per gli occhi, quanto un’oscenità per le orecchie perché ha un problema: non sa recitare. D’altro canto lo scopo del film non è certo sorprendere la critica con lo stupefacente livello dei dialoghi.

Il film si chiude con un cliffhanger dunque è probabile che vi sarà un seguito, ispirato al secondo romanzo della trilogia. Qualora lo vogliate 365 DAYS, sarà disponibile su NETFLIX Italia dal 14 giugno.

Buona visione

Alla prossima

Serena Oro

Serena Oro
Lilian Gold

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