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Dentro il libro, le frasi più belle: ” Fidanzato di Scorta” di River Jaymes

Era impaziente, voleva Alec nudo subito, perché non si trattava solo di venire. Un orgasmo non era il solo intento di Dylan. Voleva essere dentro Alec mentre veniva e lo voleva guardare in faccia mentre lo faceva. Voleva vedere il colore sulle sue guance e lo sguardo da ‘ci sono quasi’ scurire i suoi occhi azzurri. Aveva bisogno si sentire il seme di Alec sulla pelle.”
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“E in quel momento sentiva che ciò che aveva, che era fottutamente favoloso, era troppo lontano da ciò che voleva, che era tutto. Voleva Alec sdraiato sulla schiena con le caviglie vicino alla sua testa e Dylan sprofondato dentro di lui. In un tentativo di tirarselo più vicino, Dylan agganciò le dita ai suoi jeans e manovrò entrambi dentro la stanza, intrappolando Alec contro il muro.
Due uccelli duri erano ora premuti l’uno contro l’altro attraverso diversi e frustranti strati di jeans e slip di cotone.
«Ho bisogno…» gemette Dylan contro la bocca di Alec mentre dava un calcio alla porta per chiuderla. «Tu non puoi…»
Lasciarmi come hai fatto.”

«Non è finita,» gracchiò.
Quella sensazione si era agitata dentro Dylan dal momento in cui Alec aveva messo in pausa la loro amicizia, o relazione, o qualsiasi cazzo di cosa fosse ciò che avevano. Dylan ritrasse i fianchi prima di spingere ancora e Alec inarcò la schiena per andargli incontro.
«Lo so,» mormorò.
In qualche modo, quell’ammissione sembrava terribilmente inadeguata. Dylan premette la fronte contro quella di Alec e ripeté il movimento, ritraendosi quasi completamente per poi spingersi di nuovo fino in fondo, sprofondando in lui. Le parole grattavano come sabbia nella gola di Dylan. «Noi non abbiamo chiuso.»
«Lo so.»
Questa volta la confessione di Alec uscì come il rombo del motore di una Harley perfettamente regolato e non c’era una cazzo di possibilità che Dylan riuscisse a mettere insieme la quantità di paura che quella dichiarazione – e la risposta di Alec – avrebbe dovuto scatenare.
Scacciando il pensiero, Dylan prese un ritmo intenso che sperò di riuscire a mantenere.
Il tempo svanì. Il letto cigolava.
Fino a che il respiro di Dylan uscì in ansiti tremanti.”
Il desiderio lo consumava. Lo schiacciava. Lo stava rendendo pazzo.

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«La lunghezza delle braccia aperte è più o meno uguale all’altezza di un uomo,» recitò Alec.
Passò le dita sulle scapole e poi tracciò dei cerchi su ogni vertebra mentre scendeva lungo la schiena di Dylan.
Fece poi scivolare i palmi sul davanti, avvicinandosi per poter mormorare nell’orecchio di Dylan. «Secondo Da Vinci, nella tua posizione attuale…» passò le mani sullo stomaco di Dylan e fece scivolare i pollici nel suo ombelico, «…il centro degli arti estesi è il tuo ombelico.»
Alec sorrise alla vista della vena sul collo di Dylan che pulsava e della pelle d’oca che gli ricopriva le braccia. Dopo aver strofinato il grasso sui suoi addominali, tracciando ogni curva, Alec scese lungo le cosce, trascinando lentamente i pollici attraverso i peli dell’inguine, vicino al suo pene.
«E crea uno spazio tra le gambe che forma un triangolo equilatero,» finì.
«Questa è la perversione più secchiona e confusa di sempre.» La voce di Dylan aveva un pizzico di stupore. «Perché diavolo è così eccitante?»
Alec strizzò i quadricipiti sodi di Dylan. «Perché ti sto facendo aspettare.»
«Non ho molta pazienza.»”

«Non capisco questo cambiamento improvviso,» disse finalmente sua madre. «Hai combattuto per mesi per poterti sposare.»
«No.» Era frustrato e le parole gli uscirono con più forza di quanto non intendesse. «Stavo combattendo per il mio diritto di scegliere.» Controllò le sue emozioni, alleggerendo il tono. «È diverso.»

Alec si strofinò il viso con la mano, lasciando che la verità nelle sue parole venisse assorbita.
Sapeva che sua madre voleva che fosse felice. Sfortunatamente, lei credeva anche che le opinioni della società gli importassero. O forse, semplicemente, importavano a lei. In ogni caso, non poteva permettersi di preoccuparsene ancora.
«Ma alla fine,» disse Alec, «non ho bisogno di un pezzo di carta con il timbro di approvazione del governo perché i miei sentimenti siano validi.»”

«E oh, se vuoi presentarmi come il tuo ragazzo, penso mi vada bene anche quello.»
«Quindi togliamo la parte ‘di scorta’?»
«Lo spero proprio.»
Alec diede al momento la considerazione che meritava. «A dire il vero, c’è davvero un modo in cui vorrei che ti chiamassi.»
Dylan chinò il capo incuriosito. «Quale?»
«Mio.»
Un sorriso lento si aprì sul volto di Dylan. «Quello si può fare di certo.»”

Jaymes, River. “Fidanzato di scorta.” Triskell Edizioni,

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StaffRFS

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