Home » CITAZIONI: dentro i libri, i telefim e i film. Le frasi più belle » Dentro il libro: “Implacabile” di Adele Vieri Castellano

Dentro il libro: “Implacabile” di Adele Vieri Castellano

 

“Dio santo.

Uno così non dovrebbero lasciarlo andare in giro libero.

Lo sguardo era di una freddezza che le ghiacciò il sangue e la spessa barba di qualche giorno che gli ombreggiava le guance si accordava con i capelli, tagliati cortissimi. Il volto era dominato da un naso aquilino, sopracciglia folte, labbra ben disegnate e una mascella volitiva.

«Lo spogliatoio è quella porta alla sua sinistra» continuò la voce, sempre più bassa. «Sara, assicurati che abbia tutto e se le manca qualcosa, dalle gli accessori della palestra. Dopo ci penserò io. Due minuti» concluse alzando due dita.

Due dita?

E sparì.

Silenzio.”

 

“La direttiva primaria era perdersi in quella passione primordiale, di carnalità e di sesso. Voleva quella bocca su di lei tutta, subito.

Una follia, ma ebbe paura che lui non la baciasse. Non sarebbe stato gentile ma non importava, voleva sentire il suo sapore una volta sola.

Non parlò, non disse nulla ma lui comprese, abbassò il volto.

Giorgia sentì la mano allargarsi sulla sua schiena, salire fino a tenerle la nuca anche se non c’era alcun bisogno che quelle dita le circondassero il collo e, con delicata fermezza, la costringessero a offrirsi.”

 

“Ivan si girò di scatto, sempre tenendo Damiano per i polsi.

«Non starai approfittando delle mie arti amatorie per rimpinguare il personale della palestra, spero!» disse, la faccia distorta dallo sforzo di tenere lontano Damiano dalla sua faccia.

«Arti amatorie? Lo chiami così adesso il tuo amico dentro gli slip?»

«Ho smesso di dargli del pisellino dopo la prima comunione, fratello. Ehi, giù le mani, Dam!» Ivan si alzò dalla poltrona. Damiano fu costretto a indietreggiare.

«Dam, va bene, è tua. Fanne ciò che vuoi» gli disse con un sorriso smagliante. «Io sono un uomo fedele.»”

 

– “Il primo tocco fu lieve, poi la presa si fece dura. Giorgia avrebbe voluto reagire, ma era già troppo tardi. Una mano le afferrò la coda, la testa le scattò all’indietro.
Un braccio le fu torto dietro la schiena con finta indolenza, in una sola mossa. L’altro cercò di proiettarlo verso la faccia severa ma, veloce come un serpente, Caporali lo intercettò immobilizzandole il polso.
A Giorgia sfuggì un lamento rabbioso, sia per il contatto improvviso con il suo torace, sia per la velocità. Si immobilizzò perché le pareva che ogni terminazione nervosa, ogni minima parte di lei si fosse risvegliata di colpo. Un’emozione forte e travolgente, il bisogno di toccare ed essere toccata, un assalto fisico ed emotivo che la sommerse, la spiazzò. Non aveva mai sperimentato niente di simile e ne fu atterrita.”

 

– “«È stato così terribile?»

«È stato, passato prossimo. Fu, passato remoto.»

Lui versò salsa di soia e aggiunse delle verdure.

«Se prometto che non userò più la violenza, mi lascerai riprovare?»

Giorgia stava bevendo e per poco non si strozzò. Aveva sentito bene la domanda, ma lo fece aspettare qualche istante, prima di rispondere.

«Stai promettendo di incivilirti?»

Lui ghignò.

«No, sto cercando di capire quanto mi piace baciarti.»”

 

– “L’amore è il mare in tempesta, il tifone che travolge la terra, il cielo coperto di nubi a incudine grevi di grandine e pioggia. L’amore non è strada diritta ma sentiero impervio, che non sai dove porta ma sei costretta a seguire.”

 

– “Sono moderatamente incazzata con te. Posso chiamarti Arsenio?» Giorgia fece un sospiro teatrale «Sai Arsenio, la mattina dopo adoro svegliarmi con il caffè caldo.»

«Spiacente, la prima notte il servizio bar non è compreso. Allora?»

«Mhh, vuoi dire che potrò riaverti per una seconda tranche?»

«Tranche mi ricorda tanto una bistecca. Diciamo che potrei valutare un secondo intervento sulla tua caviglia. Come va? Ti fa ancora male? Mi rispondi o no?»

«Mi stai controllando?»”

 

– “«Non pensavo per davvero di venire a casa tua, sai?» mormorò, gli occhi così foschi che una notte senza luna, in confronto, sarebbe risultata accecante.

«No?»

«No, pensavo che potrei venire qui e subito.»

«Baciami.»

«È un ordine?”

 

– “«Mi piace il tuo sapore.» La voce era calma ma fu come quel tuono di poco prima, come il rombo del temporale appena scatenato. Tremò, fu lei a emettere quel gemito, simile a una supplica? Ad aggrapparsi a lui, ad abbassare la cerniera del giubbotto per sentire il calore di quel corpo?

Adorabile, fottutissimo stronzo.”

 

– “«Troveremo un accordo» mormorò accarezzandole i capelli con un movimento rilassante. «Ma non sarà facile visto che rappresenti la mia prima eccezione.»

«Mhh, che intendi?» chiese lei sospirando come una gatta appagata.

«Che è la prima volta che in questo letto dorme una donna. Anzi, che una donna entra nel mio appartamento.»”

 

– “Sara era davvero un confettino: i jeans blu scuro, le scarpe da ginnastica, la camicia bianca chiusa fino all’ultimo bottone, il golfino corallo. Chissà che tipo di biancheria indossava e chissà se le sue tette… Ma che cazzo ti prende, imbecille? Si redarguì all’istante, schiarendosi la voce.

«Be’, non lavorare troppo e non sentirti in imbarazzo, sono solo un uomo nudo, niente di spaventoso, né pericoloso.»

«Sì, sì, tutto normale. Grazie dell’aiuto, Ivan.»”

 

 

Articolo a cura di:

 

 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

StaffRFS

Lascia un Commento