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A TU PER TU CON ALESSIA LITTA

Ciao Alessia, ho appena finito di leggere il tuo romanzo, devo porti subito alcune domande. Iniziamo?

Prima di tutto grazie di questa intervista, e sì, cominciamo, sono pronta!

I misteri, gli intrighi ed i segreti sono complicati ed intricati nel tuo libro. Da dove hai tratto ispirazione?

In generale l’ispirazione parte sempre da uno spunto capace di attirare la mia attenzione: una scena, un’immagine, un tema scelto. Vento di Kornog, però, è nato da un’esigenza tutta personale. Ero nel periodo in cui avevo voglia di atmosfere gotiche, con ambientazioni affascinanti ed evocative. Mi ero messa a caccia di libri da leggere, ma non riuscivo a trovare niente che mi soddisfacesse. Così, a un certo punto ho pensato: “Va bene, e allora me lo scrivo!” Da un po’ di tempo continuavo a vedere nella mia mente una giovane donna dalla strana abilità di leggere le memorie degli altri, ma non le sue. Ho iniziato a lavorarci sopra e da lì gli eventi hanno cominciato a complicarsi e a incastrarsi. Devo dire che mi piacciono molto gli intrecci complessi, e questi si arricchiscono automaticamente nella mia testa. Anche Vite sospese, il mio romanzo precedente, ha una trama molto ricca.

Sei una fotografa, lo si capisce dal modo in cui descrivi i paesaggi e dall’amore con cui parli di foto e macchine fotografiche. Prima di tutto, è vero? Poi, quanto ti ha aiutato questo hobby, o lavoro vero e proprio, a scrivere il tuo romanzo?

Non sono una fotografa professionista, magari! Ma dopo la scrittura, la fotografia è la mia passione più grande, anche se adesso non riesco più a dedicarmici come un tempo. Amo fotografare l’ambiente che mi circonda, i paesaggi e la natura quando sono accarezzati dalla luce giusta. Credo che questo mi abbia portato a sviluppare un certo occhio fotografico, che si riflette poi nelle descrizioni dei luoghi di cui parlo. In effetti, nonostante sia tornata dai miei due viaggi in Bretagna con tante foto, non ho mai avuto nessuna difficoltà a descriverli come li ricordavo.

Claire è una bambina bretone, traumatizzata, che per sua fortuna ha resettato i primi anni della sua infanzia. Ma Claire è anche una donna adulta, italiana, forte e ostinata nella ricerca di un passato che potrà completare il puzzle della sua vita. Nonostante queste due definizioni antitetiche trovo le due, così simili (aldilà del fatto che siano la stessa persona). Che cosa in realtà le rende diverse, oltre alla palese descrizione sopracitata?

Come giustamente dici, Claire bambina e Claire adulta sono la stessa persona, ma con una differenza precisa. Alla Claire adulta manca qualcosa, i suoi ricordi, le sue esperienze di bambina, le gioie e i dolori di quegli anni. Di conseguenza si sente incompleta. Decide di andare a riprenderseli, proprio per ritrovare quella parte di sé, perché in fin dei conti siamo ciò che siamo proprio grazie a quello che abbiamo vissuto.

Damien. Un uomo austero, impostato (tanto che lo definisci stoccafisso) all’inizio, premuroso e gentile nello svolgimento dell’opera, innamorato e sensibile alla fine. Ma chi è il vero Damien? Dentro di sé, credo che lui abbia sempre saputo di non essere completo al 100%, gli è sempre mancato un qualcosa. Posso affermare che Claire, in tutti i sensi, dunque, lo abbia riportato in vita? Alla sua vera natura? E poi una cosa personale, lo hai definito il corsaro, non ricorda anche a te Hook di Once Upon a Time? È uguale… Io me lo sono immaginato così per lo meno.

Damien è un uomo tormentato. Da un lato ligio al dovere che il suo ruolo comporta, e nello stesso tempo in lotta con la sua vera natura che lo porterebbe altrove. Dentro di sé, anche se in un modo del tutto inconsapevole, sente che il suo posto non è tra i Laouenan. Il mare gli scorre nelle vene. L’arrivo di Claire scuote la situazione di impasse nella quale si trova, dà avvio a una serie di avvenimenti che porteranno entrambi a capire chi sono e cosa vogliono.

In realtà nella mia mente Damien è completamente diverso da Hook (Hook poi è un pirata, non un corsaro), ma io sono ferma a metà della terza stagione di Once Upon a Time, quindi non so come evolve. Però è bello vedere come ognuno di noi si crei un’immagine tutta personale dello stesso personaggio.

Ho bisogno di una risposta. Emily, la mamma di Claire, la allontana dalla nonna materna, Rose, a seguito di un fatto accaduto. Ma con il senno di poi, da lassù, credi che Emily abbia potuto perdonare sua mamma? O addirittura che si sia pentita di aver negato una nipote ad una nonna, che tutto sommato, non aveva una così grande colpa?

Emilie è una donna decisa, un pochino dura, ma che ama profondamente sua figlia. Dopo quello che “vede”, è costretta a prendere una decisione e a fare delle scelte per proteggere Claire. Non si pente mai di quello che fa, perché lo ritiene necessario, ma è un essere umano come tutti, che può sbagliare.

Eric è un amico di Claire. All’inizio odia i Laouenan per ciò che hanno fatto alla sua famiglia. A seguito di quanto verrà a sapere avrà la possibilità di vendicarsi, ma non lo fa: a mio avviso, non solo perché ciò che è stato è stato, ma per qualcos’altro. Per quale motivo allora non si prende la rivincita?

Eric gioca a fare il seduttore e sembra che tutto gli scivoli addosso, ma in realtà è un uomo onesto e leale, e molto buono. Come dice a Claire, la vendetta non porta alla giustizia, non sistema le cose. Quando vede che le persone per cui nutre rancore stanno già soffrendo, decide che non vuole infierire.

Aldilà del fatto chi io abbia apprezzato molto la mancanza di storia d’amore ricca, per così dire, di fuoco e fiamme, come mai questa scelta? O meglio per quale motivo non hai voluto dedicare alla parte romance più spazio?

Vento di Kornog è il racconto di un viaggio, della ricerca di noi stessi e di ciò che siamo. Una storia d’amore più presente avrebbe tolto spazio a quello che volevo davvero raccontare, facendo diventare Vento qualcos’altro, un’altra storia. Poi, come ho già detto, adoro le trame intricate. Mi piace trovare il plot romantico, ma lo preferisco se inserito in un contesto più ampio. Tuttavia, dipende sempre dalla storia che si desidera raccontare. E magari nella prossima la parte romance avrà molto più spazio. 😉

Finite le domande sul romanzo non posso non chiederti a quali progetti stai lavorando. Perché stai scrivendo, vero? Ci dai qualche piccolo spoiler sul tuo prossimo libro?

E sì, sto per cominciare il prossimo romanzo! In realtà fino a pochissimi giorni fa mi dibattevo ancora sulla scelta della storia da scrivere. Ne ho tre in ballo: un suspense/romance dal titolo “Rosso Ghiaccio”, un possibile spin off di Vento di Kornog, e una storia il cui spunto è nato più di un anno fa, e che avevo accantonato perché, appartenendo a un genere che non ho mai scritto, non mi sentivo molto sicura. Ma in queste ultime settimane è tornato a farsi sentire con prepotenza, così ho deciso di dargli ascolto (quando i personaggi ti chiedono di raccontare la loro storia, tu non puoi fare a meno di assecondarli). Per adesso non dico ancora nulla, ma di sicuro nei prossimi giorni ci saranno aggiornamenti sulla mia pagina facebook.

Infine, crêpes o gallettes con le salsicce?

Entrambe, nel modo più assoluto. Perché puoi mangiarle tranquillamente una dopo l’altra, visto che le gallettes sono salate e le crêpes dolci, e quindi perfette come dessert. 😉

Grazie mille, Alessia, per aver giocato un po’ con me e per avermi chiarito aspetti che, senza il tuo aiuto, sarebbero rimasti un’incognita. A presto.

E io ringrazio infinitamente te per avermi permesso di parlare un po’ di più di una storia che ho amato e amo alla follia.

Mytra

baby.ladykira

baby.ladykira
Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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