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Vita di un neurone compulsiva terza puntata

VITA DI UN NEURONE COMPULSIVO. III° EPISODIO.

L’APPUNTAMENTO.

La ragazza si veste elegante perché deve uscire con un tipo conosciuto due giorni prima in discoteca.

«Sarà un fiasco totale, già lo so, questa inizia a fare i paragoni coi maschi dei libri e la serata va a puttane» il neurone riflessivo dice sempre la sua anche se nessuno lo interpella. E si becca una scoppola.

«Sta zitto e smettila di fare l’uccello del malaugurio. Magari stavolta è quello giusto!» il capo-branco dell’area dell’attenzione lo rimprovera. Ma in cuor suo non è per niente fiducioso e sa già come andrà a finire. Perciò tira fuori il rosario e inizia a dire l’Ave Maria.

Al suono del campanello, la ragazza esce di casa e sale sulla macchina del presunto spasimante. Una misera Fiat Punto grigia che ha visto giorni migliori.

«Gideon Cross sarebbe venuto con un’ Aston Martin» i neuroni dell’area del dubbio si accendono tutti contemporaneamente.

E inizia a suonare l’allarme.

Il capo-branco corre subito a spegnerlo.

Pericolo scampato. Per ora.

I due ragazzi iniziano a chiacchierare. Lei scopre che lui si chiama Arnaldo Mastrodomenico.

«Madonna che nome sfigato. Christian Gray suonava meglio…» i neuroni dell’area del dubbio si riaccendono tutti insieme come le lucine di un flipper.

Suona di nuovo l’allarme.

Il capo-branco corre a spegnerlo.

Pericolo scampato. Per ora.

I due giovani chiacchierano ancora e lei scopre che Arnaldo fa il poliziotto.

«Siiiii! Era ora! Forse non è proprio da buttare via!» i neuroni dell’eccitazione, che stavano dormendo spudoratamente e russavano col moccio colante dal naso, aprono un occhietto. Già inizia a formarsi un castello in aria. Come quello della Walt Disney. Tutto colorato con le torri a punta.

E nella mente si creano immagini sconce della ragazza sbattuta contro le sbarre di una prigione, ammanettata e sculacciata che grida: “agente colpiscimi! Sono una bambina cattiva!” mentre lo sbirro, che è appena uscito da una sparatoria tutto sporco, sudato e grondante sangue dalla ferita da proiettile a un braccio, sfoga su di lei l’adrenalina appena accumulata.

Ma poi Arnaldo Mastrodomenico specifica che lavora dietro a una scrivania per preparare i passaporti elettronici.

«Noooooo! Noooooo! Noooooo!» i neuroni dell’eccitazione si legano una corda al collo e si gettano dall’osso frontale impiccandosi uno dopo l’altro. E il castello della Walt Disney salta in aria con un bel botto, sprigionando un fumo fastidioso che fa tossire tutti quanti.

L’allarme suona di nuovo. Più forte che mai. Il capo-branco corre a spegnerlo ma stavolta ha un attimo di esitazione e tentenna. Però lo fa, perché è giusto così.

Pericolo scampato. Per ora.

Arrivano al ristorante. I neuroni dell’area della “fame nervosa” si accendono tutti insieme e la ragazza sfoga la sua frustrazione ingozzandosi come un toro da monta.

Sotto gli occhi allibiti di lui. Non del toro da monta, ma del ragazzo-poliziotto col nome sfigato, con l’auto sfigata e col lavoro potenzialmente sexy ma gestito molto male.

Chiacchierano ancora. Arnaldo le confida che vive da solo, ma pranza sempre da mammina e la chiama ogni giorno per sapere come sta. E per farsi coccolare un po’ da lei.

I neuroni dell’eccitazione resuscitano solo per morire di nuovo. Dandosi fuoco con un accendino. E il fumo riempie di nuovo la scatola cranica. E’ da qui che nasce il detto “ti si annebbia il cervello”.

Il poliziotto parla ancora. Le svela un segreto: quando aveva vent’anni ha fatto anche lui qualcosa di illegale.

«Ti prego Dio, se esisti, fa’ che abbia rapinato una banca, oppure rapito una donna per seviziarla, o magari faceva parte della mafia russa e ha torturato e ucciso qualcuno per conto loro. Krum Botev l’avrebbe fatto. Ti supplico….» i neuroni dell’eccitazione, che resuscitano sempre, pregano l’Onnipotente in ginocchio sopra i chiodi.

Il poliziotto si avvicina alla ragazza e le confida il fattaccio: ha rubato 10 euro dalla tasca della giacca della nonna. E non l’ha mai confessato a nessuno.

A questo punto la scatola cranica sussulta, perché i neuroni dell’eccitazione hanno tirato fuori le bombe a mano, le hanno disinnescate e hanno fatto saltare in aria tutto il cervello.

Scatta l’allarme. Il capo-branco è spappolato al suolo dalla detonazione e non riesce ad alzarsi. L’allarme suona sempre più forte. Le lucine rosse si accendono dappertutto.

La ragazza vede rosso. Tutto rosso. Solo rosso. Ovunque.

Perciò si attiva l’area della violenza e la ragazza sferra al suo spasimante un potente cazzotto in un occhio.

Dopo di che si alza e se ne va.

Vita di un neurone compulsiva terza puntata
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baby.ladykira

Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^
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