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Una serata cult con Mal: “Il nome della rosa” regia di J.J. Annaud

“Il nome della rosa” regia di J.J. Annaud

"Il nome della rosa" regia di J.J. Annaud

 

Titolo originale The Name of the Rose
Paese di produzione Italia, Germania Ovest, Francia
Anno 1986
Durata 126 min
Genere thriller, epico, storico, giallo
Regia Jean-Jacques Annaud
Soggetto Umberto Eco (dal romanzo omonimo)
Sceneggiatura Andrew Birkin, Gérard Brach, Howard Franklin e Alain Godard
Casa di produzione Cristaldi Film, Radiotelevisione Italiana, Neue Constantin Film, Zweites Deutsches Fernsehen (ZDF), Les Films Ariane, France 3 Cinéma
Distribuzione (Italia) Columbia Pictures Italia
Fotografia Tonino Delli Colli
Musiche James Horner
Scenografia Dante Ferretti
Costumi Gabriella Pescucci
Trucco Maurizio Silvi

Sean Connery: Guglielmo da Baskerville
F. Murray Abraham: Bernardo Gui
Christian Slater: Adso da Melk
Elya Baskin: Severino
Fëdor Fëdorovič Šaljapin: Jorge da Burgos
William Hickey: Ubertino da Casale
Michael Lonsdale: Abate Abbone
Ron Perlman: Salvatore
Volker Prechtel: Malachia
Helmut Qualtinger: Remigio da Varagine
Valentina Vargas: Ragazza
Lucien Bodard: Cardinal Bertrand
Urs Althaus: Venanzio

 

 

Autunno 1327: Guglielmo Da Baskerville, francescano ex inquisitore, giunge in un maestoso monastero nel nord Italia accompagnato dal novizio Adso da Melk, affidatogli per imparare l’arte del sapere. Fra i monaci presenti vi è molta tensione in quanto un giovane monaco miniatore, Adelmo da Otranto è stato trovato morto e si teme qualche influenza demoniaca. Guglielmo, aiutato da Adso, cerca di far luce sulla vicenda, ma si rende conto di essere ostacolato da vari personaggi. La soluzione all’enigma si trova probabilmente tra i segreti della biblioteca gelosamente custoditi. Nel frattempo, un altro giovane monaco viene ucciso, Venanzio, traduttore dal greco. Guglielmo, con il fedele Adso, riesce ad introdursi nella grande biblioteca ove sono conservati libri rarissimi, creduti scomparsi, contenenti teorie greche e latine che sembrano in contrasto con la fede cristiana. Lo studioso è estasiato, la sua ansia di sapere sembra essere finalmente appagata. Ma la morte incalza: vengono trovati i cadaveri del vice bibliotecario Berengario, dell’erborista Severino, ucciso senza pietà, e dello stesso bibliotecario Malachia. Intanto arrivano al monastero sia i delegati papali nei loro abiti sfarzosi e nel loro atteggiamento presuntuoso sia il crudele e severo inquisitore Bernardo Guy, il quale è sicuro che l’autore di tanti delitti è qualcuno influenzato dal demonio. Crede di trovare i colpevoli in Salvatore, un monaco gobbo e deforme dal linguaggio incomprensibile, in una ragazza del villaggio che veniva ad elemosinare qualcosa da mangiare in cambio di favori “particolari” verso i monaci più corrotti e lascivi ed infine in Remigio, il cellario, che faceva anche i propri interessi nell’esigere i tributi dalla povera gente. I tre disgraziati vengono condannati al rogo come eretici ed indemoniati nonostante il parere contrario di Guglielmo, che sa benissimo che sono innocenti. Dopo aver superato trabocchetti e reticenze di ogni genere Guglielmo scopre tutto: l’origine delle morti sta in un antichissimo libro, trovato per caso da Adelmo, che conteneva molte teorie pericolose per la fede e le cui pagine erano avvelenate…

Il nome della rosa è un thriller storico del 1986, diretto da Jean Jacques Annaud ed è tratto dal libro di Umberto Eco del 1980. Differisce parecchio dal manoscritto originale, non ci sono tutti i discorsi filosofici tra Guglielmo e l’abate o tutte le citazioni che abbondavano ne romanzo rendendolo a volte di difficile comprensione per chi non è a conoscenza della storia e della filosofia antica. Nonostante ciò l’atmosfera lugubre e gotica del romanzo trova la sua naturale trasposizione nella versione cinematografica

Chi di noi non ha mai letto questo libro? Perché prima bisogna leggere il libro e poi si può vedere il film.

La vostra Mal è curiosa…

Ricordo di averlo letto alle superiori, un malloppo di oltre 500 pagine e fu il mio primo 8, si devo dire che ne vado molto fiera anche perché la scelta era tra questo e I dodici abati di Challant.

Ok, torno seria.

Film girato tra l’Italia e la Germania e vanta un cast stellare.

Guglielmo da Baskerville è interpretato da Sir Sean Connery e la vostra Mal ha una vera passione per il vecchio scozzese dal sorriso sornione. In quel periodo, ricordo, era uscito anche Highlander.

Christian Slater, Sean Connery

Guglielmo è un personaggio deciso, che vuole salvare il sapere ma anche conoscere la causa di quelle morti misteriose.

Adso da Melk, interpretato da Christian Slater. è l’ingenuità e l’innocenza della gioventù, l’inesperienza, mentre Bernardo Gui, (F. Murray Abraham) è la giustizia ad ogni costo.

E poi ci sono i vari monaci, che nascondono i loro turpi segreti. Tutti pederasti, tutti bugiardi. Anche un po’ maniaci. Insomma rappresentano la corruzione che, purtroppo  colpisce anche dove corruzione non dovrebbe esserci, la Chiesa.

Per l’assassino “Il riso deforma il viso rendendo l’uomo simile ad una bestia” eppure ridere è la cosa più bella che esista. Una frase emblematica e riporta alle credenze e alle superstizioni di un periodo in cui qualsia cosa fosse appena fuori dall’ordinario era vista come indice di stregoneria e pertanto condannata senza se e senza ma.

Gli scenari, freddi, asettici, trasmettono perfettamente l’oscurità di quel periodo, cioè il Medioevo e siamo solo in Abruzzo e Toscana, luoghi magnifici a mio avviso.

Ovviamente la vostra Mal è rimasta piacevolmente colpita dal film, certo, rilegge il libro quando le capita (anche se in alcuni punti è particolarmente prolisso). Film da mettere nei preferiti che vi straconsiglio. Se amate i thriller, i gialli e gli storici questo fa per voi.

Lostris

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