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Una serata al cinema – Rogue One: A Star Wars Story regia di Gareth Edwards

 

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Anno: 2016
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Produttore: Kathleen Kennedy, Allison Shearmur, Simon Emanuel
Fotografia: Greig Fraser
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knol
Musiche:  Michael Giacchino
Scenografia: Doug Chiang, Neil Lamont

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Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor
Ben Mendelsohn: Orson Krennic
Donnie Yen: Chirrut Îmwe
Mads Mikkelsen: Galen Erso
Alan Tudyk: K-2SO
Riz Ahmed: Bodhi Rook
Jiang Wen: Baze Malbus
Forest Whitaker: Saw Gerrera

Rogue one è un film che raggiunge il suo scopo, ovvero mostrare che una storia non è fatta solo di grandi eroi e di scontri definitivi, ma anche da singole azioni di un gruppo di coraggiosi, che possono diventare determinanti e regalare speranza per il futuro.

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Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere costretto dall’Impero a progettare la Morte Nera. Per quindici anni sfugge alle truppe imperiali, poi viene contattata dall’Armata Ribelle: un pilota disertore ha un messaggio per lei da parte di suo padre. Assieme a un’insolita banda di ribelli, avrà il compito di recuperare i piani della Morte Nera in modo che possa essere distrutta.

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Possibili spoiler

Spero che chi ancora non ha visto il film non stia leggendo, perché parto subito con lo spoiler più grande.
In questo film muoiono tutti. In cuor mio già lo sapevo, sarà perché in Episodio IV si fa riferimento ai morti per recuperare i piani della Morte Nera, sarà anche per tutti i R.I.P postati su facebook dalle solite simpatiche persone. Però sapere in anticipo il finale non mi ha guastato la visione, anzi.
Sembra ancora più ironico il destino che ha portato ogni personaggio a sopravvivere fino al compimento della missione per poi, infine, spegnersi. L’idea centrale del film, l’eroico sacrificio per un bene più grande, mi è sembrata buona. Lo svolgimento però risulta un po’ carente soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi.

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La protagonista, Jyn Erso, e il suo amore mancato, il capitano Cassian, necessitavano di approfondimento sul loro passato, sulle loro motivazioni e sulla loro storia d’amore, che passa dal ti odio al ti amo troppo velocemente. Si ha l’impressione che manchino parecchie scene, forse per colpa degli screen test che hanno promosso più combattimenti con le navicelle rispetto a dialoghi introspettivi. Gli altri componenti della spedizione sembrano passati lì per caso, nonostante Chirrut Imwe, un monaco-guerriero cieco che si fa guidare dalla forza, sia notevole.

Piuttosto ben riuscito invece il cattivo di turno, Krennic, un uomo che si è fatto da solo ed è disposto a tutto pur di conservare il potere e la sua creatura, la Morte Nera. Simpaticissimo il droide K-2SO, con le sue battute taglienti e il suo pessimismo risolleva un film altrimenti troppo cupo.

La trama del film è abbastanza lineare, anche se in alcuni casi i protagonisti si perdono in complicazioni inutili. L’impresa di trasferire i piani dai database imperiali alla nave di comando dell’Alleanza Ribelle diventa più difficile di un livello di Tomb Raider. Chi deve riattivare un’antenna, chi deve premere un pulsante, chi tirare una leva, chi distruggere un campo di forza facendoci cadere dentro un’intera astronave.
Sul serio, non capisco come in un’epoca di viaggi interstellari abbiano ancora i documenti conservati in cd nascosti in mega strutture, gli schermi ad 8 bit e una difficoltà così immane nel trasmettere i dati. Forse avevano finito i giga della Vodafone.

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Formidabili le due scene con Darth Vader, ma soprattutto l’ultima, in cui l’antagonista più amato del cinema fa fuori decine di soldati come fossero mosche, usando il lato oscuro della forza.
Una novità di questo film è stata la ricostruzione in digitale del Governatore Tarkin e della principessa Leila, uguali a come apparivano in Episodio IV. Interessante, se non fosse che apre la strada a un futuro di film fatti al computer con attori ormai defunti (R.I.P Carrie Fisher).

In definitiva, un film discreto, con una trama semplice, alcuni momenti memorabili e tante scene d’azione che lo rendono a tutti gli effetti un film di guerra. Rimane quel senso di amaro in bocca per non aver dato ai personaggi il giusto spessore, ma forse non si sono impegnati perché tanto muoiono tutti. Chissà se riusciranno lo stesso a vendere i gadget.

Genere Fantascienza

Bambini accompagnati

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Recensione a cura di:

AndreinaG

Editing a cura di:

Wellina

 

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Una serata al cinema – Rogue One: A Star Wars Story regia di Gareth Edwards
5 su 2 voti

baby.ladykira

Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^
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