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Una serata al cinema: Recensione di “il Ritorno di Mary Poppins” regia Rob Marshall

Progetto grafico a cura di Marina

 

DATA USCITA:20 dicembre 2018
GENERE: Family, Fantasy, Musicale
ANNO: 2018
REGIA: Rob Marshall
ATTORI: Emily Blunt, Meryl Streep, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Colin Firth, Dick Van Dyke, Serena Rossi, Angela Lansbury, Julie Walters, Jeremy Swift
PAESE: USA
DURATA: 130 Min
DISTRIBUZIONE: Walt Disney Italia

Londra, negli anni della crisi economica tra le due guerre. Nella casa della famiglia Banks ora vive Michael, adulto, e vedovo da un anno, con tre figli a cui badare: John, Annabel e Georgie. Per loro, ha rinunciato alla passione per la pittura ed è entrato in banca, come suo padre prima di lui. Ma ora la stessa banca, inclemente, reclama la casa, i soldi per riscattarla non ci sono e Michael non sa a chi votarsi. Il tempo è maturo perché Mary Poppins cali dal cielo aggrappata al suo ombrello e torni ad occuparsi dei piccoli e dei grandi Banks, in viale dei Ciliegi numero diciassette.

Avevo fatto una recensione, ma il programma si è chiuso, senza salvare le modifiche. Sarà un segno del destino che non debba scrivere quello che penso? Ci riprovo, sperando che questa volta vada meglio!

Film nasce come sequel di quello del 1964, di cui ero pazzamente innamorata e che ancora oggi mi ricorda la mia infanzia, ma in realtà dovrebbe essere considerato la brutta copia del primo.

Emily Blunt, seppur sia una bravissima attrice, non regge minimamente il confronto con la fantastica Julie Andrews, anche se, devo dire, che in realtà lei non è il male peggiore, anzi la sua recitazione non è male, semplicemente non è la mia Mary Poppins.

Il vero problema del film è la mancanza di fantasia, le scene si ripetono e sembrano la brutta copia dell’originale. In altre parole è noioso.

Le canzoni che nella pellicola del 1964 hanno fatto cantare (e lo fanno tutt’ora) moltissimi bambini, nella versione 2018 sono pietose e a volte conciliano il sonno e gli attori, a parte quelli più anziani che sono dei colossi del cinema ma che fanno parti minori, anche se bravi non ti fanno appassionare, anzi tutt’altro!

Tirando le somme posso assolutamente dire a chi è ormai diversamente giovane (come la sottoscritta) di evitare questo film come la peste, mentre sono convinta che ai più giovani, che non hanno avuto modo di apprezzare pienamente il capolavoro di Robert Stevenson, tutto sommato credo piacerà.

Per essere coerente con me stessa, aumento di un voto quello che darei per il coraggio dimostrato da Emily Bunt nell’accettare il confronto con la meravigliosa Julie Andrews

baby.ladykira

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