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Una serata al cinema: “Ex-Machina”

Ex-Machina

Progetto grafico a cura di Sweet FIre

 

 

DATA USCITA: 23 marzo 2015

GENERE: Fantascienza, Thriller

ANNO: 2015

REGIA: Alex Garland

 

Caleb Smith, un giovane programmatore, è stato scelto, attraverso un concorso, per collaborare all’esecuzione di un test su una macchina umanoide: deve decidere se il robot abbia una vera intelligenza e coscienza di sé. Il giovane rimane affascinato dal robot dalle sembianze femminili e incomincia a dubitare dell’esperimento stesso.

 

(Senza spoiler)

Caleb, un programmatore allampanato e goffo, vince un viaggio premio regalato dalla sua compagnia informatica. Si dirige in mezzo al nulla, atterrando in un bunker di cemento armato dove abita il fondatore della sua ditta, Nathan.

Caleb, come il pubblico, inizialmente non è sicuro di cosa ci faccia lì, fino a quando Nathan lo spiega: ha sviluppato un’intelligenza artificiale e vuole che Caleb parli con lui, per vedere se supera il test di Turing (test per determinare se una macchina è in grado di pensare).

Per diversi giorni, Caleb incontra e intervista l’intelligenza artificiale Ava. Ava sembra avere una sua coscienza e vuole disperatamente uscire dalla sua prigione. Quando Caleb scopre i segreti di Nathan, inizia a dubitare dell’esperimento e notare sempre più stranezze nella casa-bunker. I sentimenti di Ava sembrano autentici, saranno veri o solo virtuali?

Credo che Ex Machina sia uno dei migliori film presenti su Netflix. Con la sua colonna sonora incombente e ambienti senz’anima, il film si presenta come una sorta di horror tecnologico. Horror sia se lo si guarda dal punto di vista di Caleb, sia dal punto di vista di Ava, rinchiusa in prigione dalla nascita.

Ex Machina genera molte più domande di quanto non sembri. I sentimenti si possono programmare? E’ moralmente giusto smontare un robot intelligente e riprogrammarlo? Arriveremo a un punto in cui potremo considerare i robot delle persone? Il desiderio di libertà di un’Intelligenza artificiale può essere un parallelo alla lotta delle donne per non essere viste dagli uomini come oggetti?

Il film è anche una sfida alla nostra idea di buoni e cattivi. Il finale, infatti, è soddisfacente o inquietante, a seconda dei punti di vista.

 

MINORI ACCOMPAGNATI 

 

 

 

 

Snow White

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