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Una Serata al Cinema: “ALITA – ANGELO DELLA BATTAGLIA”

Alita

Progetto grafico a cura di Teresa

Titolo originale: Alita: Battle Angel

Genere: Azione, Avventura, Sentimentale

Regia: Robert Rodriguez.

Anno: 2019

Cast: con Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein.

Paese: USA, Canada

Durata: 122 minuti.

Uscita: Giovedì 14 febbraio 2019

Distribuzione: 20th Century Fox.

 

Anno 2563. La Terra è stata devastata dall’ultima grande guerra combattuta più di 300 anni or sono. “La Caduta”, che ha lasciato la Città di Ferro al di sotto di Zalem: l’ultima delle città sospese. Alita è una cyborg che ha perso tutta la memoria del suo passato, la cui testa viene casualmente trovata dal medico Ido Dyson rovistando nella discarica della suddetta Città di Ferro.

Ido riesce a riparare Alita dandole un nuovo corpo e una casa in cui stare. Diventa così l’assistente del medico e mentre cerca di ricordare il suo passato, esplora la città con il suo nuovo amico Hugo, conoscente di Ido e patito di Motorball. Il Motorball è uno sport molto seguito, essendo l’unica porta d’accesso garantita per Zalem: chi diverrà Ultracampione otterrà infatti il privilegio di salire alla città sospesa. Durante la sua prima partita con Hugo e i suoi amici, Alita fa scalpore e ben presto capirà di non essere né una semplice ragazza né una comune cyborg.

Ne avrà prova la notte successiva, quando segue il dottor Ido e lo trova sulle tracce di tre cyborg, di cui due ricercati. Ido è infatti un Braccatore, un “poliziotto” in cerca di cyborg da uccidere per taglie di denaro, che ben presto, però, realizza di essere caduto in una trappola. Alita, per proteggere Ido, sconfigge i tre cyborg e combattendo ha il suo primo flashback: ricorda una battaglia sulla Luna in cui lei, soprannominata “99”, guerreggia in un esercito. Grazie a ciò, Alita acquisisce consapevolezza di avere un nemico che ancora non conosce.

A scontro finito, l’ultimo dei cyborg, Grewishka, scappa. Alita decide quindi di diventare Braccatrice, credendo fermamente di riuscire a recuperare la sua memoria combattendo. Qualche giorno dopo, Hugo e i suoi amici portano Alita a vedere una vecchia astronave che combatté durante la Caduta, e lei capisce di appartenerle. Vi entra dentro e quando ne esce porta con sé un corpo: si tratta di un Berseker, il più potente e sofisticato corpo cyborg da combattimento al mondo, costruito con tecnologia URM, la stessa tecnologia impiegata nell’esercito ai tempi della Caduta.

Ido si rifiuta di collegare Alita a quel corpo, perché sarebbe troppo forte e non vuole rifare lo stesso errore che gli portò via la figlia molti anni addietro. Egli, però, dovrà subito ricredersi quando Alita, nel tentativo di allearsi con altri cyborg riuniti in un pub, finisce per combattere con molti di loro, ultimo dei quali Grewishka, che dopo un violento scontro distrugge il corpo della protagonista, rimanendo ferito all’occhio destro. Ido si vede dunque costretto a dare un nuovo corpo ad Alita. Mentre prova il suo nuovo corpo, più forte, più veloce, da vera guerriera, Grewishka va da Vector, un pezzo grosso della Città di Ferro, per farsi riparare. Vector, all’occorrenza, viene posseduto da Nova, un abitante di Zalem capace di spostare la propria coscienza in corpi altrui.

Nel frattempo, si intrecciano le vite di Alita e Hugo, che condivide con lei il remoto sogno di andare a Zalem insieme. Tuttavia, Alita rimane all’oscuro della doppia vita di Hugo, che regolarmente si trova con alcuni suoi amici a rubare e smontare i pezzi di diversi cyborg per rivenderli a Vector, nella speranza di venire portato alla città sospesa. Hugo, però, man mano che si innamora di Alita, si rende conto che fare soldi con questo sistema è scorretto, e non fa per lui.

Mentre due dei suoi amici tentano per l’ennesima volta di rubare attrezzature a un cyborg, vengono raggiunti dallo stesso Hugo, che comunica loro di volersi tirare fuori da tutto il giro di affari. In quel preciso momento arriva anche Zapan, uno spietato cyborg braccatore che intende uccidere Hugo per ottenere una taglia su di lui. I tre vengono raggiunti da Alita, tornata da un rocambolesco scontro in una partita di Motorball, la quale però non riesce a fermare in tempo Zapan, che trafigge Hugo con la spada.

Liberatasi di Zapan, Alita porta Hugo dal medico Ido, che riesce a salvarlo dandogli un nuovo corpo meccanico. Mentre lui si riprende, Alita decide di ribellarsi al sistema, e con la sua spada fiammante irrompe nel palazzo centrale della città, elude la sicurezza iniziale e arriva dritto da Vector, che chiama Grewiskha, pronto a vendicarsi su di lei. Alita, ora abile ed addestrata, lo sconfigge con estrema facilità, e infine uccide anche Vector, vendicandosi di aver illuso Hugo per tutto il tempo e ritenendolo l’ennesimo burattino comandato da Nova.

Hugo, in tutto questo, ha sempre in serbo il morboso desiderio di andare a Zalem, e, diventato cyborg, decide di provare a scalare uno degli enormi cavi che la tengono sospesa. Viene raggiunto da Alita, che cerca di convincerlo a tornare indietro, spiegandogli di appartenere l’uno all’altro e non ad un posto specifico. Proprio mentre Hugo viene convinto, i due vengono entrambi travolti dalla trappola mortale che Nova lancia in quel momento: una gigantesca lama rotante che scende veloce lungo il cavo, e travolge Hugo, mandandolo in mille pezzi. Alita cerca di salvarlo aggrappandosi come può al cavo con la spada, ma non riesce ad evitare la caduta della testa di Hugo che precipita nel vuoto. Alita, distrutta per la morte del suo amore, trascorre mesi ad allenarsi nel Motorball per diventare Ultracampionessa, salire su Zalem e finalmente incontrare il suo più grande nemico, verso il quale alla fine punta la spada con decisione: Nova.

 

Salve Fenici!

Non vi parlerò di quanto il film abbia rispettato della trama originale del manga giapponese perché, per chi non lo conosce, sarebbe inutile.

Il film si rivolge a un pubblico young adult per i contenuti forti e la violenza mostrata, nonostante sia un qualcosa che noi siamo abituati a vedere a causa dei vari progetti cinematografici che toccano temi come il futuro post-apocalittico, uomini cyborg e una tecnologia avanzata che tutti noi possiamo solamente sognare attraverso uno schermo.

Eppure, Alita con quei suoi occhioni espressivi, grandi oltre ogni misura, coinvolge il pubblico a tal punto da farci sorprendere con lei guardando il nuovo mondo, combattere un nemico più grande di lei con determinazione e piangere un amore, condannato fin dall’inizio e velocizzato fino all’impossibile in una società costruita con detriti e spazzatura, in cui l’unica voce fuori dal coro sono le gare sportive, e la morte viene resa, come sempre, superficiale.

La trama potrebbe non convincere, ma con il suo bel mix di amore e lotta e una regia degna di nota, si farà sicuramente perdonare per i tagli serviti a rendere il film più scorrevole e lineare. In ogni caso, bisogna dire che il cuore della narrazione rimane intatto e si fa notare.

Il film andrebbe guardato anche solo per godere della maestosità e precisione degli effetti speciali, che in un film con James Cameron alle spalle, insieme a Robert Rodriguez è quasi scontato sottolineare e non dovrebbe sorprenderci.

La trama ha un suo tempo, e nonostante possa risultare talvolta lenta o veloce, posso scommettere che concorderete con me se dico che il ritmo è quello giusto.

CURIOSITA’

Come ho già anticipato all’inizio, la trama di Alita Battle Angel arriva dal famoso manga giapponese (fumetto in italiano) disegnata e creata da Yukito Kishiro fra il 1990 e il 1995. Per chi fosse interessato ad iniziare il manga, è possibile seguire l’ordine delle versioni uscite nel corso degli anni:

Ashen Victor (Spin-off del manga e Prequel)

Battle Angel Alita (L’originale nato dal 1990 al 1995);

Battle Angel Alita – Last Order (Sequel dal 2000 al 2014);

Battle Angel Alita – Mars Chronicle (Sequel iniziato nel 2014 e attualmente ancora in corso)

C’è però da specificare, così da non creare confusione, che il manga originale si intitola Gunnm e il nome della protagonista è Gally, trasformata in Alita quando l’opera è arrivata in America a causa di una incapacità di pronuncia del nome originario.

Lo stesso James Cameron sognava di poter realizzare qualcosa su questo personaggio e insieme a Robert Rodriguez è stato accontentato. Il finale aperto promette un sequel… ma ci sarà davvero?

Non mi resta che augurarvi Buona Visione e Buon Divertimento!

 

 

Romanticamente Fantasy

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