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Una Serata al Cinema: Recensione “Il Drago invisibile”, regia di David Lowery

 

SchedaTecnica

DATA USCITA: 10 agosto 2016

GENERE: Avventura , Family , Azione

ANNO: 2016

REGIA: David Lowery

SCENEGGIATURA: David Lowery

FOTOGRAFIA: Bojan Bazelli

MONTAGGIO: Lisa Zeno Churgin

MUSICHE: Howard Shore

PRODUZIONE: Walt Disney Productions

DISTRIBUZIONE: Walt Disney

PAESE: USA

DURATA: 102 Min

FORMATO: 2D e 3D

Cast

Oakes Fegley

Bryce Dallas Howard

Wes Bentley

Karl Urban

Robert Redford

Recensione rosa

Il Drago Invisibile è il remake del noto “Elliott il drago invisibile” del 1977. E’ noto a tutti, ormai, che la Walt Disney ha preso il via con i reboot. Alcuni girati molto bene, altri, come in questo caso, lasciano il tempo che trovano.

Mi spiego: ci sono differenze notevoli per quanto riguarda la trama e lo svolgimento del film. Non so se abbiate visto l’originale, io sì, circa una decina di volte, da bambina e in seguito usando la scusa delle figlie piccole.Il drago invisibile 1

Quello che ricordo è che Elliott è un drago simpatico, buffo, giocherellone, che ne combina di cotte e di crude a suon di dispetti nei confronti del piccolo Pete (Oakles Fegley) e del paesino in cui vivono. Nel remake invece il drago è infelice per la maggior parte del tempo.

 Come tutti i film targati Disney, vuole lasciare una morale per i più piccoli e per i più grandi.

È la storia di un bambino che ha perso i genitori in un incidente stradale e che sopravvive nel bosco grazie all’aiuto di questo magnifico drago verde.

Pete è un bambino curioso, e quando capisce l’esistenza degli umani, non resiste alla tentazione di volerli conoscere. È Il drago invisibile 2spaventato, certo, ma la curiosità per i suoi simili e la voglia di una famiglia è più forte.

Così quando nel bosco capita Grace (Bryce Dallas Howard), una guardia forestale, insieme all’undicenne Natalie (Oona Laurence), Pete si lascia avvicinare.

Inizia così l’avventura per tutti i protagonisti. Da un lato Grace con la sua famiglia allargata dall’altro suo padre, il signor Meachman (Robert Redford), che fin da piccolo crede nell’esistenza dei draghi. Passa tutta la vita a raccontare favole in merito, passando da pazzo e visionario agli occhi della figlia.

Quando Pete entra a far parte della vita di Grace però scatta in lei qualcosa: i racconti che il bambino le narra sono molto simili a quelli del padre e per scongiurare i forti dubbi, decide di investigare, riportando Pete in quella che, fino a pochi giorni prima, era stata la sua casa.

Nel mentre, entra in scena un nuovo personaggio: Gavin (Karl Urban), il classico antagonista senza scrupoli, operaio nella segheria di Jack (Wes Bentley), con lo scopo di abbattere gli alberi della foresta a scopo di lucro, in barba alla natura incontaminata e ai piccoli esseri viventi che la abitano.

Arriviamo al punto clou del film: la cattura di Elliott. Gavin vuole a tutti i costi imprigionarlo per diventare famoso in tutto il mondo. Scene quindi di attacchi con dardi anestetizzanti davanti agli occhi di Grace, Pete e di Natalie.

Da qui in avanti è tutto un susseguirsi di piani per la liberazione di Elliott, con la famosa citazione: “Elliott, vola!”.

 Il drago invisibile 3Passiamo ad analizzare il film dal punto di vista tecnico. Sugli effetti speciali nulla da ridire. Il drago è perfetto, sembra reale a tal punto che quando viene accarezzato, s’illumina di un verde più brillante, come a significare che per lui l’amore è l’essenza della vita.

Una cosa che mi ha fatto arrabbiare però è il doppiaggio. Terribile. Personaggi con voci inadatte, a volte con effetto ritardato e una linea di toni tutti uguali. Per esempio: non ci sono differenze tra urla di gioia e quelle di disperazione. Apatico, in poche parole. Io non ho visto l’originale, quindi non so darvi un’impronta generale, parlo solo per quello trasmesso da noi.

Il drago invisibile 4E’ un film struggente quasi esasperato, piangi dal primo minuto all’ultimo. Pochissime le scene spensierate. Sembra proprio che la casa cinematografica l’abbia creato con l’intento di avere una sala gremita di nasi che colano, muniti di fazzoletti (io non ne avevo, immaginate la faticaccia) e occhi rossi. Donne con il rimmel sceso fino alle guance (compreso il mio) e bambini distrutti. Un paio se ne sono andati.

Chiaro è che mia figlia di dieci anni all’uscita del cinema mi ha detto: “Mamma, ho pianto un sacco ma è un film bellissimo!”

Ed è vero. Se si tralasciano i dettagli che un adulto con esperienze animate pluriennali, coglie, il film è degno di nota.

Le emozioni che trasmette sono tante così come la morale.

Il drago invisibile 5L’amicizia tra Pete ed Elliott è coinvolgente, così com’è toccante vedere il bambino, sdraiato sul divano con la famiglia che avrebbe sempre desiderato: una mamma, un papà e una sorella accoccolati mentre leggono le favole. Bellissimo. Allo stesso tempo ci rendono partecipi dell’empatia di Elliott, nel soffrire la mancanza del suo piccolo amico ma anche nel comprendere ciò che sarebbe più giusto per Pete.  Una storia di amicizia, di supporto, di aiuto e di rinascita. Tutte le brutture del mondo possono passare con un abbraccio, le parole giuste dette al momento giusto, e l’amore. L’amore familiare, quello in cui puoi nasconderti nel momento del bisogno, che ti sostiene, che cade con te e ti da una mano per rialzarti. Tratta Il drago invisibile 6l’argomento, seppur marginalmente, di quelle famiglie tipiche del giorno d’oggi, in cui la mancanza di un genitore biologico viene riempita con una persona che ti può amare ugualmente se non di più. Tratta il tema dell’adozione: quando Grace porta a casa Pete, Jack si accorge degli occhi con i quali lo guarda la compagna e le dice: “È proprio il bambino perfetto per te”, meraviglioso.

Lo consiglio?

Sì, ma guardatelo con gli occhi dei bambini e non con quelli degli adulti.

 

Recensione a cura di: Daenerys

Editing a cura di: Gioggi

 

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