Home / Telefilm & Film: Recensioni, Anteprime ,Spoiler, Gossip / Una serata al cinema: Una Doppia Verità

Una serata al cinema: Una Doppia Verità

Genere : Drammatico, Thriller

Attori: Keanu Reeves, Jim Belushi, Renée Zellweger ,Gabriel Basso, Gugu Mbatha-Raw, Jim Klock, Sean Bridgers

Casa di produzione: PalmStar MediaWhole Truth Productions

Produttore: Anthony BregmanElon DershowitzKevin Scott Frakes

Produttore esecutivo: Scott FischerJamin O’BrienBuddy PatrickEyal RimmonCharles RovenVishal RungtaRaj Brinder SinghRichard SuckleGideon Tadmor

Sceneggiatore: Nicholas Kazan

Effetti Speciali: Mark Hava

Trucco: Gloria Belz

Montaggio: Kate Williams

Fotografia: Jules O’Loughlin

Musiche: Evgueni GalperineSacha Galperine

Scenografia: Mara LePere-Schloop

Costumi: Abby O’Sullivan

Durata: 93 min

Regia: Courtney Hunt

L’avvocato Ramsay si sfida da solo: difenderà Mike, il figlio di Loretta Lassiter, dall’accusa di aver assassinato il padre, Boone. I Lassiter sono amici di famiglia, eppure il lavoro di Ramsay ha i tratti di una missione impossibile: non solo tutte le prove puntano il dito contro il ragazzo, ma lui stesso è, in un certo senso, reo confesso. Come se non bastasse, Mike non accenna a voler parlare, nemmeno con il suo avvocato difensore, costringendolo a improvvisare in aula e con i testimoni. Eppure, c’è stato un periodo della vita in cui Boone e Mike erano molto legati e il primo, a sua volta avvocato di grido, ha insegnato al figlio tutti i segreti del suo successo.

Mike si appella per quasi tutto il film al diritto costituzionale di “rimanere in silenzio”, come insegnatogli da suo padre in tempi non sospetti. È la sua frase “Andava fatto molto tempo fa”, pronunciata davanti al cadavere di suo padre e in presenza dell’agente chiamata dalla madre alla scoperta del corpo, a metterlo nei guai. Guai da cui cerca di toglierlo l’avvocato di famiglia, Richard Ramsay (Keanu Reeves). Ma l’impresa è ardua: Mike non vuole parlare, o, meglio, decide deliberatamente di “tenere il becco chiuso” finché non sale egli stesso sul banco dei testimoni, anche contro il parere del suo avvocato. E lo fa per rivelare una scomoda e scioccante verità, che potrebbe mettere fine al processo.

Ma sarà poi la verità? Perché “Tutti mentono – come dice Ramsay stesso – mentono per i più svariati motivi; mentono per paura, perché sono colpevoli, per non perdere il posto, per non perdere la reputazione o semplicemente perché gli fa comodo.” In tutto questo universo di bugie e doppie verità, districarsi è davvero difficile. Ma Keanu Reeves – anche lui invecchiato, ahimè (gli anni passano, eh Neo!) – se la cava egregiamente, tenendoci tutti con il fiato sospeso fino alla fine del film. E con un risvolto finale per niente banale e del tutto inaspettato.

Ottima comparsa anche la sua assistente, con un passato non del tutto roseo e qualche “piccola bugia” (anche lei) su alcuni dettagli non proprio secondari, impersonata da un’attrice britannica non ancora famosa (Gugu Mbatha-Raw) che gli fa da spalla in maniera egregia, senza mollare mai la presa e cercando di andare a fondo in quella che secondo lei è la verità.

Il film è una finestra aperta sulla vita borghese americana, in cui famiglie agiate e avvocati di grido possono concedersi lussi che altri non potrebbero, come, per esempio, mentire davanti a una giuria. Sullo sfondo s’intravedono vizi, virtù, manie e fobie della società moderna, con un Jim Belushi nella parte di un Boone Lassiter spocchioso, cafone, arrogante e violento che pensa di potersi permettere tutto e di essere al di sopra degli altri solamente perché è un avvocato di fama. Una bella moglie, una bella casa, dei bei vicini… quella che sembra una vita perfetta nasconde invece dettagli scioccanti di violenza familiare e domestica, cela litigi e incomprensioni tra padre e figlio che probabilmente hanno radici profonde.

L’unica “nota stonata” – se mi passate l’espressione – di questo spaccato di vita americana sembra essere Loretta Lassiter (Renée Zellweger), anonima, sciapa, insipida e anche un po’ isterica. E, soprattutto, senza carattere. La sua presenza nel film sarebbe superflua fino al finale, quando viene spiegata – finalmente – la verità e la motivazione di quello che è successo.

La storia si sbroglia mano a mano che si va avanti nel film, quasi fossero – e qui l’idea mi è piaciuta molto – i vari testimoni a raccontare un pezzetto di verità, o, meglio, la loro parte di verità. Perché, come ho detto, tutti mentono, anche involontariamente, tirando conclusioni che spesso portano lo spettatore a fare congetture che possono essere fuorvianti e completamente sbagliate. Tutto sommato, un bel film, che fa riflettere sullo spaccato della società moderna che analizza, lasciando dubbi sul fatto di poterci davvero fidare delle persone che ci circondano.

Come sempre (ma io sono di parte) Keanu Reeves regge benissimo la parte dell’avvocato difensore; Jim Belushi è favoloso nella parte dell’avvocato rampante e Guru Mbatha-Raw è un degno sostegno alla figura dell’avvocato, senza mai rubare la scena (nonostante la sua bellezza a dir poco oltraggiosa). Renée Zellweger invece… non pervenuta. Non so. C’era? Che parte faceva? A parte il truccatore (sarebbe stato da picchiare solamente per come l’aveva conciata – irriconoscibile) l’unica cosa che ricordo di lei… beh, sono le sue gambe. Un gran bel paio di gambe. Ma in tutto il film solo quello? Mi pare un po’ poco. Anche il figlio Mike, interpretato da Gabriel Basso, sempre con la stessa espressione (o non espressione) sulla faccia, quasi impassibile a tutto quello che lo circondava. Diamine, stai per rischiare la pena di morte, ragazzo! Nel complesso, comunque, un bel film, piacevole, a tratti ricco di suspense, ben curato e soprattutto molto molto accattivante dal punto di vista dello sviluppo della trama. Mi è piaciuto molto.

Recensione a cura di 

Editing a cura di 

Una serata al cinema: Una Doppia Verità
5 su 1 voti

Genere : Drammatico, Thriller Attori: Keanu Reeves, Jim Belushi, Renée Zellweger ,Gabriel Basso, Gugu Mbatha-Raw, Jim Klock, Sean Bridgers Casa di produzione: PalmStar Media, Whole Truth Productions Produttore: Anthony Bregman, Elon Dershowitz, Kevin Scott Frakes Produttore esecutivo: Scott Fischer, Jamin O'Brien, Buddy Patrick, Eyal Rimmon, Charles Roven, Vishal Rungta, Raj Brinder Singh, Richard Suckle, Gideon Tadmor Sceneggiatore: Nicholas Kazan Effetti Speciali: Mark Hava Trucco: Gloria Belz Montaggio: Kate Williams Fotografia: Jules O'Loughlin Musiche: Evgueni Galperine, Sacha Galperine Scenografia: Mara LePere-Schloop Costumi: Abby O'Sullivan Durata: 93 min Regia: Courtney Hunt L'avvocato Ramsay si sfida da solo: difenderà Mike, il figlio di Loretta Lassiter, dall'accusa di aver assassinato il padre, Boone. I Lassiter sono…

Score

4

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

Cassiopea

Cassiopea
x

Check Also

Recensione Serie TV: Supernatural 13×01 Last and Found

Eccoci tornati per la tredicesima stagione di Supernatural, la più longeva serie ...

error: Contenuti di proprietà di RFS