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Una serata al cinema: A casa tutti bene di Gabriele Muccino

    Paese di produzione Italia Anno 2018 Rapporto 2,35:1 Genere commedia, drammatico Regia Gabriele Muccino Soggetto Gabriele Muccino Sceneggiatura Gabriele Muccino, Paolo Costella Produttore Marco Belardi   Pietro e Alba, due ricchi pensionati, vivono in una mega villa al centro di una piccola isola del sud Italia(che in realtà è Ischia). Per i cinquant’ anni di matrimonio, invitano i figli, i cognati, i nipoti e altri parenti, nonostante tra alcuni di loro non corra buon sangue. A causa del maltempo, però, i traghetti non partono e nessuno degli invitati riesce a tornare sulla terraferma. La convivenza forzata scatena i…

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Paese di produzione Italia
Anno 2018
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, drammatico
Regia Gabriele Muccino
Soggetto Gabriele Muccino
Sceneggiatura Gabriele Muccino, Paolo Costella
Produttore Marco Belardi

 

Pietro e Alba, due ricchi pensionati, vivono in una mega villa al centro di una piccola isola del sud Italia(che in realtà è Ischia). Per i cinquant’ anni di matrimonio, invitano i figli, i cognati, i nipoti e altri parenti, nonostante tra alcuni di loro non corra buon sangue. A causa del maltempo, però, i traghetti non partono e nessuno degli invitati riesce a tornare sulla terraferma. La convivenza forzata scatena i sentimenti sopiti, rivelando conflitti, paure e verità scomode.

 

È la prima volta che mi riesce così difficile dare una valutazione. A pelle, boccerei “A casa tutti bene” su tutta la linea. Ha un copione decente? No. Mi piace come genere? No. Vale la spesa del biglietto da 9 euro? No. Lo vorrei rivedere? No.

Eppure all’uscita del cinema ti restano ancora addosso personaggi e situazioni. Ero entrata con la testa piena di pensieri di una giornata stressante e sono uscita sollevata perché i miei problemi non sono nulla di fronte al modo in cui i protagonisti riescono a rovinarsi la vita.

Ma andiamo con ordine. Ogni tanto sembra che tutti gli attori italiani non abbiano niente di meglio da fare che fare un film tutti assieme. Quindi ci sono Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Sandra Milo, Stefania Sandrelli, Gianmarco Tognazzi, Ivano Marescotti e un sacco di altri attori che interpretano una famiglia per cui l’aggettivo disfunzionale sarebbe un complimento. Il problema principale però non è, come sembra dal trailer, che i parenti si odiano a vicenda, ma che quasi tutti hanno fatto un percorso di vita sbagliato che li ha resi dei nevrotici falliti. Chi sopporta le corna del marito, chi subisce una moglie rompiscatole, chi non ha combinato nulla per “fare l’artista”, chi è senza soldi con una compagna e un figlio in arrivo da sfamare. Per cui a vedere tutti questi casi umani sale il sollievo del “non sarò mai come loro” seguito dalla paura del “potrei benissimo diventare come loro” perché ci vuole un attimo a fare un passo falso.

Alcune litigate, comunque, sono proprio tirate per i capelli. La seconda moglie ipergelosa di Favino va in bestia solo perchè Favino tenta addirittura di parlare con la sua prima figlia. Claudia Gerini diventa isterica per una piccola crisi del marito malato di Alzheimer, e sembra tutto troppo esagerato, non il fatto che la donna si interroghi se stare a fianco di un uomo che sta impazzendo, quanto l’episodio in sè che è di poco conto.

Inoltre. per chi si aspettava una commedia divertente “all’italiana”, potrebbe essere deluso. Il film, in generale, è molto cupo e ansiogeno, di risate ce ne sono veramente poche, anche se così il film ci guadagna in maturità. I problemi non si aggiustano con qualche sorriso, due pianti e discorsi strappalacrime, come molti film del genere, ma i personaggi devono affrontare la dura realtà, fare delle scelte e superare la propria immaturità. Non tutti ne usciranno vincitori. L’unico che forse strappa un sorriso è Ivano Marescotti, il vecchio patriarca della famiglia, che si esibisce in battute caustiche come “Io sono cresciuto orfano, a me la famiglia mi sta sul ca**o! “ A vedere la filmografia di Muccino, il regista ha la tendenza a raccontare le nevrosi dei suoi coetanei, che qui sono gli sposati appena divorziati con figli piccoli. Ora ha 50 anni quindi tra qualche anno aspettiamoci un film sui sessantenni in crisi e la pensione alle porte.

Per chi è incuriosito dalla trama non consiglierei di vedere questo film al cinema ma piuttosto di aspettare un passaggio in TV.

 

Recensione a cura:

 

Editing a cura di:

 

 

 

 

 

baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO
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