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Psicoterapia di gruppo delle lettrcici compulsive

 

Si apre la porta della sala di terapia e, con andatura lenta ma decisa, entra il dottor Parri, un uomo sulla cinquantina, piuttosto basso e tarchiato, con una calvizie così ampia da fare invidia ad un uovo di gallina, un paio di occhiali sottili dalla montatura trasparente e una barba nera e folta.
Si guarda attorno soddisfatto e nota con piacere che il suo gruppo di pazienti è già al completo: sono nove, tutte donne e di età molto variabile, all’incirca dai diciotto ai cinquant’anni, educatamente sedute sulle loro sedie e disposte in cerchio in modo ordinato.
Solo una sedia è vuota lungo il perimetro del cerchio e il medico la raggiunge per sedersi al suo posto.
Si schiarisce la voce mentre osserva i volti ansiosi ed impauriti delle sue povere pazienti e si presenta:
«Buongiorno a tutte , io sono il Dr. Guglielmo Parri e sono qui per aiutarvi a superare i vostri limiti, vincere le vostre paure e guarire dal vostro… come dire?… ”piccolo problema”. Ognuna di voi pronuncerà il suo nome e poi esporrà il motivo per cui si trova in questo gruppo. Nessuno vi giudicherà, per cui sarete libere di dire quello che volete in piena libertà.»
Si gira a destra e localizza il suo primo soggetto: una ragazza giovane che si sta distruggendo l’unghia del pollice sgranocchiandola con i denti come se fosse un croccante alla nocciola, mentre si guarda i piedi angosciata e nel frattempo pensa: “E’ come a scuola quando il professore di italiano interroga. Se non lo guardo, non mi chiama di sicuro e io la passo liscia.”
Ma purtroppo per lei, con lo psicologo non funziona così, perché lui le tocca delicatamente una spalla facendole fare un salto terrificante sulla sedia e le dice: «Signorina, cominciamo da lei. Forza, si faccia coraggio e parli.»
La ragazza sgrana gli occhi impaurita, come se le avesse appena chiesto di tenere il discorso del 4 Luglio alla Casa Bianca, in piedi davanti a Barack Obama .
Dopo un primo respiro profondo… e un secondo respiro profondo… e un terzo respiro profondo… e un quarto respiro profondo (accompagnato dall’impaziente borbottare dello psicoterapeuta)… la fanciulla inizia finalmente a parlare:
«Ciao a tutti, mi chiamo Paola e ho 22 anni. Sono qui perché… perché… perché ho tirato una scarpa in fronte al mio ragazzo. In Pronto Soccorso gli hanno messo tre punti di sutura, perché il tacco era a spillo e gli ha lacerato la pelle e mezzo sopracciglio, con uno squarcio bello grosso.»
«E perché l’hai fatto Paola? Cos’ha combinato di tanto grave il tuo fidanzato per spingerti a colpirlo in quel modo?» insiste il dottore, che già conosce tutta la storia quasi alla perfezione.
Lei lo guarda in cagnesco e con tono acido risponde: «Cos’ha fatto? Glielo dico io cos’ha fatto quell’imbecille! Mi ha chiamato per stirargli una camicia proprio mentre Zsadist scrive TI AMO a Bella su un foglio!»
Il medico impallidisce davanti a tanta rabbia repressa e con vocina timorosa chiede: «E chi sarebbe questo Zsadist? Un tuo amico?»
«E’ un vampiro della Confraternita, ignorante che non sei altro!» ribatte Paola acida come uno yogurt scaduto l’anno scorso.
In quel mentre nella sala scoppia il pandemonio: alcune pazienti si agitano sulla sedia, una salta in piedi come impazzita, un’altra non si trattiene e fa un urletto, un’altra grida: «Oh mio Dio!», un’altra esclama disperata: «Nooooo!», un’altra ancora urla: «Dio Onnipotente, ma è terribile!»
Lo psicologo si alza in piedi e le riprende con tono deciso: «Ragazze, fate silenzio, calmatevi! Lo so che è terribile, è una reazione un po’ esagerata per un personaggio immaginario.»
L’ultima che aveva gridato interviene immediatamente:
«Immaginaria sarà tua sorella, cretino! Z non si tocca!» e rivolgendosi a Paola aggiunge: «Sorella, ti capisco. Ma sei stata troppo buona, al posto tuo gli avrei tirato il ferro da stiro in testa… magari caldo, così gli rimaneva il promemoria tatuato in fronte. Ma sei ancora giovane, avrai tempo per crescere e perfezionare le tue tecniche di autodifesa. L’ultima volta che mio marito ha osato interrompermi mentre leggevo Vlad, perché era ora di pranzo e secondo la sua modestissima opinione avrei dovuto cucinare qualcosa, l’ho tramortito col manico del mocio Vileda. Da allora non ha osato più disturbarmi e va sempre a pranzo da sua madre quando leggo un romanzo. E’ intelligente il mio tesoro, e impara in fretta.»
Il dottor Parri osserva la scena quasi inorridito poi, cercando di cambiare discorso, si rivolge a un’altra ragazza borbottando: «Tocca a te adesso.»
«Io mi chiamo Jenny, ho 31 anni e sono qui con voi perché ho avuto un attacco di panico alla libreria Mondadori di Roma. »
«Come mai, Jenny? Hai paura dei luoghi troppo spaziosi? » le chiede lui pur sapendo qual è il vero motivo del suo atteggiamento.
«Ma sei scemo? Quali luoghi spaziosi? Ho avuto una crisi isterica perché quell’idiota del commesso mi aveva detto che “Shadowhunters – Città del fuoco celeste” sarebbe arrivato giovedì e invece quando sono arrivata non c’era! Capisce la gravità della situazione? Avevo lasciato anche la prenotazione col mio nome e LUI non c’era!!!! Avevo programmato di iniziare a leggerlo la sera e andare avanti come un treno fino alle 5.00 di mattina passando tutta la notte in bianco. Avevo convinto persino i miei genitori ad andare a dormire in albergo pur di lasciarmi casa libera per questo evento! E LUI non c’era!!!! Capisce quant’è grave la faccenda??!» Jenny inizia letteralmente a gridare con toni così squillanti che lo psicologo è quasi costretto a tapparsi le orecchie con le mani.
Una ragazza si alza su di scatto rovesciando la sedia con un tonfo sonoro: «Oh madonna santa! L’ho prenotato anche io in quella libreria! Ho mandato mia madre a prenderlo oggi pomeriggio e mentre io sto qui a perdere tempo con voi, magari quello stronzo del commesso le sta dicendo che l’ordine non è ancora arrivato????? Oh mio Dio, mi sto sentendo male! Ho le palpitazioni… e le sudarelle… e i tremori… e… e…»
«Signorina si calmi! E’ solo un libro!» il medico non fa in tempo a pronunciare quest’ultima frase, che una scarpa gli vola dritta in fronte, centrandolo con una precisione quasi maniacale e provocandogli un bernoccolo che si trasformerà in uno splendido ematoma violaceo nei giorni a venire.
«Dillo un’altra volta e fai un volo dalla finestra. Uomo avvisato, mezzo salvato» afferma con spavalderia una trentenne inferocita mentre torna alla sua sedia zoppicando, con un piede in un mocassino e l’altro scalzo.
Mentre il Dr. Parri si riprende dallo stordimento del trauma cranico, si rivolge a un’altra ragazza, l’unica che è rimasta buona senza creare problemi fino a quel momento: «E lei invece? Cosa cavolo ha combinato per trovarsi qui?» ormai sta perdendo la pazienza e non si sforza più nemmeno di usare un gergo medico o un atteggiamento professionale.
«Io mi chiamo Sara, ho 18 anni e sono profondamente depressa» la ragazzina quasi bisbiglia, mentre si tortura le pellicine delle dita fino a strapparsele, facendo sgorgare un’inevitabile gocciolina di sangue.
«E per quale motivo, di grazia? Forse si è graffiata la copertina di un libro? O si è fatta un’orecchia alla pagina dell’indice?» il dottor Parri ormai trasuda sarcasmo da tutti i pori.
«No… veramente io…» la diciottenne singhiozza ormai in lacrime «…io …ho finito l’ultimo libro dell’Accademia dei Vampiri.» Le scappa un gridolino di disperazione che prontamente lei stessa attutisce tappandosi la bocca con le mani. «Come diavolo faccio a vivere senza Rose e Dimitri????» e scoppia in un pianto inconsolabile.
«Oh tesoro, no!» la più grande delle pazienti corre ad abbracciarla con la tenerezza di una mamma chioccia coi pulcini. «So come ti senti e quello che provi in questo momento. Ci sono passata anche io, credimi! E’ un duro colpo, sei convinta di non riuscire ad andare avanti, che la vita non ha più senso, ti ingozzi di nutella, rispondi male a tutti, ti chiudi in isolamento in camera e il mondo finisce. Ma dammi retta, esiste una via d’uscita… C’è la serie Bloodlines di Richelle Mead in inglese! »
L’altra singhiozzando chiede: «Dici sul serio? E ci sono anche Rose e Dimitri?»
«Ma certo tesoro, non sono i personaggi principali, ma compaiono anche loro. E poi c’è anche quello gnocco di Adrian.»
«Oddio, mi stai rendendo felice! Anche Adrian… mi mancava così tanto, stanotte ho sognato anche lui. Mi iscriverò a un corso di inglese solo per leggere la serie, anche se mi porterà via un sacco di tempo. Magari un corso serale, per loro salterei persino la cena, chi se ne frega!»
Il dottor Parri le guarda sempre più sconcertato e scuotendo la testa dice: «Ok, abbiamo appena risolto una crisi depressiva con un metodo alquanto discutibile, ma soprassediamo. A chi tocca parlare?»
«A me! A me!» saltella una quarantenne dal suo posto in fondo alla stanza «io mi chiamo Teresa, ho 45 anni e sono in terapia perché sono perdutamente innamorata di Gerico Barrons.»
«E chi sarebbe questo Barrons?» chiede lo psicologo un po’ titubante, tremendamente terrorizzato dalla risposta che potrebbe ricevere.
«Barrons è… è… boh, cos’è esattamente lo devo ancora capire, ma fa il libraio, ha un negozio circondato da ombre e mostri terrificanti ed è gnocco da morire. Si fidi sulla parola! Lo sogno ogni notte e mi sveglio tutta sudata e in lacrime perché lui non è più con me. Vado a dormire anche dopo pranzo, pure se non ho sonno, tutto pur di sognare Gerico! Ho chiesto un mutuo alla mia banca per poter aprire una libreria che chiamerò “Da Barrons libri e gingilli” …anzi, dato che ci sono, inizio a farmi un po’ di pubblicità anche con voi. Vi farò un grosso sconto se fate acquisti nel mio locale.»
«Adesso tocca a me!» grida una ragazza che finora non aveva mai parlato. «Io mi chiamo Maria, ho 33 anni e rifiuto ogni uomo che incontro o che mi corteggia, perché lui non è della Confraternita. Nessuno è alla loro altezza. Voglio un uomo muscoloso, irascibile, pieno di tatuaggi, forte, sexy, sensuale, cavernicolo… e voglio diventare la sua Shellan!» si alza in piedi gridando questa ultima parola con la mano in aria stretta a pugno, come Superman.
«Sìiii!!!!» gridano in coro tutte le altre in preda ad una violenta scarica di estrogeni impazziti.
«V è mio e guai a chi me lo tocca!» afferma una di loro.
«Io sono la shellan di Rage!»
«Io ho un figlio con Thorment!»
«Io sono la nuova moglie di Wrath…»
«Io voglio Z!»
«Scordatelo, Zsadist è mio!»
«Devi solo provarci…»
«Scommettiamo?»
«Bada a come parli o tolgo il guanto a V e ti faccio incenerire…!»
Notando che i toni si stanno alzando in maniera alquanto pericolosa, il dottor Parri si schiarisce la voce e con una calma che non sapeva di avere, dice: «Ragazze, calmatevi! Ne discuterete più tardi… magari a casa vostra. Giocatevi questi giovanotti a poker, fate quello che vi pare. Non mi interessa! Facciamo parlare le altre e poi chiudiamo questa seduta di psicoterapia, perché non ne posso più. M’avete fatto venire un mal di testa atroce.»
«Bravo nanerottolo, adesso tocca a me» alza la mano la ragazza che aveva preso a randellate il marito col mocio Vileda «io mi chiamo Vittoria, ho 36 anni e sono qui perché sono una compratrice compulsiva. In un mese ho fatto 151 acquisti di ebook da Amazon, circa 5 romanzi al giorno, perché appena vedo il pulsante “compra con un click” non riesco a fermarmi e clicco. C’è una voce dentro di me che mi parla e mi dice che quel libro non ce l’ho… ed è terribile, non posso non averlo… e così lo compro. Mio marito mi ha tolto dalle mani la carta di credito e l’ha nascosta in cassaforte, ma dopo aver setacciato casa per 4 giorni, senza dormirci la notte, ho trovato il foglietto con la combinazione e l’ho aperta . Ho preso la mastercard e l’ho prosciugata di nuovo! Amazon mi manda un sacco di messaggini per ringraziarmi perché da sola supero tutti i suoi clienti dell’ultimo anno messi insieme. Mi manda anche gli auguri di Natale con l’alberello tutto illuminato e quelli di Pasqua con il coniglio che fa le coccole. La mia voce interiore dice che è una cosa dolcissima e dobbiamo essere felici, ma mio marito non condivide, non capisco perché. Ha minacciato di chiedere il divorzio, il solito esagerato.»
«Ti stimo sorella!» è Paola che parla, ormai sta nascendo una certa empatia tra le due. « Io ancora non lavoro perché studio all’università, non ho una carta di credito e mia madre non mi dà la sua nemmeno se viene giù l’Apocalisse. Ma appena laureata, mi troverò un lavoro e il primo stipendio lo spenderò tutto in libri, anche a costo di morire di fame!»
Il dottor Parri inizia a sudare freddo, perché non ha mai sentito dire tante assurdità in vita sua. E di cose strane ne ha viste parecchie in tutta la sua lunga e stimata carriera di psicologo.
Ma queste squilibrate stanno superando ogni limite di umana tolleranza. Per non parlare di quei poveretti dei loro compagni… un branco spaventoso di sfigati che, secondo il suo modesto parere, dovrebbero vincere almeno il premio Nobel per la pace.
«Io mi chiamo Elisabetta, ho 19 anni e ho lasciato il mio ragazzo perché io sono un’Intrepida mentre lui è un Erudito. Apparteniamo a due sezioni diverse, quindi non possiamo stare insieme.»
«Anche io amo Divergent, ti capisco, è quasi la mia Bibbia personale!» ribatte la sua vicina di posto. «Fino a un mese fa credevo di essere un’intrepida pure io. Ma appena mi sono avvicinata allo sportello del vagone di un treno in corsa per saltare giù, me la sono quasi fatta sotto e sono tornata subito a sedermi. Il controllore mi ha anche guardato brutto. No, non fa per me. Sono più Pacifica, decisamente.»
La ragazza che ha lanciato la scarpa al dottore alza la mano per prenotarsi. Poi si schiarisce la voce e dice: «Mi presento, mi chiamo Alessia e ho 27 anni. Ho detto a mio marito che doveva diventare come Christian Grey altrimenti avrei chiesto il divorzio. Gli ho fatto leggere la trilogia quattro volte, per fargli memorizzare i punti salienti e le tecniche principali. L’ho anche interrogato con tanto di voto finale. Ha preso un bell’ 8 e 1/2, sono così fiera di lui! Ce la stavamo cavando piuttosto bene e lui era molto contento dell’evoluzione del nostro rapporto di coppia, a parte quando l’ho legato al letto con le manette e me lo sono scordato lì per andare al lavoro. Per il resto, è andato tutto benissimo, almeno fino a quando non ci siamo fatti sbattere fuori da un bar perché mi sono piegata a 90 gradi sulla tavola da biliardo e lui ha cominciato a sculacciarmi con la stecca. Una metà dei clienti è fuggita via inorridita. L’altra metà è rimasta a godersi lo spettacolo mangiando pop corn. Non c’è bisogno che vi dica quale delle due metà fosse composta da uomini e quale da donne.»
Il dottor Parri ormai non fiata più, è talmente sconvolto da restare immobile con gli occhi spalancati e la bocca aperta come se fosse in trance. Gli esce persino un filo di bavetta, a dire la verità.
Motivo per cui Alessia fa una smorfia disgustata.
«Manco solo io!» grida l’ultima rimasta «mi chiamo Debora e sono la più grande di tutte. Ho 50 anni appena finiti e me ne vanto! Perché sono qui? Semplice, perché per leggere i romanzi ho rischiato di far morire di fame mio marito e i miei due figli un sacco di volte. Addirittura i bambini hanno dovuto elemosinare il pranzo dalla vicina di casa o rubare le merendine dallo zaino dei compagni di scuola. La prima volta è stata indimenticabile: avevo messo il pollo al forno ma poi ho preso in mano il primo libro della Frost. Ho letto per 6 ore consecutive senza nemmeno prendere fiato e quando era ora di tirare fuori l’arrosto non ce l’ho fatta. Oltre ad avere una paralisi spastica al braccio destro, dovevo scegliere tra il primo bacio di Cat e Bones e la cena. La scelta era inevitabile. Ho scelto Bones. Ovvio, voi mi capite vero?»
«Oddio, certo che sì. Anche tra mio marito e Bones, sceglierei Bones! » grida Vittoria tutta esaltata.
«Io, grazie ai libri, ho vinto la mia lotta contro l’obesità!» urla soddisfatta Jenny. «Centinaia di euro regalati al dietologo per niente. Nessun risultato. Poi ho scoperto i libri della Stirpe della Adrian e, per leggerli tutti, ho saltato le merende e gli spuntini notturni. E pure qualche pranzo a dire la verità. Non potevo appoggiare il romanzo nemmeno per un secondo, perché la mia salute psichica non avrebbe retto. Non ho messo via il libro nemmeno per fare pipì, pensate che andavo in bagno continuando a leggere. Ero seduta sulla tazza del water quando Elise incontra Tegan per la prima volta. E quando Dante salva Tess, ero in chiesa al matrimonio di mia cugina, ho nascosto il libro sotto la panca e ho letto per tutto il tempo mentre il prete benediceva gli sposi. Mio padre si è accorto e si è incazzato come un bufalo. Quando mia nonna mi ha chiesto cos’era, le ho fatto credere che stavo ripassando la Bibbia, perciò ha annuito soddisfatta dicendo che sono una brava nipote.»
“Mio Dio, perdonale perché non sanno quello che fanno!” pensa il dottore sconvolto, mentre si fa il segno della croce. “Pazze e pure miscredenti! Ma chi me l’ha fatto fare?”
Paola si intromette: «Io ho disertato l’università per due settimane perché nessun professore era all’altezza di Gabriel Emerson. Mi sono presa una cotta per lui da Settembre a Dicembre dell’anno scorso, finché non è subentrato Braden Carmichael. La sua cotta è durata di più… quasi sei mesi! »
«Ooohhh Braden !» gridano in coro le altre con gli occhi a forma di cuoricino. Evidentemente tutte hanno letto “Sei bellissima stasera” e per questo il dottor Parri non riesce a capire una mazza di quello che stanno dicendo.
Debora afferma baldanzosa: «Io ho dato un destro in faccia a una mia collega di lavoro perché una mattina, appena entrata in ufficio, mi ha guardata e senza preavviso mi ha fatto uno spoiler tremendo su Lothaire. No dico, uno spoiler… così, come un fulmine a ciel sereno! Ero ancora al decimo capitolo e quella stronza mi ha raccontato il finale. Pugnalatemi, frustatemi, uccidetemi, ma non fatemi spoiler! Un pugno ci stava tutto, soprattutto quando ha detto che alla fine Elizabeth…»
«Noooooo!» urlano le altre correndo a tapparle la bocca.
«Zitta per carità, lo devo ancora iniziare!» grida Maria terrorizzata come se avesse appena assistito ad uno sterminio di massa.
Nel frattempo la faccia del dottor Parri sta cambiando svariate tonalità di colore.
Oscilla dal bianco scioccato al rosso imbarazzato… dal rosso imbarazzato al viola indispettito… e infine dal viola indispettito al nero incazzato.
«Io ho minacciato una casa editrice» dice Teresa con aria soddisfatta attirando subito l’attenzione delle altre e guadagnandosi tutto il loro rispetto «hanno osato interrompere la serie The Breeds di Lora Leigh ed è inconcepibile. Gli ho mandato una prima lettera carina e coccolosa. La seconda è stata sempre carina ma un po’ meno coccolosa. Nella terza ero leggermente arrabbiata. Dalla quarta alla ventisettesima erano tutte lettere minatorie, con insulti che non esistono nemmeno sul dizionario Garzanti della lingua italiana.»
«A Marzo di quest’anno ho avuto una terribile delusione d’amore» dice Sara con infinita timidezza «appena ho saputo che avrei avuto un nuovo vicino di casa, mi sono immaginata Daemon Black, l’alieno di Obsidian… e la mia mente è partita per la tangente. Gli ho preparato persino un dolce con le ricette di Benedetta Parodi e ho suonato al suo campanello sperando di vedere il mio sexy vicino alieno che mi accoglieva con un bacio passionale. Invece il mio sexy vicino alieno era italiano al 100%, pelato , grasso e vecchio. Ci ho messo 3 settimane per riprendermi dallo shock.»
«Oh, povera piccola!» gridano in coro le altre, facendo comunella come vecchie comari.
«Io sono rimasta sotto shock appena ho conosciuto Travis Maddox, perché ho scoperto che un adolescente ha più palle di mio marito» afferma Vittoria affranta.
«Io mi sono fatta tatuare Vlad in lingua Rumena sulla chiappa sinistra!» grida Alessia tirandosi giù i jeans e scoprendo il fondoschiena sotto lo sguardo devastato dello psicologo.
«Nooo! Fichissimo, lo voglio anch’ io!» esulta Elisabetta.
«Basta così!» grida il dottor Parri saltando in piedi a braccia tese e pugni chiusi. La faccia è talmente rossa che sembra che stia per esplodere. «Non ne posso più di voi! Ho gestito sedute di psicoterapia con tossicodipendenti, con alcolizzati cronici in astinenza, con ninfomani ossessivi… e vi assicuro che tutti, e sottolineo tutti, si sono comportati meglio di voi. Anzi, avevano l’aspetto di agnellini da macello in confronto a voi. Sembrate una mandria di bufali inferociti! Non solo non avete tratto nessun beneficio dalla seduta di gruppo, ma addirittura vi siete ribellate e coalizzate tra di voi come una setta satanica . Mi fate paura, dico sul serio. Sapete cosa faccio? Vi restituisco tutti i soldi della seduta di terapia. Anzi, smetto di fare lo psicologo e apro un bar alle isole Tremiti. Rischio di diventare pazzo a forza di curare gente come voi! »
Detto questo, scosta la sedia con forza e si allontana dal circolo a passo svelto. Arrivato alla porta si gira verso il gruppetto di ragazze che lo guadano allibite e dice: «I malati psichiatrici non si rendono conto del loro problema. Pensano di essere sani. Voi invece no, siete matte e sapete benissimo di esserlo. Pazzesco! Freud si rivolterebbe nella tomba e prenderebbe a testate il marmo della lapide.» E chiude la porta con forza, lasciandosi alle spalle nove fanciulle esterrefatte e stranamente silenziose.
«Mi sa che lo abbiamo fatto arrabbiare un pochino» Debora parla a bassa voce. «Dite che abbiamo esagerato? »
«Macché! Quello è solo stressato e nevrotico. In compenso però qualcosa di buono l’ha fatto!» afferma Teresa decisa.
«Ah sì? E cosa esattamente?» chiede Sara .
«Ci ha fatto conoscere tutte quante!» ribatte l’altra tutta contenta, saltellando e battendo le mani come un bimbo dell’asilo.
Nell’ora successiva le ragazze battezzano l’inizio di una nuova e bellissima amicizia scambiandosi numeri di telefono, contatti di facebook, account di twitter , nomi di forum e siti internet e ridendo e scherzando come se fossero persone normali.
Perché in verità loro NON SONO PERSONE NORMALI.
Sono solo persone SPECIALI, che hanno in comune una bellissima e travolgente passione: quella di sognare ad occhi aperti, ogni volta che capita loro l’occasione.

Autore del RFS’bloopers :

Racconto non in anteprima e apparso anche in altri blog e forum

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  Si apre la porta della sala di terapia e, con andatura lenta ma decisa, entra il dottor Parri, un uomo sulla cinquantina, piuttosto basso e tarchiato, con una calvizie così ampia da fare invidia ad un uovo di gallina, un paio di occhiali sottili dalla montatura trasparente e una barba nera e folta. Si guarda attorno soddisfatto e nota con piacere che il suo gruppo di pazienti è già al completo: sono nove, tutte donne e di età molto variabile, all’incirca dai diciotto ai cinquant’anni, educatamente sedute sulle loro sedie e disposte in cerchio in modo ordinato. Solo una…

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baby.ladykira

Oltre ad essere l' Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^
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