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RFS Rewind, un tuffo nel passato: Buffy the Vampire Slayer

The vampire slayer

Duuuuu dududu dudu dududuuuuuu

Headbang!!!!

Sunnydale, prospera quanto fittizia cittadina Californiana, sede di ogni onesto clichè televisivo, a partire dalla Cheerleader odiosa fino alla nerd che potrebbe hackerare il peacemaker di vostro nonno, ma soprattutto Bocca dell’Inferno.

Serve un riassunto?

Siamo negli anni ’90, e Buffy Summers è la Chosen One, la Prescelta, colei che sola pot… Ah, no. Mi sono confusa con le citazioni.

Per ogni generazione c’è una prescelta che si erge contro i vampiri, i demoni, e le forze del male. Lei è la cacciatrice.

E qui milioni di persone credevano di guardare una serie su una ragazzina mitica che ammazzava mostri. Ma è davvero così?

Era solo un telefilm pacchiano a tema sovrannaturale, o un’acuta trasposizione di ciò che significa realmente crescere?

Lo capisco, parto in vantaggio perchè eravamo praticamente coetanee: lei al liceo, io al liceo, lei all’università, io fuori di casa.

Ma di cosa parla, Buffy? Di crescita, in primis, di amicizia, sacrificio, dolore, amore, tradimento, religione, del bene che si oppone strenuamente al male, e al male che a volte non è visto in modo assoluto.

I demoni sono tutti cattivi? Chiedetelo a Clem, che è stato invitato al compleanno di Buffy!

Gli umani sono universalmente buoni? Andrew ha ucciso Tara, vedete voi…

Ah sì, ci sono i vampiri! Creature senz’anima, votate al male. Non tutte, però, perchè in una sorta di spettacolare eccezione ossigenata troviamo Spike: prima grande antagonista, poi riluttante collaboratore e infine fondamentale confidente. Per non parlare di quando salva il mondo!

Posso certamente affermare che sì, è un telefilm coi mostri, i vampiri e gli adolescenti, ma in realtà ti sta raccontando la vita e l’evoluzione di un gruppo di persone, e tu che la stai guardando la vivi con loro.

Il nuovo fidanzato di mamma? È un fottuto robot!
O la compagna di stanza esasperante? Un demone, ovviamente, e lo sapevo!

La sesta stagione, quella più oscura e a mio parere realistica, ha portato alla luce la vera qualità degli attori e soprattutto la profondità delle intenzioni di Joss Whedon. La cacciatrice era in Paradiso, finalmente libera dalle lotte e dalle tribolazioni del mondo terreno, e da lì l’hanno strappata credendo che fosse all’inferno: ma perchè proprio l’inferno?

Era l’egoismo di chi le voleva bene a volerla lì, perchè altrimenti non si sarebbe potuta giustificare una simile azione, la forzatura di resuscitarla.
L’apice di questo stupefacente spunto narrativo si ha con Once more with feeling, l’impagabile, immenso, imperdibile episodio musical. I testi non sono rime buttate là, non è una puntata filler per far ridere, no, è il punto di rottura: tutti sono onesti con se stessi, e per necessità con gli altri. Buffy è perduta, non sente nulla, va avanti per inerzia e inconsciamente incolpa gli amici di averla riportata in vita.

Tara è sotto l’incantesimo di Willow, ma nel vero senso della parola, perchè la rossa ha sviluppato una dipendenza e usa la magia per non farsi scoprire.
Xander e Anya si amano, ma sono terrorizzati dal matrimonio.
Spike è consapevole del fatto che amare Buffy è una spirale distruttiva che lo ossessiona.

Gyles capisce che la sua cacciatrice è cresciuta, non può più farle da padre e combattere i demoni (emotivi) per lei.

Willow e Dawn non sanno cantare.

Da questa baraonda sono uscite canzoni stupende, e anche se non vi piace il genere apprezzerete la profondità dei testi e le voci meravigliose di Antony Head, Amber Benson e James Marsters. Anche Sarah Michelle Gellar se la cava bene, ma sono loro tre i veri cantanti.

Parlando di episodi, la serie ha avuto il disonore di presentarci certe schifezze che veramente sembra siano state scritte tirando i dadi nel water: Beer Bad, Him, I Robot You Jane o Doublemeat Palace. Incommentabili, ma fortunatamente pochi, nell’economia di 7 stagioni.

E se volessimo elencare la roba buona?

Vi ho già parlato di Once More With Feeling, che di suo spicca già tantissimo, ma ci sono un paio di episodi che vorrei accennarvi.

Hush. Si può fare un episodio quasi completamente silenzioso? Loro ci sono riusciti, ed è semplicemente strepitoso: è proprio l’assenza di voci che infonde alla trama quel plus di pathos che lo rende uno dei migliori mai girati.

The body. Non ci sono mostri, non c’è musica e non ci sono battute salaci: Joyce, la madre di Buffy, è morta, e questo dà vita ad un breve film di altissima qualità in cui gli attori danno letteralmente l’anima. La performance di Sarah Michelle Gellar è sconvolgente.

The Gift. Può un finale di stagione concludersi con un primo piano della lapide della protagonista?

La verità?

Io sono Buffy. Tutte le ragazze cresciute guardando questa serie sono Buffy.

Nel momento in cui Willow ha risvegliato tutte le cacciatrici, le scene in cui le vediamo alzare lo sguardo e prendere coscienza della loro forza, sconfiggere le loro paure, noi ci siamo risvegliate con loro.

E spacchiamo qualche culo anche adesso.

Lucilla

Lucilla
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