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Rewind: Un tuffo nel passato! Frankenstein junior

Progetto grafico a cura di Francesca Poggi

Bentornate Fenici!

Oggi vi parlerò di un film che è sempre un piacere rivedere, Frankenstein junior (Young Frankenstein) diretto da Mel Brooks. Campione di incassi nel 1975, è una parodia del romanzo di Shelley e del film del 1931 di Whale. Soggetto e sceneggiatura di Gene Wilder e Brooks, girato in bianco e nero.

New York anni 30. Il giovane medico e professore Frederick Frankenstein è il nipote del più famoso Victor von Frankenstein.

Odiando la sua ascendenza, il professore ha modificato il cognome in Frankenstin e rigetta le sue teorie assurde. Alla fine di una delle sue lezioni, riceve la visita del notaio Rosenthal che gli dice di aver ereditato il castello in Transilvania del nonno.

Frederick va in Romania nonostante i suoi scetticismi. Incontra il gobbo Igor (uno spassosissimo Marty Feldman) che dice di chiamarsi “Aigor”, la procace assistente Inga e Frau Blucher che ogni volta che viene nominata, i cavalli nitriscono per lo spavento. Quest’ultima, fa trovare a Frederick i diari del barone e i gli appunti sui suoi esperimenti e il giovane si ricrede, può dare vita a una creatura.

“It – could – work!!”

“Si – può – fare!!”

Preleva dal cimitero con Igor un cadavere su cui lavorare, ordina sempre al gobbo di prendere uno dei cervelli da un laboratorio ma lui ne prendere un altro.

L’operazione viene seguita ma la creatura in un primo momento non di sveglia. Quando poi lo fa, Igor confessa di aver dato al dottore un cervello “Abnorme” e Frederick tenta di strangolarlo.

Il mostro fugge. Incontra prima una bambina, poi un eremita cieco. Frederick riesce a  trovarlo e per convincere gli scienziati che non è pericoloso, si esibiscono in uno spettacolo e un numero di tip tap.

Fuggito dal carcere dove era stata ingabbiata, la creatura rapisce la fidanzata di Frederick, Elizabeth, e la possiede. La donna non è affatto dispiaciuta e si innamora della creatura dotata di una grande resistenza sessuale e di un enorme pene. “Schwanastucker”, così viene chiamato, una parola che deriva dallo Yiddish.

Il professore, nel disperato tentativo di riavere la sua creatura, suona il violino che ammalia il mostro. La folla vuole bruciare tutto e il dottore scambia la sua intelligenza con quella della creatura.

Il film ha un lieto fine, Elizabeth è sposata con il mostro erudito mentre Inga lo è con Frederick, che ha guadagnato la resistenza fisica e il “pene”.

Cast

Dottor Frederick von Frankenstein: Gene Wilder

La Creatura: Peter Boyle

Igor: Marty Feldman

Frau Blucher: Cloris Leachman

Inga: Teri Garr

Ispettore Hans Kemp: Kenneth Mars

Notaio Rosenthal: Richard Haydn

Signor Hilltop: Liam Dunn

Eremita cieco: Gene Hackman

Elizabeth: Madeline Kahn

 Una delle battute più iconiche del film:  quando Frederick e Igor vanno a dissotterrare una salma, il professore esclama “Che lavoro schifoso!” “Potrebbe essere peggio” replica Igor “E come?” “Potrebbe piovere” e inizia un temporale.

“Lupo ululà. Castello ululì” Igor

Considerazioni

Divertente. Spassosissimo. Riderete fino alle lacrime.

ADORO!

Uno di quei film che non vi annoierà mai e che rivedrete sempre, più che volentieri.

Wilder è unico nel suo genere, Feldman è quel quid in più. Igor è uno di quei personaggi iconici e vi affezionerete alla creatura che proprio come quella del libro della Shelley, viene bistratta e cacciata perché diversa.

Cosa posso dirvi di più? Vedetelo.

Alla prossima

Un saluto dalla vostra Mal

Serena Oro

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