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Review Party: “Aspettando te” di Claudia Connor (serie McKinney/Walker #1)

Care Fenici, oggi Mumù in Anteprima ci parla di “Aspettando te” di Claudia Connor

Nick Walker ha trovato Mia, la donna della sua vita, quando aveva solo diciannove anni. L’ha trovata. L’ha amata L’ha persa. Sono passati dieci anni da quando l’ha lasciata uscire dalla sua vita, ma l’agente dell’FBI è determinato a fare di tutto per averla indietro. Cosa tutt’altro che semplice, visto che è stato lui a spezzarle il cuore e ad allontanarla da sé, ferendola in modo irreparabile. Ora il destino ha dato loro una nuova opportunità, ma per avere un futuro insieme, i due dovranno prima affrontare il passato con le sue verità nascoste.

Tenero. Se avessi a disposizione un’unica parola per descrive questo libro è, senza alcuna ombra di dubbio questa quella che userei. Il modo in cui Nick improvvisamente si trova ad essere il capofamiglia e a doversi occupare della piccola Hanna fa sciogliere anche i cuori più duri. Caratteristica principale di Nick è il forte bisogno di tenere i suoi cari sotto controllo e di proteggerli, anche a costo di sacrificare se stesso e la propria felicità.

L’arco temporale del romanzo abbraccia venticinque anni. Si svolge nel presente, ma con frequenti flash back che narrano l’incontro, ventiquattro anni prima, la rottura con Mia, quindici anni dopo, per arrivare ad oggi quando i due si rincontrano. Nonostante ciò, la lettura risulta comunque molto armoniosa, scorrevole e compatta.

Se proprio devo sottolineare un difetto, ho trovato i dialoghi un po’ troppo ripetitivi: un infinito susseguirsi di ‘tu sei mia’, ‘io ti amo’, ‘io e te per sempre’; avrei preferito qualche frase più originale e articolata. A tratti risulta essere un po’ troppo melenso, ma non può certo dirsi che non sia una lettura piacevole. Sicuramente farà battere il cuore agli animi più romantici.

I due protagonisti sono Nick e Mia, anche se la figura di Nick sovrasta nettamente quella di Mia, al punto tale da sembrare, egli stesso, l’unico protagonista della storia.

Tutto sembra girare intorno a lui. La sorellina, che accudisce amorevolmente come un bravo padre, anche se, forse, risulta essere un tantino apprensivo e oppressivo; i fratelli, poco più che adolescenti all’epoca della dipartita dei genitori, che considera degli immaturi, e con i quali non è riuscito ad istaurare un legame profondo; e la stessa Mia, che dà l’impressione di essere come un satellite che gira intorno al proprio pianeta.

È palese la sua dipendenza da Nick, al punto che solo lo stare con lui la fa sentire in pace, l’abbiamo conosciuta da ragazza mentre stava vivendo il suo primo amore e l’abbiamo vista trasformarsi in una donna che era un tutt’uno col suo uomo.

Quando i due si lasciano lei si sente persa, al punto da abbandonare la carriera da chirurgo, quella stessa carriera che aveva costruito faticosamente negli anni, per diventare una terapista specializzata in elaborazione del lutto.

Se potessi riassumere l’intero libro credo proprio che questa riflessione di Mia sia la più appropriata:

Non si poteva fare altro che andare avanti e aiutare Hannah a fare altrettanto. Ma lui era ancora prigioniero del passato, ancora in cerca di qualcuno da incolpare e, finché avesse continuato a ragionare in quel modo, per loro non ci sarebbe stato futuro.

È stato interessante seguire la vita dei due protagonisti lungo tutti questi anni, il modo in cui il loro amore si è evoluto ed è maturato pur rimanendo saldo e costante nel tempo. La lettura è molto piacevole e riesce a catturare il lettore, senza mai annoiare.

Finalmente troviamo una figura maschile che non sia solo un supporto per far emergere la protagonista ma bensì egli stesso il perno centrale della storia.

In definitiva, quello che ho amato più di ogni altra cosa di questo romanzo è che Nick e Mia hanno creduto nel loro amore più di qualunque altra cosa; nonostante gli anni, la distanza, gli ostacoli, sono stati l’uno per l’altra l’unica, vera certezza.

 

Kiki

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