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Recensione:”Tutto ciò che conta” di Diana Palmer

 

 

Quando Ivory Keene ottiene un lavoro in una prestigiosa casa di moda a New York, non può prevedere le eccitanti sfide che la sua nuova posizione sarà in grado di offrirle. Prima fra tutte il suo attraente capo, Curry Kells. Proprio ora che i sogni di Ivory sono a portata di mano, è tentata da un uomo sexy e proibito, proprio ora che sta ottenendo la fama e la ricchezza che cercava si chiede se valga la pena di sacrificare ogni cosa per amore.
Esperto e navigato dirigente dell’azienda, Curry non può fare a meno di essere attratto dalla bella e intraprendete Ivory, in lei però non vede solo una giovane donna di talento i cui disegni freschi e innovativi potrebbero renderli milionari. Nel guardarla si sente come trascinato in una malia di desiderio e attrazione a cui non riesce a resistere. Ma presto scopre che Ivory ha molti segreti nel cassetto che rischiano di cambiare tutte le carte in tavola.

 

(Fonte trama Harmony)

 

 

 

Ivory sentì il proprio corpo irrigidirsi, lo guardò nell’unico occhio e immaginò di poterlo scrutare fin dentro l’anima. Ti conosco da tutta la vita. Ti conosco fin dall’inizio del tempo e non riesco a capire come e perché sia possibile, pensò.”

 

Dopo pochi mesi, che a me son parsi secoli, torna nelle edicole la mia amata Diana Palmer, con un inedito che porta il suo inconfondibile stile! Infatti, sono presenti tutti gli elementi che caratterizzano le sue opere: una grande differenza di età tra la coppia; una protagonista innocente e dolce, con un passato traumatico, una storia familiare difficile e un rapporto con l’altro sesso inesistente, a causa di adolescenziali esperienze violente; un protagonista ricco e cinico, con un passato oscuro che gli ha lasciato cicatrici dentro e fuori, oltre a una sfiducia reiterata nei confronti del gentil sesso. Tuttavia, ho notato, soprattutto nella prima metà del romanzo, una ventata di novità, una deviazione rispetto al classico schema dell’autrice: infatti Ivory mi è parsa più determinata e in un certo senso sfacciata delle solite protagoniste. La sua infanzia è stata segnata da povertà, umiliazioni e dall’ingombrante presenza di una madre alcolizzata, egoista e prevaricatrice; per fuggire e riscattarsi Ivory ha potuto contare solo sulla sua intelligenza e determinazione, che l’hanno portata a conquistare prima una borsa di studio, poi il lavoro dei suoi sogni nel campo della moda. Nonostante i tanti ostacoli e le avversità, ha mantenuto un cuore generoso e gentile, e sarà proprio un gesto di gentilezza a farle incontrare per la prima volta un solitario Curry sui gradini di una chiesa. Anche Curry è un protagonista più “soft” rispetto ai soliti uomini della Palmer, più gentile e rispettoso nei confronti di Ivory, dei suoi sogni e delle sue ambizioni, e in generale meno prepotente e prevaricatore. Nonostante la differenza di età, ceto e posizione lavorativa, l’intesa tra i due è immediata, e il rapporto si evolve velocemente con tanto di scene passionali e commoventi dichiarazioni d’amore… e tutto ciò solo nella prima metà! Questo mi ha fatto piacere (a nessuno piace il brodo allungato) ma mi ha anche preoccupato, perché c’era ancora metà libro: con cosa l’avrebbe riempito l’autrice? Beh, presto detto, perché Ivory per coronare i suoi sogni d’amore e lavorativi ha cercato di seppellire il passato sotto una montagna di bugie… ma il passato ben presto torna a chiedere il conto, mettendo a dura prova il neonato rapporto tra Curry e Ivory! Nella seconda parte i protagonisti infatti rientrano nello schema caro all’autrice, dove il nostro lui di turno si lascia prendere dal cinismo e diventa freddo e spietato, mentre la nostra lei si scioglie in lacrime, invece di dargli un bel calcio più che meritato! Piccola nota di merito all’autrice per aver introdotto il difficile tema dell’AIDS e i pregiudizi che ancora girano su questa malattia, peccato abbia appena sfiorato quello della disabilità: sono dell’idea che se non puoi sprecarci almeno due parole, sia meglio non nominarlo proprio, soprattutto con un’accezione così negativa. Avrei inoltre voluto vedere la cattiva di turno ricevere la giusta fine, ma non si può avere tutto. Riusciranno i nostri protagonisti, tra momenti di sfiducia, lutti, ricatti e importanti lezioni sul perdono, ad arrivare al loro lieto fine? Non vi resta che leggere questa dolce e romantica storia!

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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