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Recensione:”Nel nome della pietra” di Cristina S.Fantini

 

 

Il Duomo di Milano come nessuno lo ha mai raccontato.

Milano, 1385. Forza, conquista, potere. Sono queste le parole che guidano i pensieri di Gian Galeazzo Visconti, da poco divenuto signore della città dopo aver deposto e fatto arrestare lo zio Bernabò. Quando l’arcivescovo di Milano gli prospetta l’idea di una grande cattedrale che sostituisca la chiesa di Santa Maria Maggiore, il conte di Virtù, da sempre devoto alla Vergine, approva il progetto anche se la decisione non ha nulla di religioso. Diventerà potente, espanderà i confini del ducato e la cattedrale dovrà essere il simbolo della sua grandezza. Per costruirla, si circonda dei migliori architetti e scultori, i maestri campionesi, tra i pochi in grado di portare a termine un progetto tanto ambizioso. Nelle schiere di ingegneri e artigiani, operai e artisti, vi sono Alberto e Pietro, gemelli separati alla nascita. Falegname l’uno, scultore l’altro, uniti da un solo ineludibile destino, quello di contribuire a una delle più grandi imprese che la nostra storia ricordi: la costruzione del Duomo di Milano.
Tra segreti di corte, passioni e giochi di potere, un romanzo che celebra la grandezza di uno dei simboli della nostra civiltà attraverso le vite dei potenti che lo vollero fortemente e di coloro che, con l’ingegno e la fatica, lo fecero sorgere dal nulla. Queste pagine celebrano la loro memoria.

 

 

 

Il Duomo, simbolo per eccellenza di Milano, è la prima cosa che cerchi quando ti alzi al mattino e l’ultima su cui lo sguardo si posa la sera. Si dice che il Duomo di Milano venga solo dopo San Pietro in Vaticano. Non riesco a capire come possa essere secondo a qualsiasi altra opera eseguita dalla mano dell’uomo.

(Mark Twain)

 

 

Carissime, Fenici

é con grande emozione che vi racconterò le mie impressioni su “Nel nome della pietra”, l’ultima opera di Adele Vieri Castellano, pubblicata con il suo vero nome Cristina S. Fantini. Come nella migliore tradizione di quest’autrice, trattasi di un romanzo storico con tante implicazioni umane che lo rendono un’opera ricca di dramma, vita vera e forti sentimenti.

La storia ci racconta la genesi del progetto e la nascita del cantiere che portò alla costruzione del Duomo di Milano. Una colossale opera architettonica e artistica che fu iniziata nel 1386 con la gettata delle fondamenta e continuata nei secoli inglobando stili diversi che vanno dal gotico al barocco.

Nel suo romanzo l’autrice inserisce personaggi realmente esistiti ad altri immaginari le cui vicende ruotano attorno all’orbita di questa grande cattedrale. Incontriamo gente del popolo, artigiani provetti, nobili signori che fecero grande la storia di Milano e d’Italia ma soprattutto donne; sofferenti e coraggiose, talvolta vittime ma mai vinte nell’animo.

La vicenda si incentra su Alberto e Pietro, abbandonati in orfanatrofio da zio Anselmo (un monaco con un passato da crociato) in quanto figli della colpa e dopo poco tempo separati perché affidati a due onesti artigiani. I due ragazzi diventano dei bravi apprendisti, l’uno falegname e l’altro intagliatore, non ricordano nulla del passato, ma il destino farà incrociare nuovamente le loro vite attraverso l’amore e l’affetto di due donne.

Incombe su tutto la figura del Duca Gian Galeazzo Visconti, Duca di Virtù, uomo dalla sfrenata ambizione e dall’immenso potere politico che con tutte le caratteristiche proprie del Principe Rinascimentale, cavalca il progetto della costruzione del Duomo come una sfida personale e un’affermazione del proprio potere. L’impossibile rinuncia di un mortale alla gloria terrena.

Non voglio anticipare nulla della storia e della trama che l’autrice costruisce con estrema abilità, frutto di passione e perizia narrativa, riuscendo a far trasparire tra le righe un sentimento profondo di ammirazione per l’ingegno dell’uomo e le sue opere, celebrandone le azioni e la vita seppur con la licenza che un romanzo di invenzione necessita.

Nel nome della pietra è veramente un’opera potente e importante a cui auguro un successo internazionale!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela

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