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Recensione:”Moriarty e il mistero del dodo” di Sofia Rhei

 

 

Può darsi che il nome James Moriarty vi sia familiare. Ebbene sì, è proprio lui, l’arcinemico giurato dell’investigatore più famoso del mondo, Sherlock Holmes. Ma com’era da piccolo James? Un bambino sveglio e intelligentissimo, forse non esattamente affettuoso né tantomeno socievole, ma dopotutto, come dargli torto? Non dev’essere stato facile crescere con una sorella indisponente e perfettina come Arabella. James e Arabella sono in eterna competizione. Arabella fa sfoggio di femminilità, gentilezza leziosa e un’irritante ruffianeria, mentre James, con l’aiuto del suo migliore amico John Watson – eh sì, proprio lui, elementare! – cerca di primeggiare con astuzia e malizia, anche a costo di finire sempre nei guai. L’arrivo dello zio Theodosius sarà il detonatore dell’ennesima sfida. Di ritorno da uno dei suoi viaggi porta con sé un uccello dodo, l’ultimo esemplare di una specie che si pensava estinta. Ma qualcosa va storto e durante la cena di benvenuto il pennuto scompare… Un giallo umoristico con un’ambientazione vittoriana che riporta ai classici del mystery inglese.

 

 

Se noi adulti abbiamo amato Sherlock Holmes non possiamo non conoscerne il nemico giurato James Moriarty e il grandissimo amico e aiutante John Watson!

Questi sono i motivi per cui ho deciso di leggere questo breve ma intenso romanzo, nonostante fosse destinato ad un pubblico più giovane (circa 11 anni).

Tutto inizia con l’’arrivo dello zio Theodosius che sarà il detonatore per l’ennesima sfida.

Egli è un uomo molto particolare, che porta doni alquanto singolari dai suoi viaggi. E’ il caso della viscida lumacona alla quale ha assegnato il nome della sorella Arabella e di un uccello dodo, l’ultimo esemplare di una specie che si pensava estinta.

Con il dodo, l’intento dello zio è quello di dimostrare anche a Darwin cos’è successo durante l’evoluzione delle specie…ma qualcosa va storto perché nel corso della cena di benvenuto il pennuto scompare! Da qui inizieranno mille peripezie e sarà guerra tra Arabella e il signorino James per catturare il colpevole.

Ho amato la figura di frau Weiss, la bambinaia istitutrice, che con quella fortissima parlata tedesca faceva tremare i muri al suo arrivo.

Questo giallo per bambini ambientato in un’epoca vittoriana ha sicuramente strappato molti sorrisi anche a me che sono un’adulta. Consigliato! 🙂

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela
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