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Recensione:”Il grimorio di Venezia “di Michelle Lovric

 

 

 

Nell’estate del 1899 qualcosa di strano sta accadendo a Venezia: il mare si è fatto caldo come il sangue, squali si aggirano per la laguna e i pozzi vomitano colonne d’acqua bollente. Tra gli scienziati chiamati a investigare sui fenomeni c’è la famiglia di Teodora Stampara, undicenne curiosa, intelligente e dotata di un talento insolito: la capacità di ‘vedere le parole’ dei suoi interlocutori. Ma quella che per lei si prospettava come una vacanza prende tutt’altra piega quando un libro misterioso, La Chiave della Città Segreta, la ‘sceglie’ cadendole in testa e senza chiederle il permesso la precipita nel lato nascosto e occulto della città, popolato di sirene che parlano come scaricatori di porto, gatti alati, spettri deformi e apparizioni ancor più spaventose. Divenuta invisibile a tutti tranne che ai bambini e alle creature soprannaturali, Teodora, che vorrebbe disperatamente tornare alla sua vita e alla sua famiglia, instaura un complicato rapporto con Renzo, ragazzino veneziano altezzoso e coltissimo, e insieme a lui si ritrova coinvolta in una battaglia secolare per la sopravvivenza della città, che sta per giungere al culmine ora che il più spaventoso tra i nemici di Venezia è risorto dalla sua tomba sotto la laguna e si prepara a sferrare un ultimo, terrificante assalto.

 

 

Buon giorno Fenici! Oggi vi accompagno tra le calle della città di Venezia, presentandovi Sergio, uno dei piccoli gondolieri, che giorno dopo giorno, traghettano veneziani e turisti vari nella città lagunare. Vi mostrerò le sue bellezze, i suoi misteriosi luoghi di culto e di studio, illustrandovi i fatti storici più suggestivi del luogo, arrivando a presentarvi la piccola Tea, che porterà sulle sue spalle, l’eredità di una dinastia di predestinati.

Venezia, 1 giugno del 1899. Tea, la protagonista, viene colpita violentemente da un grosso tomo caduto dallo scaffale di una libreria. Quello sarà solo l’inizio della sua avventura e la porterà a esplorare il suo passato, costringendola ad affrontare un destino, che diversi anni prima, l’aveva salvata da una morte certa. Arrivata nella città lagunare, con i suoi genitori adottivi, due brillanti scienziati, la ragazza farà amicizia con un certo Renzo, con cui stringerà un sodalizio, che mirava alla risoluzione della tragica situazione in cui verteva Venezia. Così “La bambina mai annegata”, si troverà proiettata in una dimensione quasi onirica tra le pieghe del tempo, che la porterà ad affrontare un antico avversario, un certo Tiepolo, nemico giurato della città dei Dogi. Lui ha come scopo quello di tornare dal regno dei morti, per realizzare la sua vendetta sulla città, che molto tempo prima, l’aveva rifiutato e denigrato. La famiglia originaria di Tea, aveva da sempre protetto Venezia e i suoi innumerevoli segreti; la protagonista infatti, nel corso dell’avventura, si troverà ad avere come alleati sirene e fantasmi, scontrandosi contro nani, spiriti maligni e presenze nefaste. Il suo percorso, l’accompagnerà a conoscere quel luogo e le sue innumerevoli leggende, ritrovando delle radici credute ormai perse. Tea scoprirà di possedere delle capacità particolari e saranno proprio queste, che l’aiuteranno a barcamenarsi nelle difficoltà che incontrerà, portandola a scoprire il suo coinvolgimento con la famiglia Bragadin.

Un romanzo pieno di sorprese, piacevole e di facile lettura. Nonostante l’evidente struttura fantasy, non manca però una solida base storica, nella quale si muovono abilmente i fatti. Così ci ritroviamo a vivere i drammi della Venezia del 1300, senza farci mancare incontri con sirene e lugubri spettri. La peste, con la sua ombra nera, seguirà gli eventi come un fosco sipario, pronta a reclamare i coraggiosi bambini, che in modo o in un altro, osavano opporsi al temibile Tiepolo, il quale oltrepassando con la sua magia oscura, anche gli orrori della morte, arriverà fino alla fine del 1800, risvegliandosi dal suo torpore per minacciare ancora i veneziani e la loro città. Teodora, una bambina del 1899 con un passato misterioso, raccoglierà un pesante fardello, aiutata dal coraggioso Renzo, un “vero signore veneziano” della sua età. I due ragazzi saranno al centro di tutto, dalle personalità ben strutturate, non mancheranno di stupirci e intenerirci. Il ragazzo, legato profondamente alla sua cultura, inizialmente non mancherà di mettere a disagio la sua nuova amica, di cittadinanza napoletana. Solo dopo, venendo a conoscenza della verità sulle sue origini, capirà di essere stato uno sciocco, riconoscendo la sua signorilità. Un romanzo che parla di amicizia, complicità e solidarietà, del calore della famiglia e del valore della patria, riconoscendo nei fanciulli, i custodi primari del proprio paese natio.

Devo dire che sono rimasta piacevolmente impressionata, dalla parte descrittiva del libro, legata alla trattazione dei luoghi e delle storie legate a essi. La sensazione era proprio quella di trovarsi nelle calle della città lagunare. Mi sarebbe piaciuto approfondire di più invece, il collegamento fatto nelle storie con le sirene e la loro posizione all’interno della città.

Tea è senza ombra di dubbio, la classica eroina da romanzo fantasy, pronta a sacrificare tutto per la sua causa, discreta e concreta, non esce dai soliti canoni ai quali siamo abituati, ma chi mi ha davvero affascinato è il personaggio di Renzo. Elegante e colto, raffinato e capace, sagace e mai stanco, lo spessore che dimostra ben si sposa comunque con la classicità di Tea. Sicuramente questo non è uno dei soliti romanzi fantasy, trova sicuramente un suo contesto storico che lo lega alla nostra Venezia, città dove ovviamente si svolgono i fatti. Il libro è come se ci riproponesse una buona parte della storia del suddetto luogo, quasi a voler impartire una qualche lezione al fanciullo che si accinge a sfogliarne le pagine, quasi una lezione di storia e di morale, all’interno di un fantasy. Ho trovato il romanzo piacevole, ma non rilassante; nella sua complessità di dialogo, ti teneva sempre sulla corda, per non perdere nessuna connessione storica o epica. Definirei quindi il libro, quasi come “fantasy, ma non troppo”, per i riferimenti dai quali parte. Quindi una storia dalle molteplici sfaccettature, che nasconde più di quel che sembra.

A parte questo, rimango comunque dell’idea che si tratti di un libro ben scritto, trovando qualche punto un po’ lento, giusto nella trattazione della battaglia finale.

Consigliato per ragazzi dai dieci anni in su, dato il ritmo un po’ lento di narrazione.

Cosa aspettate fenicette, pronte a perdervi “tra le fodere” della città di Venezia?!

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela
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