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Recensione:“I lupi di Central Park” di Adele Ross

Care Fenici,Elena 81 vi racconterà I lupi di Central Park di Adele Ross

 

 

Ruby non ha nessuno al mondo, se non la sua amatissima nonna Eleanor. Vivono insieme in un appartamento sito sopra la loro pasticceria, Sweetie Dreams, vicino a Central Park. La ragazza aiuta la nonna nella gestione dell’attività tra una lezione e l’altra all’università.

Poiché stanno attraversando un periodo un po’ critico, Eleanor decide di farsi aiutare da Gideon Wolf, noto imprenditore dolciario, detto anche il lupo di Central Park, però in seguito alla sua improvvisa morte, saranno i suoi figli gemelli,Rudolph e Baldwin, a collaborare con le due donne.

Ruby non riesce a resistere al fascino dei fratelli Wolf e ognuno a modo suo, faranno breccia nel suo cuore; addirittura si troverà al centro di bugie e segreti da parte loro, spinti entrambi a volerla reclamare. Ma più lei tenta l’impossibile per non lasciarsi andare, più si sente attratta come una calamita, fino ad innamorarsi di uno di loro.

Come se non bastasse, la notte di Halloween la nonna sparisce nel nulla. L’unica prova che ne conferma il rapimento è uno strano biglietto. Chi avrà rapito nonna Eleanor? Ma soprattutto, perché?

Ci troviamo di fronte ad una rivisitazione in chiave moderna della famosa favola per bambini Cappuccetto Rosso. Con rammarico devo ammettere che non mi ha colpita particolarmente questa lettura: ha un inizio, a mio avviso, piuttosto lento e con un po’ troppa ripetizione della parola “lupi”.

Una storia che, seppur proveniente dalla bella idea di tramutare le classiche fiabe in una versione per adulti (mi è capitato di leggerne altre), ha risentito di qualche mancanza che la rendesse avvincente e spiritosa.

Una cosa che proprio non mi è piaciuta è questa: Ruby è arrivata a 19 anni vergine, perché vuol mantenere fede ad una promessa che si era fatta tempo addietro, ovvero di fare l’amore solo con l’uomo che la farà innamorare e invece… Non appena uno dei due ragazzi le si avvicina un attimo di più perde ogni tipo di inibizione e “si lascia andare” senza freni; sempre nel limite del decente, per carità, però mi è sembrato una mancanza di rispetto nel descrivere la giovane.

Mi dispiace molto, ma dopo aver visto la cover e la sinossi, non vedevo l’ora di leggerlo restandone poi delusa, ma ovviamente le letture sono sempre molto soggettive e sicuramente troverà qualche lettrice che saprà apprezzarlo.

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela
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