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Recensione:”Come innamorarsi del capo”di Whitney G.

 

 

Il motivo che ti ha convinta ad andartene è lo stesso che ti spinge a restare

La mia lettera di dimissioni era pronta. Avevo finalmente deciso, dopo due anni infernali, di prendermi una rivincita sul mio capo, un individuo arrogante e insopportabile. Certo, anche sexy in modo ridicolo, ma non è questo il punto. Quello che non potevo aspettarmi è che avrei visto le dimissioni rifiutate per uno stupido cavillo legale del contratto, che mi obbligava a sopportare ancora le angherie dell’uomo più odioso sulla faccia della terra. E così adesso sono costretta a rimanere qui un altro po’, mentre rifletto piuttosto seriamente sull’eventualità di commettere un omicidio. Ci mancava solo una chiamata, nel bel mezzo della notte, a stravolgere nuovamente tutte le mie certezze…

 

 

Ho avuto modo di conoscere l’autrice con la trilogia “Splendido dubbio” che, lo ammetto, non mi era piaciuta affatto, principalmente per via dei protagonisti (lei troppo debole e infantile, lui troppo crudele) e dell’overdose di sesso che infarciva i brevissimi volumi; tuttavia ho voluto darle un’altra occasione e non me ne sono pentita! “Come innamorarsi del capo” rientra nella categoria “office romance”, tanto caro all’autrice, e ci regala una storia piccante (forse anche troppo!) ma a tratti commovente e con una buona dose di divertimento! L’autrice ha infuso una parte autobiografica nel personaggio di Tara e questo sicuramente ha contribuito a creare fin da subito una relazione di empatia con il personaggio. Nel narrare la sua storia, l’autrice, ci racconta dei numerosi patimenti da lei subiti, nell’affrontare una vita difficile, sull’orlo della miseria. Ed è da quelle condizioni così precarie che Preston la salva.

Purtroppo quell’incontro da fiaba si è ben presto trasformato in un incubo. Infatti,dopo due anni, la necessità della libertà e di una vita vera, non solo lavorativa, porterà la nostra super segretaria a scontrarsi frontalmente con un avversario di tutto rispetto! Preston è un uomo che si è fatto da sé: crudele, arrogante e spietato,( questi sono gli epiteti più gentili con cui è stato definito). Ma questo uomo d’affari senza anima ci mostra nel suo intimo come il successo l’abbia lasciato svuotato ed emotivamente arido.  Il tentativo di fuga dell’unico essere umano con cui sente di avere una relazione, per quanto a prima vista strettamente lavorativa (sogni hard a parte!) dà il via auno scontro di volontà, in cui i due POV si alternano come inuna partita di tennis e il lettore si trova a chiedersi quale sarà il prossimo colpo mancino, che i due si tireranno nel tentativo di averla vinta (e alcune trovate sono davvero geniali ed esilaranti)! Non manca un deciso colpo di scena che stravolgerà il mondo di Preston, costringendolo a diventare “umano” molto velocemente e che porterà il suo rapporto con Tara a un livello ben più alto di quello sessuale… l’idea alla base mi è piaciuta ma credo che questo cambiamento sia stato gestito in maniera troppo superficiale; l’adattamento a una nuova situazione emotivamente pesante risulta troppo veloce e poco realistico e anche il nuovo personaggio viene gestito maluccio… non entro nel dettaglio per non fare spoiler, tuttavia questo è senza dubbio l’aspetto che mi ha convinto di meno della storia, che comunque rimane molto gradevole e leggera!

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela

Emanuela
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