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Recensione: “Volare fino alle stelle” di Susan Elizabeth Phillips

Care Fenici, Dharma ci parla di un libro E-P-I-C-O: “Volare fino alle stelle” di Susan Elizabeth Phillips

Theodosia Devearoux detta Daisy è la figlia illegittima di una bellissima top model e di un diplomatico russo. Cresciuta in mezzo al jet set mondiale, non ha avuto la più tradizionale delle infanzie né delle educazioni. Alla morte della madre si ritrova sola, senza alcun titolo di studio, senza una professione e, cosa più importante, senza mezzi economici, dipendente dalla volontà paterna, di quel padre che non la conosce quasi e che da sempre la considera inadeguata e che la obbliga a sposarsi con un perfetto sconosciuto. Alex Marcov. Bello, silenzioso ed enigmatico, il suo nuovo marito la trascina in giro per l’America al seguito del circo dei Fratelli Quest del quale è il direttore. Un circo pieno di persone che da subito la giudicano inadatta alla vita on the road, un vecchio zoo pieno di animali malandati e un marito che, come le dice fin da subito, non è in grado di amare nessuno. Questa è la sfida che si trova ad affrontare la coraggiosa Daisy, che si mette in gioco nonostante le sue mille paure, lungo le strade d’America per trovare un luogo da chiamare casa, un uomo da poter chiamare amore.

Se mai mi venisse chiesto di stilare una ipotetica top ten dei miei romanzi rosa preferiti, questo libro ci entrerebbe a pieno titolo, anzi sarebbe sicuramente nella top five: è uno di quei libri che periodicamente mi viene il desiderio di rileggere, praticamente lo conosco quasi a memoria, eppure riesce ancora a strapparmi una risata o una lacrimuccia. Pensare che quando avevo letto l’anteprima della pubblicazione il fatto che fosse ambientato in un circo mi aveva fatto storcere il naso e invece l’ambientazione circense ho scoperto essere parte integrante del suo fascino; è una scelta sicuramente originalissima quella di ambientare una storia d’amore in un microcosmo che sera dopo sera si mostra impudico sulla scena, sempre in un luogo differente eppure chiuso in sé stesso, impenetrabile per tutto il resto del mondo, composto da pochi eletti che fanno quadrato contro tutti gli altri. Il circo ha regole proprie ed un proprio gergo, all’interno del quale l’autrice ci cala con abilità e, in un battito di ciglia, ci sembra di essere proprio lì, sotto il tendone dietro la pista laddove gli operai smontano e gli artisti si riscaldano prima di entrare in scena…

Lo stile del libro è frizzante, descrittivo quanto basta, con dialoghi vivaci e molto divertenti, come ad esempio le gag quotidiane delle colazioni alle varie tavole calde…favolose, solo quelle valgono il prezzo del libro.

Ti trovi in una particolare circostanza. E gli uomini che si trovano in una particolare circostanza non flirtano con le cameriere. Cerca di ricordartelo per favore.

Vorrei sprecare due parole in più per la protagonista: Daisy è, dopo Phoebe Sommerville, il mio personaggio femminile preferito; è incredibile, si sminuisce e ha una bassissima considerazione di sé all’inizio del libro ma poi, malgrado la situazione terribile in cui si trova o forse proprio per questa, riesce a completare la metamorfosi da bruco insicuro a splendida farfalla. O forse lei è sempre stata una favolosa farfalla dalle ali sgargianti solo che non ne era consapevole ma l’esser passata attraverso a tutte quelle esperienze le ha permesso di maturare una nuova fiducia in se stessa e nel proprio potenziale. La sua forza sta nell’umiltà e nella resilienza con cui affronta il mondo, con occhi disincantati eppure ancora in grado di sognare e di vedere la bellezza delle piccole cose.

“Mi sembra una tale perdita di tempo spendere tutte queste energie cercando di convincere il mondo che tu sia migliore di chiunque altro. Non riesco a capirlo.”

“Certo che non puoi. Tu non fai altro che sottolineare i tuoi difetti con chiunque parli.”

Daisy sorrise, trovando divertente la sua esasperazione. “Lo scoprirebbero comunque da soli se rimanessero con me un po’ più a lungo. Quindi semplicemente risparmio loro la fatica.”                           

Per contro Alex risulta, a mio avviso, un personaggio un pochino pallido: intrappolato nel suo passato, ha bisogno di perdere tutto per darsi una mossa e crescere. Ovviamente è un bellone e a letto è tutto un bollore ma la sua empatia e le sue abilità relazionali sono pari a quelle di un ragazzino di undici anni e devo dire che a tratti mi è risultato addirittura antipatico. Io di libri ne ho letti tanti, la maggior parte erano romanzi rosa e affini e mai mi era successo, come invece in questo caso, di “innamorarmi” della protagonista invece che del figaccione di turno! Davvero, con una donna come Daisy nessuno reggerebbe il confronto!

“L’ho visto succedere fin troppe volte. Le donne vogliono quello che non possono avere, anche se le renderà infelici.”

“E’ così che ti senti? Come se non potessi rendere felici le persone della tua vita?”

Come in molti libri di questa autrice, vi è inoltre una seconda storyline che vede come protagonisti la superba proprietaria del circo, uno degli artisti e sua figlia, la dolce Heater che nei confronti di Daisy gioca un ruolo decisivo nel bene e nel male.

“Hai la lingua biforcuta, Sheba Quest. Un giorno ti metterà in guai seri.”

 “Mi piacciono i guai.” “Lo so. Soprattutto quelli di sesso maschile.”

Indiscussi co-protagonisti di questo libro sono gli animali, e benché la mia posizione nei confronti dello sfruttamento animale ad opera di circhi e affini sia contraria, lo strampalato zoo che Daisy si trova ad accudire vi ruberà il cuore. Incontrerete un Elefantino innamorato, una vecchia tigre brontolona che, da marginali comparse, ruberanno più volte la scena ai protagonisti umani. Ma la vera regina rubacuori del libro per me è Glenna, mi sono letteralmente innamorata della sua dolcezza e non vi dico di più per non rovinarvi la sorpresa.

Lo stile è come sempre molto scorrevole, la Phillips è una maestra nello strapparci sorrisi così come nel farci piangere, e qui troverete alcune pagine di un’intensità a mio avviso quasi dolorosa: se sono in vena di farmi un piccolo pianto liberatorio o ho voglia di leggere qualcosa che mi commuova, con questo libro vado sempre sul sicuro. Il colpo di scena in cui tutto va a scatafascio è un momento E-P-I-C-O, l’ho riletto non so quante volte e non manca mai di lasciare il segno.

Questi mesi sono stati i più belli della mia vita. Tu mi hai aiutato a scoprire chi sono. E forse io ti ho aiutato a fare la stessa cosa.” Appoggiò una mano sul suo petto, delicatamente, sentendo il cuore che gli batteva sotto il tessuto di seta. “Amare non è questo? Sentirsi meglio insieme che da soli? Insieme noi stiamo bene.”

Pur essendo un libro datato e assolutamente non catalogabile come un erotico, le scene hot che vi sono descritte non sono tiepide, diciamo che la parte passionale ha un adeguato spazio ed è piccante quanto basta. Al centro della vicenda vi è l’amore ma per i protagonisti questo passa attraverso un processo prima fisico e poi, in un secondo tempo, sentimentale, anche perché non dimentichiamoci che la politica di Alex nei confronti dei sentimenti è peggio di quella di Trump con gli immigrati!

Insomma l’ho già detto e lo ripeto, questo è uno dei miei libri preferiti, non solo tra quelli scritti da questa favolosa autrice, ma proprio in assoluto! Mi fa ridere, mi fa piangere, mi emoziona, mi permette di viaggiare con la fantasia e con il cuore. Ha quel pizzico di magia che non guasta, anche se siamo diventati grandi e fantasticare ora ci risulta difficile.

Storie come queste sono il giusto nutrimento per il sognatore che c’è dentro ognuno di noi.

 

Kiki

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