Home / Recensioni libri cult / Recensione: “Vittoria in campo” di Jill Shalvis (serie La partita dell’amore #4)

Recensione: “Vittoria in campo” di Jill Shalvis (serie La partita dell’amore #4)

Care Fenici, oggi La Min ci parla di Vittoria in campo di Jill Shalvis 

Progetto grafico a cura di Sweet Fire

Samantha è sempre stata contraria agli appuntamenti al buio. Ma questa volta, a sentire la sua amica Lorissa, il tipo in questione vale pienamente il rischio. E infatti l’uomo che bussa alla sua porta è un vero diavolo tentatore col quale, però, potrebbe vincere un premio per il paradiso.

Oggi vi parlo di Vittoria in campo di Jill Shalvis, un libro perfetto per una lettura veloce, poco impegnativa, ma assolutamente valido grazie allo stile fresco e ironico con cui l’autrice narra la storia, che risulta da subito piacevole e accattivante, distanziandosi dai tradizionali stereotipi che abitualmente contraddistinguono questo genere di letture.

Sam O’Ryan, la protagonista femminile, è una donna indipendente che vive per il suo locale sulla spiaggia, faticosamente rilevato dallo zio e di cui va molto fiera, e per il surf, la sua passione. Il locale è semplice ma molto frequentato grazie alle abilità culinarie della proprietaria, che trascorre le sue giornate destreggiandosi tra panini golosi fatti con le sue mani, spiaggia e mare. È una donna molto bella che predilige la semplicità e la concretezza. La conosciamo grazie a un breve resoconto del suo vissuto nel momento in cui la sua migliore amica da una vita, Lorissa, la convince a uscire con un amico del suo attuale fidanzato. A Sam la cosa interessa davvero pochissimo, al punto da farsi trascinare fuori dalle onde, abbandonando la tavola da surf, dalla sua impaziente amica quando il ‘suo appuntamento al buio’ la sta già aspettando nel suo locale, chiuso per la sera. In pochi minuti Sam, sollecitata da Lorissa, si mette in ghingheri quanto basta per accompagnare il misterioso uomo a una serata molto elegante. Le cose si fanno interessanti quando l’uomo inizia a bussare alla porta del bagno della ragazza per invitarla ad accelerare i tempi. L’ampio petto su cui lei, poi, posa lo sguardo non appena apre la porta, incontra decisamente il suo favore e sfata le sue più cupe aspettative su parrucchini, alito all’aroma di aglio e pancione prominenti. No, quest’uomo dall’aspetto granitico, promette molto bene, ma Sam continua a ignorare chi possa essere…

Lui parve scioccato dal fatto che la sua dama non sapesse chi fosse. «Jack Knight» si presentò con voce roca.

Okay, niente male come nome. A dire il vero, le suonava alquanto familiare… «Sam O’Ryan.»

«Sì, lo so. Piacere di conoscerti.» Indossava uno smoking abbinato a un’aria imbronciata, ma con suo sollievo non era brutto e nemmeno grasso. Lorissa aveva ragione: era proprio uno schianto. Capelli scuri e occhi ancora più scuri, bocca ampia e sensuale che in quel momento non sorrideva, anche se dava l’impressione di avere un buon potenziale, e mascella volitiva, il tutto sopra a un corpo lungo, magro, forte… davvero una bella combinazione, niente da dire.

Jack porta con sé il nefasto soprannome di “scandalo” grazie ai suoi vivaci trascorsi, per usare un eufemismo, e al contributo, in tal senso, che la stampa scandalistica ha dedicato alle sue avventure. Questa sera, però, cerca una compagna per presentarsi a un evento organizzato dalla sorella, Heater, per raccogliere fondi per i bambini meno fortunati. È determinato a risolvere la cosa nella maniera più limpida e impeccabile possibile, a beneficio della raccolta fondi ma soprattutto per incontrare l’approvazione della sorella che desidera compiacere. L’incontro con Sam è imprevisto e anche per lui si tratta di un appuntamento al buio. Non può che sorridere e rimanere affascinato da questo tipino tutto pepe che dopo qualche botta e risposta piccato, ma ironico, dichiara apertamente di aver avuto un numero sufficiente di appuntamenti nefasti per concedergli la sua approvazione in prima istanza.

Jack è decisamente un personaggio noto e ancora braccato dalla stampa, anche se ha lasciato da un anno, a causa di un brutto infortunio, la sua squadra di NBA, i “San Diego Eels”. A causa di quel ginocchio ormai fuori uso, nonostante le numerose operazioni e i tentativi di riabilitazione, la sua carriera si è interrotta bruscamente. Jack ha dovuto abbandonare la squadra, decisione difficile e dura da digerire in un primo tempo, soprattutto perché l’evento è stato complesso e doloroso, a livello personale. Tuttavia nei mesi immediatamente successivi, la critica della stampa, e il mancato sostegno della sua squadra, lo hanno fatto riflettere e ora non sente più così tanto la mancanza del gioco. È un uomo che deve ricostruirsi un futuro e una credibilità, impresa non semplice se si è ancora sotto i riflettori di fotografi e giornalisti appostati in ogni dove, pronti a scattare l’immagine compromettente e sfruttare il suo nome per vendere più copie. Questo finché il pubblico dimostra ancora interesse verso la sua vita privata.

Mi ha fatto molta tenerezza questa immagine di uomo che attende di essere dimenticato e scomparire per potersi dare una seconda chance. I soldi raccolti durante questa serata di beneficenza serviranno a finanziare un progetto per un centro ricreativo, cui lui si è offerto di dare sostegno, offrendosi di allenare i bambini e avvicinarli allo sport. È necessaria la sua presenza per attirare il maggior numero di finanziatori e contemporaneamente è indispensabile che tutto avvenga in maniera impeccabile senza scandali e, preferibilmente, senza dare ai giornali nuovi elementi su cui investire illazioni.

Sam ha effettivamente compreso, durante la serata, chi sia il misterioso uomo che ha accanto e ne è affascinata, non per la fama quanto piuttosto per la sensazione di solidità e trasparenza che lui le trasmette. In poco tempo, la passione divampa e lei scopre, con ragionevole diletto, che il prestante ragazzone bacia divinamente: gli animi si infiammano. Ma non è solo Sam a essere rimasta folgorata dal suo ‘appuntamento al buio’…

Lui posò la forchetta e le prese la mano. «Mi piacciono le donne che escono dalle onde e sono pronte per un appuntamento in due minuti.»

«Ne ho viste, e tu?»

«Sì.» Le sfiorò il palmo con il pollice. «Mi piacciono le donne che si lasciano portare dalla corrente, che entrano nell’erba bagnata per aiutarmi senza preoccuparsi delle scarpe. Mi piacciono le donne che non si scontrano con le sorelle dei ragazzi con cui sono uscite anche quando interferiscono e se lo meritano. E mi piacciono molto le ragazze disposte a fare nuove esperienze, come ballare davanti a varie centinaia di persone, anche se detestano farlo.»

L’attrazione tra Jack e Sam è quasi istantanea e da subito li coinvolge in un gioco di appuntamenti, telefonate e momenti trascorsi a pensarsi reciprocamente. Tuttavia, entrambi non desiderano una relazione impegnativa e sono molto disincantati circa il grande amore. Nel corso delle pagine, però, i due iniziano ad avvicinarsi e cedono all’attrazione concedendosi momenti di intimità, che sorprende entrambi per la naturalezza con cui avviene. Ma c’è anche tutto il resto: la vita vera, fuori dal letto, e un insieme di avvenimenti e decisioni da prendere che obbligheranno entrambi a una riflessione intima e profonda.

Questa coppia mi è piaciuta perché, nonostante la trama coinvolge il “solito campione sportivo”, ricchissimo, con una svolta della sua carriera, l’autrice gli affianca una ragazza semplice, che deve davvero guadagnarsi la vita e non si lascia minimamente incantare dalla prospettiva di una facile sistemazione con il riccone di turno. Sam è molto determinata e per nulla intimidita dalla fama del suo compagno, lo vede per ciò che è ora, per la persona che si nasconde dietro al campione e ne saprà condividere, e sostenere, i sogni e progetti per il futuro con fermezza ed empatia. Jack non è certamente preparato a incontrare una donna simile e rimane folgorato dalle sue molte qualità, come pure dal fatto di avvertire accanto la presenza di una compagna, una persona che gli è vicina sempre e comunque perché tiene a lui più che a tutto ciò che lo circonda. Lei è sincera e sa quello che vuole, ma soprattutto è la persona perfetta per un momento così decisivo della sua vita: una rottura, un cambiamento drastico, che è anche rinascita.

Jill Shalvis ha saputo riunire tutto ciò in poche piacevoli pagine e di questo le va riconosciuto il merito.

Io prediligo letture un pochino più impegnative e profonde, avrei gradito approfondire maggiormente alcuni aspetti dei loro caratteri, come pure una maggiore attenzione o cura nel descrivere situazioni ed emozioni.

Consiglio Vittoria in campo a chi cerca un momento di pausa dalla quotidianità, una semplice evasione, e naturalmente a coloro che amano le storie d’amore legate al mondo dello sporto, in questo caso, il basket.

Buona lettura.

Romanticamente Fantasy

Avatar
x

Check Also

Recensione: “Sempre più vicini” di Gena Showalter (serie Original Heartbreakers #1)

Care Fenici, Lucia ci presenta “Sempre più vicini” di Gena Showalter (serie Original ...