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Recensione: “Viaggio all’inferno” di Diego Romeo

Sierra Leone. Un commando di mercenari assalta un cargo francese che trasporta molto più di quello che si vuole far credere. Qualche giorno dopo, a Parigi, uno strano signore in bianco fa rapire la famiglia di un noto scrittore italiano, per costringerlo a scrivere la biografia di uno spietato affarista.

Due eventi, all’apparenza non collegati fra loro, che daranno il via a una lenta discesa verso l’inferno del traffico di diamanti e di armi, dove la vita umana vale meno del proiettile di una pistola.

Un viaggio nel cuore dell’Africa nera, carico di situazioni al limite, ispirate però a fatti realmente accaduti.

Ho letto varie opere di questo autore e devo dire che mi sono abituata molto bene al suo tipo di scrittura. Passa con facilità dal fantasy puro, con i suoi bellissimi draghi, a storie che parlano di realtà di popoli dimenticati e che ti toccano il cuore.

Ecco, in questo libro ha fuso due cose insieme, giocando un’ottima carta, quella del thriller, unita a una realtà cruda e difficile che si cerca, purtroppo, giornalmente di dimenticare.

Si entra subito nel vivo della narrazione, con un gruppo di mercenari che assaltano una nave cargo, che trasporta apparentemente merce comune, mentre ciò che cela nelle sue stive è un qualcosa di completamente diverso.

La battaglia ingaggiata tra i corpi speciali e la squadra di supporto al natante è ricca di colpi a effetto, compresa la minuziosa descrizione sia delle scene corpo a corpo che delle armi, così varie e di letale effetto.

Così come sono arrivati, questi uomini-ombra si allontanano e sembrano solo un interludio nel racconto, che si sposta poi a Parigi, dove un’allegra famigliola si prepara a trascorrere qualche giorno insieme per ritrovare un’armonia scherzosa e distesa.

Ma, come in tutti i libri del genere che si rispettino, un personaggio ‘grigio’, ossia colui che muove i fili, appare, seppur vestito di un completo bianco candido, e costringe il nostro protagonista, Dario, uno scrittore italiano, a soggiacere a un gioco crudele per poter rivedere la sua famiglia, portata via al solo scopo di ottenere il suo aiuto.

Comincia la corsa contro il tempo e la ricerca di strategie per poter arrivare in Sierra Leone, dove un personaggio crudele e misogino è il bersaglio del nostro affarista. È un noto trafficante di diamanti, ma vive in una villa bunker difficile da raggiungere, è abbastanza paranoico, anche se molto vanesio.

Come se questo non bastasse, il territorio africano è decimato dal morbo dell’ebola, che costringe le persone a vivere isolate dai loro simili per paura del contagio, oltre che degli altri problemi che imbrigliano il paese nel gioco del dimenticatoio.

«Scusi l’indiscrezione, ma quanto li pagate?», chiese.

«Di questo non mi occupo io. Ma, più o meno, 1 dollaro americano ai ragazzi e 3 dollari agli adulti. Poi, se trovano dei diamanti grandi o preziosi, gli si dà un piccolo incentivo.»

«Solo 1 dollaro l’ora?»

«L’ora? Al giorno!», scoppiò a ridere in maniera odiosa.

Sì, perché sebbene il mondo intero sia a conoscenza delle morti di povere vittime innocenti, nessuno interviene, costringendo dei poveri bambini a vivere una vita misera e da soldati – strappando via dai loro occhi e dal loro cuore la purezza dell’infanzia – e moltissime ragazze a subire il rapimento e la violenza, fino a non spariscono nel nulla, a causa di giochi perversi di personaggi che si muovono nell’ombra e tessono il destino di un intero continente.

In questo scenario, Dario dovrà infiltrarsi per riavere la sua famiglia, il suo bene più grande, concependo un disegno che, per quanto traballante e forse anche ingenuo, riesce a portarlo sul suolo africano e ad avvicinarlo a una realtà che non credeva fosse vera.

Riuscirà nella sua missione? Fin dove lo spingerà il desiderio di riavere indietro i suoi affetti?

Chi è genitore sa già la risposta, ma il cammino è irto di pericoli di ogni tipo e di tentazioni profonde. Può un povero scrittore sopravvivere a un gioco di ruoli più grande di lui?

Il mio invito è quello di leggerlo, visto che scorre bene, gli scenari riprodotti sono di impatto e molto suggestivi e l’emozione che vi coglierà leggendolo riempirà di moltissime domande la vostra testa… e chissà che non ci siano anche delle risposte.

Ho amato il personaggio di Enchanda (poi capirete perché) ed Etienne, anche se appare per poco tempo.

Inutile dire che a volte il ‘male’ la fa da padrone e chissà che non troverete personaggi ‘cattivi’, ma affascinanti, con cui sentirete un certo feeling.

L’unica cosa che non proverete di sicuro è l’indifferenza, perché questo libro scava nel profondo e lascia un forte segno.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

Kiki

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