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Recensione: “Una voce dal lago” di Jane Donnelly

Autore:Jane Donnelly

Editore: Mondadori

Genere: Romanzo

Formato: cartaceo elettronico

Pagine: 326

Prezzo: 8,25/4.99

Età di lettura dai 13 anni

 

 

In un pomeriggio di calma perfetta, sul lago viene ritrovato il corpo di una giovane donna annegata e Mattie, che l’ha conosciuta all’hotel in cui lavora, non ha le parole per descrivere quello che sente. Proprio lei che, a sedici anni, le parole le colleziona, sognando di studiare a New York e diventare una scrittrice. Ma siamo nell’America del 1906. In un ambiente chiuso e razzista, le danno forza solo la sua insegnante, una poetessa anticonformista, e una voce dal lago. Quella di Grace Brown che, poco prima di morire, le ha consegnato le sue disperate lettere piene di vita e d’amore perché le bruci. Ed è in quelle lettere che Mattie ritrova la sua voce, unita alla forza e alla determinazione di vivere la propria vita. 

Ho scovato questo libro leggendo l’autobiografia di questa autrice americana che mi piace molto e che sta scrivendo bei libri con protagoniste di altre epoche ma con spirito, pensieri e problemi simili a quelli che affliggono, spesso, le ragazze di oggi. Per questo, trovo questo suo lavoro molto attuale e pienamente consigliabile per giovani lettrici .

La protagonista è una ragazza che è già una donna, provata dal lavoro manuale nella fattoria del padre vedovo, dalle preoccupazioni per i soldi, che non la faranno di certo rinunciare al suo sogno:studiare e scrivere .

Il libro è un universo diviso esattamente in due parti: da un lato la lotta interiore di Mattie che, spinta dalla sua insegnante, otterrà l’ammissione al College, e che con tutte le sue forze, cercherà di opporla al destino che la vede rinchiusa nei recinti della vita in campagna, sposata ad un bel ragazzo pressoché analfabeta, e sottomessa prima dal padre indurito dal dolore e dai sensi di colpa e poi dal marito. L’altro lato dell’universo è la figura evanescente, ma presente di Grace Brown, giovane donna apparentemente morta affogata, che poco prima di morire, consegnò delle lettere a Mattie perché le distrugga.

Qui entra in scena l’elemento giallo perché la nostra protagonista leggendole ricostruirà pian piano la verità sulla morte della poveretta, e nello stesso tempo analizzerà la sua vita capendo che cosa vuole veramente.

Partendo da un fatto di cronaca realmente accaduto l’autrice racconta di un’America dei primi del 900, della condizione della donna e del suo desiderio di emancipazione dai clichè maschilisti imposti dalla società, trattando temi quali il razzismo e l’aborto in modo molto delicato ma forte, dando la possibilità a chi legge di farsi delle domande importanti.

Mattie alla fine ce la farà a lasciar andare la sua vita e ad avventurarsi nella lontana New York?

Affascinanti le descrizioni della natura e del paesaggio che con poche pennellate viene ben definito .

Consigliatissimo.

Autore:Jane Donnelly Editore: Mondadori Genere: Romanzo Formato: cartaceo elettronico Pagine: 326 Prezzo: 8,25/4.99 Età di lettura dai 13 anni     In un pomeriggio di calma perfetta, sul lago viene ritrovato il corpo di una giovane donna annegata e Mattie, che l'ha conosciuta all'hotel in cui lavora, non ha le parole per descrivere quello che sente. Proprio lei che, a sedici anni, le parole le colleziona, sognando di studiare a New York e diventare una scrittrice. Ma siamo nell'America del 1906. In un ambiente chiuso e razzista, le danno forza solo la sua insegnante, una poetessa anticonformista, e una voce…

Score

4.5

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Conclusione : 4.5

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