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Recensione: Una sposa in prova di Helen Hoang

Khai Diep non ha sentimenti. Si irrita quando le persone muovono le sue cose ed è contento quando i conti sui registri quadrano al centesimo ma non conosce emozioni come il dolore o l’amore. La sua famiglia sa che il suo autismo lo porta a gestire le emozioni in modo diverso, tuttavia, davanti all’ennesimo muro che Khai erige, sua madre prende in mano la situazione e torna in Vietnam per trovargli la sposa perfetta. Ho Chi Minh City: Esme Tran, una ragazza di razza mista, si è sempre sentita fuori posto e quando si presenta l’occasione di andare in America a incontrare un potenziale marito, non si lascia scappare l’occasione di poter andare via. Sedurre Khai, però, non è così semplice. Le lezioni d’amore di Esme sembrano funzionare solo su sé stessa, irrimediabilmente affascinata da un uomo convinto che non sarà mai in grado di provare amore per nessuno. Ma Khai sarà costretto a capire che forse si sbaglia, e che c’è più di un modo di amare.

Bellissima, toccante ed intensa storia d’amore e non solo!

Per iniziare, due parole su questa autrice che trovo talentuosa sia per la scrittura fluida e scorrevole che per la capacità di raccontare ed approfondire temi delicati come l’autismo e la scarsa considerazione di sé, con grande rispetto e sensibilità. Avevo letto la sua precedente pubblicazione “La matematica del cuore” ed ho ritrovato in questa nuova lettura le stesse apprezzabili qualità. Difficile abbandonare il libro una volta che ci si ritrova calati nella trama.

Questa e’ la storia di Khai e My (o Esme come si farà chiamare in America). Khai e’ un ragazzo bellissimo e molto intelligente ma soffre di una forma di autismo che gli causa problemi di interazione con il prossimo. È convinto di non provare emozioni e di avere un cuore di pietra, e cio’ lo spinge ad isolarsi. Questo è il cruccio della madre , Cô Nga, che decide di recarsi in Vietnam per procuragli una moglie. Qui, dopo aver esaminato diverse candidate, fa ricadere la sua scelta su My, la ragazza che fa le pulizie nell’albergo dove alloggia. Le propone di recarsi in America e tentare di convicere Khai a sposarla. My, è ragazza madre, figlia di una ragazza madre, molto povera, che ama profondamente la figlia e la propria famiglia. È quindi riluttante ad accettare la proposta perché la allontanerebbe dai suoi affetti. Al contempo però desidera darsi, e dare alla figlia, un’opportunità per una vita migliore.
Il rapporto tra Khai e My inizierà con una forte attrazione fisica ostacolata però dall’autismo di Khai che ha problemi con i contatti fisici quando non sono decisi o non se li aspetta. Ma May con la sua dolcezza, onestà ed intelligenza, riuscirà pian piano a superare queste barriere. Il tutto grazie anche all’aiuto di Quan, il fantastico fratello maggiore di Khai. Egli si prende cura di lui con un affetto ed una disponibilità che tocca il cuore, stimolandolo a riconoscere ed elaborare le proprie emozioni. Khai non ha il cuore di pietra, semplicemente quando soffre è convinto di essere malato perché ha dei sintomi che riconduce ad unapatologia, come ad esempio il senso di soffocamento.
Ci vorranno tutta la tenacia, l’amore fraterno e anche un po’ di astuzia da parte di Quan per fargli comprendere che anche lui, come tutti invece, prova sentimenti ed emozioni .

Ho trovato particolarmente toccanti ed interessanti le parti che riguardano le riflessioni dei due ragazzi su sé stessi e sul loro rapporto.

I personaggi sono ben delineati e mi sono affezionata ad ognuno di loro, dai due protagonisti Khai e My (o Esme come si farà chiamare in America), fino a Quan e Vy, fratello e sorella di Khai. Tutti loro mi hanno accompagnato durante la lettura strappandomi spesso un sorriso divertito alternato a qualche lacrima di commozione.

A corredo di questo romanzo d’amore, il racconto ci propone anche la conclusione della storia della madre di My. Quest’ultima, infatti, e’ il frutto della relazione che la madre ha avuto con un americano al quale non ha potuto far sapere della figlia. My con grande determinazione tenterà, servendosi dell’aiuto di Khai, di rintracciare il proprio padre.
Consiglio di leggere la nota alla fine del libro, in quanto la stessa permette di comprendere come la narrazione sia intimamente legata alla vita personale dell’autrice.

Recensore: Daniela

 

ladykira

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