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Recensione: “Un perfetto angolo di cielo (per incontrare Mr Big)” di Giulia Dal Mas

Trama

Cosa avrebbe fatto Carrie se avesse scoperto che Mr Big la tradiva?

Lidia continua a ripetersi questa domanda mentre pensa alla sua vita, pianificata in ogni dettaglio e poi sconvolta. Carrie avrebbe pianto, avrebbe riso e, probabilmente, avrebbe fatto qualcosa di insen-sato.
Scappare per esempio.
Così Lidia si ritrova senza quasi accorgersene su un aereo per l’Inghilterra, con un paio di jeans, un giubbotto color kaki e una lettera dello studio legale Chapman e associati che l’avvisa di una inaspet-tata eredità.
Dai palazzi di Milano alla brughiera inglese, dal quarto piano della patinata rivista di moda per cui la-vorava al fienile di un cottage, alla guida di una vecchia carcassa verde muschio e sulle tracce di un passato tutto da svelare, correndo verso un nuovo sogno. Perché la vita è un fiore da far sbocciare e non c’era niente di più glam di un vero amore.

Un romanzo intenso e coinvolgente, una storia d’amore dolce e travagliata, in cui l’uomo del destino può apparire all’improvviso su un cavallo nero.

Recensione

Da Milano al sud dell’Inghilterra, il passo è breve se, a decidere le sorti del proprio destino al momento giusto, è un’eredità che ha le sembianze della speranza.

Non aveva fatto parola con nessuno dei suoi momenti di sconforto, quegli attimi in cui si permetteva di staccarsi di dosso l’etichetta di macchina da guerra, che lei stessa si era affibbiata, e si ascoltava. C’era una voce nella sua testa che in quelle occasioni emergeva, una voce flebile che diventava più forte di giorno in giorno e le chiedeva se fosse davvero quella la vita che desiderava, se fosse il cemento ciò che voleva vedere dal terrazzo del suo minuscolo appartamento e se fosse quello il posto in cui voleva far crescere i suoi figli. La voce faceva domande e poneva interrogativi a cui Lidia non sapeva rispondere, allora lei scuoteva il capo e la scacciava, la rispediva nell’angolo da cui era venuta e lì ve la nascondeva. Si sentiva destabilizzata, esposta, e questo non le piaceva.

È così che inizia il viaggio di Lidia che, reduce da una delusione d’amore, approfitta della “questione familiare” per staccare un attimo la spina.

Immersa nella romantica bellezza della campagna inglese attraversò decine di paesini, per lo più piccoli agglomerati di case colorate disposte intorno a una chiesa circondata da un prato puntellato di cupe lapidi inclinate. C’era una sorta di strano misticismo nell’aria, come se sacro e profano in quei luoghi fossero tanto vicini da potersi toccare. Ed era tanto inquietante quanto curioso. Perché nella sua mente di italiana medio-borghese ogni cosa doveva avere un suo ruolo, ogni posto una sua funzione, e se prima di allora le era sempre sembrato chiaro che la Chiesa fosse un posto di speranza, a quel punto non riusciva a comprendere quale messaggio intrinseco dovessero invece portare quelle costruzioni alla gente del posto. Era come dire pregate e abbiate fede, ma sappiate che prima o poi è lì sotto che finirete. Era strano, e forse anche un pochino macabro. Sospesa tra sacro e profano, diede una rapida occhiata al cellulare. Il navigatore indicava ancora dieci miglia da percorrere.

Ma ormai si sa che il fato è beffardo nei confronti di coloro che cercano la tranquillità: infatti, galeotta la benzina finita che l’ha lasciata nel bel mezzo di un territorio a lei sconosciuto durante l’arrivo di un violento temporale, la nostra protagonista conosce Harry…

Davanti aveva il muso lungo di un imponente cavallo nero, che dall’alto dei suoi quasi due metri al garrese la fissava scalpitando. Era bellissimo e inquietante, ma non era lui la ragione del suo stupore. Più in alto, ritto ben oltre la sua testa, c’era un uomo, e anche lui la stava fissando.

Ma il suo salvatore non è quello che sembra, e ben presto Lidia dovrà fare i conti non solo con il suo di passato, che le riserverà tante sorprese inaspettate, ma…

Fu un periodo intenso. Crogiolarsi nella malinconia era diventato un lusso, da quando aveva deciso di dare nuova vita al sogno di zia Mary. Non aveva ancora deciso che cosa fare delle informazioni scovate quasi per caso sulla vera Ellis.

… anche con quello di lui!

«Ho accettato di diventare l’erede di mio nonno. Può bastarti come risposta?»

«Già, quasi dimenticavo. Come devo chiamarti, adesso? Harold Maximillian Cavendish, Conte di Sewardstone?»

Due storie che s’incrociano e s’intersecano, per motivi di cuore e professionali.
Due personalità dissonanti, se contate il fatto che la generazione di lei è quella di “Sex and the City” con tutto il suo luccichio di un’esistenza sfavillante, mentre lui si avvicina più all’epoca di un romanzo storico.
Un’unica grande storia che vi trasporterà in uno scenario pazzesco, ricco di dettagli, che vi ricorderanno i racconti di Jane Austen, per intenderci.
È inutile dire che ci sarebbe tanto da scrivere su questo racconto perché non è per niente banale e scontato: c’è un mistero da capire, un uomo da “riabilitare” in amore, e la consapevolezza di dare un taglio al passato e iniziare una nuova vita.
Per concludere, vorrei ringraziare l’autrice perché la descrizione dei paesaggi mi ha fatto veramente sognare a occhi aperti e vorrei anche dirle che non guarderò mai più prima una tazza di cioccolata, né il sugo, né una peonia.

Fiamme-Sensualità-Nulla NUOVA

Recensione a cura di:Aradia

Editing a cura di: Tayla

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baby.ladykira

Admin Founder del gruppo ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

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