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Recensione: Un intrigo di coppia di Wilkie Collins

Una giovane e ricca signora viene accusata di aver ucciso il marito con la complicità del fedele domestico. Il consorte è misteriosamente scomparso, lasciando dietro di sé, come unica traccia, alcune macchie di sangue sul letto della stanza del castello in cui abitava con la moglie. Dov’è finito il corpo? Cos’è accaduto veramente in quella notte oscura tra i due coniugi? Con l’aiuto di un detective acuto e intelligente, si riuscirà a scoprire la soluzione del caso. Un intrigante e piacevole giallo del padre del poliziesco Wilkie Collins.

 

 

Secondo voi, se vivessimo nel 1700 circa e nostro marito scomparisse, a chi darebbero la colpa? Alla moglie ovviamente!
Wilkie Collins è il padre dei polizieschi, ma credo che in questo breve romanzo non abbia dato il meglio di sé. In generale ammiro il lavoro degli scrittori, ma ritengo che a volte un po’ di critica sia necessaria.
Ultimamente, non capisco perché, mi capitano spesso libri strani e particolari. Non che questo sia un difetto, anzi… con “Un intrigo di coppia” ci troviamo di fronte ad un romanzo breve, dove la vita di due coniugi londinesi è messa davvero a dura prova.
Il signor Smith è un mascalzone interessato solo il denaro della moglie (delle mogli, per essere precisi). Quest’ultima è una donna diventata frigida a causa delle angherie che è stata costretta a subire durante il matrimonio.
Tutto ha inizio con la scomparsa del marito e il ritrovamento di alcune macchie di sangue nella camera di quest’ultimo; a seguito di cui, la povera donna viene accusata di omicidio.
Un ruolo determinante nella faccenda l’avrà il maggiordomo William! Ebbene sì, perché come in ogni giallo che si rispetti, questo personaggio non poteva certo mancare. A lui l’onore di essere anche la  voce narrante di tutta la storia.
Ma il signor Smith è realmente morto oppure è solamente scomparso?
E per quale motivo, durate il processo, la crudele domestica Josephine cerca in tutti i modi di mettere in cattiva luce la sua “padrona” cercando di incastrarla per il presunto omicidio?
È un giallo intrigante che narra la storia di un tradimento che sfocia in una situazione inverosimile caratterizzata da molti colpi di scena… ma che personalmente mi ha lasciata con l’amaro in bocca. Tanti, troppi refusi, hanno infatti reso la lettura poco scorrevole e difficoltosa, soprattutto se la si pratica di notte come la sottoscritta.
Lo considererei un buon passatempo, un intermezzo tra altre letture, ma non un romanzo vero e proprio.
Complimenti invece per l’ottima descrizione delle ambientazioni settecentesche: personaggi e tradizioni sono entrambi molto accurati, dettaglio che ha reso interessante la lettura.

 

 

 

 

Claudia

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