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Recensione: “Un altro battito del tuo cuore” di Adelia Marino (The Heartbeat series #2)

Care Fenici, per voi oggi La Min ha letto “Un altro battito del tuo cuore” di Adelia Marino (The Heartbeat series #2)

Brooke ha chiuso il suo cuore, ma Hunter vuole dimostrarle che non si può rinunciare a vivere.

Sono bastate quattordici ore affinché la vita di Brooke Collins cambiasse irreversibilmente. Tutti i suoi piani, i suoi sogni, le sue aspettative si sono disintegrati in milioni di pezzi impossibili da rimettere insieme. Quindi lei ha messo in atto il piano B: laurearsi, stare lontano dagli uomini, non lasciarsi coinvolgere. Hunter Scott è cresciuto con sua sorella, adora i videogiochi e sa essere un vero gentiluomo. Non ama essere al centro dell’attenzione e cerca di vivere appieno la sua vita: studia ciò che gli piace, si prende cura della sua famiglia e vede il mondo a colori, perché si sa, tutto potrebbe finire da un momento all’altro. Quando conosce Brooke, si rende conto che il suo mondo invece è in bianco e nero e decide di aiutarla a venir fuori da quel suo universo nei toni di grigio. Il suo è un colpo di fulmine in piena regola, ma per Brooke non è così…

 

La storia di Hunter e Brooke mi ha toccata in modo particolare fin dall’inizio. La vita a volte è in grado di metterci davanti ostacoli enormi che a volte fanno così paura da ridurre le nostre gambe a un ammasso di gelatina; mentre il cuore trema spaventato, capita di sentirsi molto, molto soli. Non lo siamo. Volevo che la loro storia servisse a farti capire che, qualsiasi problema insormontabile tu abbia in questo momento, non sei solo. Guardati intorno, lascia entrare qualcuno e non avere paura. Un ostacolo diventa più facile da superare se hai qualcuno disposto a stringerti la mano e saltare con te. Può essere un ragazzo, una ragazza, un genitore, uno dei tuoi fratelli, il tuo animaletto oppure la famiglia che ti sei scelto, quella formata dai tuoi amici. Non importa chi sceglierai di avere vicino, ma lascia che qualcuno entri e ti aiuti a portare quel peso.

Cit. Adelia Marino (autrice)

Il libro di cui voglio parlarvi questa volta è un piccolo tesoro che mi ha colpita e commossa più volte. Non ho mai cominciato una recensione citando direttamente l’ultima pagina, quella dedicata ai ringraziamenti dell’autrice che però, in questo caso, motivano chiaramente il legame intenso tra lei e i protagonisti e che io condivido pienamente. Adelia Marino riesce a definire benissimo i tratti salienti di ogni personaggio, utilizzando prevalentemente i frequenti battibecchi o gli scambi amichevoli e scherzosi di battute o consigli tra di loro; aggiungeteci i dettagli somatici affascinanti e sexy e vi troverete a pensare vividamente a loro abbinando senza indugio ogni nome alla vostra immagine mentale del personaggio.

La storia è narrata con cura e affronta argomenti molto delicati di cui però è sempre bene parlare, nei giusti termini, perché questo ci rammenta che sono realtà presenti nella vita, che un nostro amico o parente potrebbe averli vissuti o viverli in questo momento e quella mano tesa per offrire aiuto e presenza potrebbe essere la mia, o la vostra. O ancora potremmo essere noi ad aver avuto fortemente bisogno di aiuto e la grande fortuna di riceverlo. Imparare a darsi una possibilità, ricordarsi di afferrare quella mano tesa, tenere a mente che ogni individuo ha il diritto di essere felice e aggrapparsi a questo per risalire la china nei momenti più bui, sono particolari che fanno la differenza tra chi riesce a risollevarsi come pure per coloro che scelgono di concedere parte del loro tempo a beneficio di un’altra persona.

Questo è ciò che fa Hunter con Brooke, ogni volta che ne ha l’occasione, le pone una semplice domanda che però è immensa in termini di volontà di restarle accanto, accettazione e desiderio di stare con lei, così com’è, con tutti i suoi problemi, le ansie, gli incubi.

“Cosa posso fare per renderti migliore la giornata?”

Ma che meraviglia! Sogno da sempre che mi venga posta una simile domanda, forse per questo il libro mi è piaciuto così tanto. Una domanda che non è di cortesia, non è il solito: “tutto bene?” che viene lanciato mentre in corsa, ci si affretta verso improbabili impegni impellenti. Questa è un’intenzione, esprime la volontà precisa di volere il benessere dell’altro/a oltre ogni cosa, non pone limiti, trasmette tutta la forza, l’amore e la volontà di esserci, comunque. Incantevole.

Questo libro, secondo di una serie The Heartbeats series, potrebbe definirsi corale perché i personaggi, non tantissimi ma ognuno essenziale per la storia e future evoluzioni, convivono e agiscono l’uno verso l’altro come una grande famiglia; alcuni di loro legati da amicizie indissolubili come Brooke e Dakota o Devon, altri imparentati tra loro come i gemelli Damien e Blake. Uniti diventano una forza che sembra capace di sconfiggere i problemi o quanto meno, minimizzarli. La narrazione è suddivisa in due parti, la prima ci mostra il punto di vista di Brooke mentre la seconda parte del libro è narrata da Hunter, la trama procede scorrevole ma l’autrice ci offre la possibilità di considerare l’evolversi degli eventi da due punti di osservazione privilegiati e aggiungo, ognuno di essi verte proprio sul soggetto narrante. Molto intrigante questa modalità che incontro raramente e che ha contribuito a rendere particolare e interessante questo libro.

Se l’amore di Hunter per Brooke è immediato, a prima vista, per la ragazza accoglierlo nel suo mondo attualmente stravolto da un terribile evento, cui è scampata quasi per miracolo, non è altrettanto semplice. Pregio di Hunter, oltre la bellezza, appena segnalata, sono alcuni aspetti del carattere: è molto premuroso, paziente e calibra benissimo i momenti in cui farsi avanti a quelli dove le lascia il suo spazio personale, perché talvolta anche l’assenza aiuta a comprendere e meditare su ciò che si desidera ma anche perché lui le vede dentro, non teme i suoi fantasmi e sceglie di combatterli insieme a lei e per lei. Sì Hunter è un personaggio che mi è piaciuto davvero moltissimo, sin da subito e ancora di più nella seconda parte del libro quando emerge la sua problematica e possiamo conoscere anche il suo lato fragile, spaventato, caratteristiche che tutti noi forse cerchiamo di celare agli altri.

Brooke è una delizia, una piccola avvenente rossa che suonava in una band, viveva per la musica, gioiva della vita. Prima che accadesse l’evento che l’ha cambiata e scossa profondamente, traumatizzandola, la sua essenza brillava illuminando tutti coloro che le erano vicini. Questa essenza è immota all’inizio del libro, relegata sotto strati di terrore e angoscia e certamente Hunter sarà fondamentale nell’aiutarla a ricercare quella parte di sé trascurata e nascosta che non vede l’ora di tornare alla luce. Però sappiate che la ragazza non resta in attesa di essere salvata: combatte, ogni mattina quando si alza; nel proseguire la sua vita, a piccoli passi magari, ma sempre cercando di sconfiggere i demoni che la incatenano al passato. Vuole vivere la nostra Brooke e questa unione di anime, cuori e tormenti ci regala una lettura piacevolissima e intensa.

“Mi aggrappai a Hunter e lì, fra le braccia dell’unica persona che volevo avere davvero accanto, mi sentii al sicuro. Ero disposta a correre il rischio di soffrire perché Hunter mi faceva stare bene, perché, quando c’era lui nei dintorni, tutto sembrava diventare più semplice. Quel momento per me fu un grande salto nel buio, ma il panico non fece capolino mai. Mi resi conto che stavo tremando ma non di paura, per i suoi baci, il suo calore, il desiderio innegabile che provavamo entrambi.

«Vai così Bluey, fai vedere a tutte come si bacia uno Scott!», urlò Blake e mi staccai da Hunter con un sorriso.

«Forza Bluey!», gridò Damien e mi coprii il viso con le mani, ma non prima di aver visto un sorriso anche sul volto di Hunter.

«Dio, hai dei cugini così idioti», Hunter mi spostò le mani e nei suoi occhi lessi uno scintillio malizioso.

«Avanti, bellissima, lascia che mostri loro come bacio la donna che desidero avere accanto per il resto della vita», troppo sconvolta per rispondere mi lasciai travolgere da quel secondo bacio che attirò fischi e applausi mentre lui mi sollevava da terra.

Fu come essere investita da fuoco e fiamme; Hunter era passione, gentilezza, forza, gioia, dolore, testardaggine, dolcezza. In quel bacio si riversarono così tante emozioni che sentii la mia proverbiale corazza creparsi ancora, e ancora. Hunter Scott si stava prendendo il mio cuore e io non avevo più intenzione di impedirglielo.”

Vorrei parlarvi di Ariel o di Hannah due donne forti e combattive, due rocce, due esempi cui riferirsi ma forse è meglio lasciare a voi il piacere di scoprirle e comprendere la loro grandezza.

Segnalo infine che pur essendo consigliabile leggere prima “Mai come te”, primo libro di questa serie, per conoscere gradualmente tutti i personaggi, io ho letto solo “Un altro battito del tuo cuore” e non ho avuto alcun problema nell’orientarmi tra personaggi e legami sentimentali quindi a voi la scelta.

Lo scritto presenta qualche piccolo errore, direi più di battitura o sviste ma nulla che possa inficiare la piacevolezza della lettura. Il finale, aperto come spesso accade con le serie, mi ha lasciata un po’ incerta, non mi ha convinta del tutto ma consiglio questo libro a chi ama le storie tenere, toccanti; a chi vuol leggere romanzi d’amore che trattino anche tematiche meno fiabesche e forse più commoventi, perfetto anche per giovani donne e ragazze o ragazzi appassionati di lettura perché le scene di sesso, non sono dominanti nella storia e vengono descritte con molta delicatezza e la giusta dose di passione.

#1  Mai come te

#2  Un altro battito del tuo cuore

 

 

Kiki

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