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Recensione: “Tutta colpa dello Yoga” di Laura Schiavini

Trama

Mimì ha trentadue anni, è laureata in psicologia ed è alla disperata ricerca di un lavoro. L’esame per un posto da psicologa non è andato come sperava, e deve adattarsi a fare “l’esattrice” con un contratto a termine di soli tre mesi in un’azienda che concede prestiti: un momento pessimo e senza grandi prospettive per il futuro. Così, per trovare un aiuto, spinta dalla sua amica Franca, che ha capito il periodo di crisi, si iscrive a un corso di yoga. Migliorare se stessa e recuperare l’equilibrio interiore che ora le manca: ecco cosa desidera. Ma galeotto sarà lo yoga… Ben presto infatti la semplice ammirazione per Swami, il suo maestro, si trasforma in qualcosa di ben poco spirituale… A complicare le cose entra in scena un altro uomo: Enrico, il suo capo, il classico tipo bello, griffato e molto, molto antipatico. L’antitesi di Mimì. Ma, come si sa, gli opposti si attraggono, e ben presto Mimì si troverà a dover scegliere: da una parte l’amore che pensa di provare per Swami e dall’altra la passione per Enrico…

Recensione

Laura Schiavini si conferma un’ottima autrice il cui stile, pulito e divertente, si sposa perfettamente alla trama del suo romanzo, una favola moderna in cui, sebbene non manchino i cliché tipici del romance contemporaneo, ironia, gaffe e amore vanno a braccetto in un ensemble perfetto. Una lettura piacevole che ti cattura dalle prime pagine, un romanzo sereno, allegro, ricco di personaggi divertenti e affascinanti, talvolta sui generis, atti a creare un trait d’union veramente piacevole.

Nonna Caterina mi sta dicendo che sono completamente fuori strada. Si è intrufolata nel mio sogno proprio quando stavo per baciare Swami, ed ero sicura che questa volta sarebbe stato diverso, che le sue labbra non sarebbero state molli, ma decise e appassionate. La nonna agita il dito in segno di minaccia, ripetendomi che Swami non è l’uomo per me, che è solo una fissazione, una questione di testa e non di cuore.

Questa è la chiave di lettura dell’intero romanzo: Mimì in qualità di psicologa, convinta di avere il dono di saper interpretare lo spirito, quindi le intenzioni delle persone, aiutata dalle apparizioni in sogno della defunta nonna Caterina, inanella una seria infinita di gaffe, mal interpretando ogni situazione, verosimilmente tutte le persone che ha di fronte e, in primis, se stessa.

Insomma, non potrebbe semplicemente invitarmi a cena in un ristorante vegetariano, e dopo accompagnarmi a casa e baciarmi appassionatamente sulla soglia? Oppure invitarmi a casa sua in un ambiente molto zen, arredato con armonia e discrezione, luci soffuse, e un tatami su cui potremmo fondere l’intesa spirituale con quella carnale?

Ciò premesso la trama vedrà la protagonista coinvolta in una serie di situazioni esilaranti che stravolgeranno ogni sua certezza, o forse è meglio parlare d’incertezza, obbligandola a percorrere un cammino diverso da quello che lei consapevolmente aveva intrapreso, proprio per conoscere se stessa. L’autrice è bravissima a porgere al lettore il carattere e le debolezze di Mimì, facendolo però in maniera ironica, con indulgenza, divertendo e sdrammatizzando anche quando le situazioni beh, si fanno scottanti e abbastanza imbarazzanti.

Come non capisco a che cosa mi serva il mio dono se non sono capace di comprendere i suoi sentimenti. Sara perché i ricchi stanno su un pianeta diverso, pensano e agiscono in modo totalmente diverso dal nostro?

Riallacciandomi a quanto detto prima, in questo romanzo, spiccano e brillano i cosiddetti personaggi di contorno, cui viene conferito un ruolo importantissimo, nessuno escluso, e che con le loro peculiarità, mai scontate, movimentano, rallegrano e concorrono a creare un insieme genuino, dove gli affetti, i sentimenti, i problemi, per altro reali con cui ognuno di noi si scontra quotidianamente, vengono affrontati con il sorriso sulle labbra, e conditi da tanta ironia. Laura Schiavini crea infine un equivoco divertentissimo, un colpo di scena che il lettore non comprende fino a quando ormai è troppo tardi per tornare indietro. Si parla di due uomini nella vita della confusa Mimì, Swami ed Enrico, due opposti, il sole e la luna, che non potrebbero essere più vicini di come scopriremo essere. Nessun triangolo state tranquilli, solo una divertentissima situazione, un cul de sac in cui la protagonista e il lettore si trovano imprigionati… beh come uscirne? Tutta colpa dello Yoga appunto…

Fiamme Sensualità Medio

Recensione a cura di:

LadyLightmoon

Editing a cura di:

Aléthéia

Veronica.Lady Shanna

Veronica.Lady Shanna
Admin Founder Romanticamente Fantasy Sito. Mi piace leggere e grazie a quest'amore ho conosciuto tante splendide persone. Adoro quasi tutti i generi di libri... e anche per quelli che non sono i miei preferiti di solito tendo a non giudicarli prima di averli letti questo per avere una mia opinione personale e non lasciarmi influenzare da quanto sento in giro come commenti e recensioni. Infatti, tendo a prendere quest'ultimi come linee guida non come verità assolute...

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