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Recensione “Test di resistenza” di Kora Knight (serie Upending Tad #2)

L’ultima volta che Tad ha visto Scott, il preparatore atletico l’ha lasciato con parecchio a cui pensare. Riflettere sul loro incontro è più o meno tutto ciò che Tad ha fatto per quasi due settimane di fila. Oramai fuori di sé, Tad cerca Scott volontariamente e alle sue condizioni. Trovarsi in una situazione completamente differente gli offrirà quello che sta cercando, ossia la prova che il loro primo inaspettato incontro è stato solo una piccola disavventura casuale? Un caos di ormoni che correvano sfrenati e nulla di più? Oppure trovarsi in presenza di Scott suggerirà qualcosa di diverso? Il loro nuovissimo incontro porterà Tad a risolvere e a testare i suoi limiti invalicabili?Il libro di cui vi parlo oggi si intitola Test di resistenza, ed è il secondo volume della serie Upending Tad scritta da Kora Knight.

Il primo capitolo di questa storia era stato una grossa incognita, a mio avviso. L’autrice ha deciso di pubblicare le vicende narrate dividendole in sei novelle di circa un’ottantina di pagine l’una, e l’editore italiano, Quixote, segue lo stesso schema. Mi sono trovata in difficoltà a scrivere la prima recensione, perché il libro narrava, dall’inizio alla fine, un rapporto sessuale BDSM tra i protagonisti, Tad e Scott. Questa seconda tranche della storia va un pochino meglio, anche se, pure in questo caso, la maggior parte delle pagine contengono la narrazione di un incontro tra i due personaggi principali.

Quello che tenta di emergere è il carattere dei protagonisti, che pare delinearsi un po’ meglio. Tad non sa bene chi sia, non ha un’identità gay o bisessuale ancora conclamata. Nemmeno con sé stesso riesce ad ammettere le proprie pulsioni, e quanto gli sia piaciuto conoscere Scott ed essere oggetto delle sue “amorevoli” cure. Ho trovato destabilizzante il suo carattere, che razionalmente continua a negare, ma che alla fine cede al corpo del compagno che lo chiama, come le sirene chiamavano Ulisse. Il “test di resistenza” a cui Scott lo sottopone è sì, fisico, ma anche mentale: quanto oltre potrà resistere nella negazione della sua vera natura?

Scott è un personaggio più lineare, più limpido, sa cosa fa e perché, e non riesce a negare l’attrazione che prova per il giovane che si offre a lui.

Quello che manca, anche in queste pagine, è quell’attrazione “di testa” che rende piacevoli i male to male, quel senso di appartenenza che porta all’innamoramento, quella certezza che la coppia che si ha di fronte non si unisce solo attraverso un incontro di carni, bocche e mani, ma anche di cuori.

Scene di sesso narrate con dovizia di particolari, ma mai volgari, questa volta non BDSM.

Il titolo del primo libro era Chi perde vince tutto. Ho la certezza che Tad abbia vinto un bel premio, e che alla fine di questa storia lui e Scott saranno una coppia bellissima, ma la strada è ancora lunga, troppo lunga!

Recensione a cura di

Editing a cura di

Kiki

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