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Recensione telefilm : Castle Stag 1-2

 

Trama

 

Il blocco dello scrittore può colpire un autore di successo? Evidentemente, sì. Perché Richard Castle (Nathan Fillion), dopo aver ucciso il protagonista della sua fortunata serie di libri, è bloccato, abbandonato dalla sua Musa ispiratrice.
Una serie di omicidi compiuti secondo le modalità descritte nei suoi libri gli fornirà l’occasione di conoscere un’affascinante e molto rigorosa detective della Squadra Omicidi di New York, Kate Beckett (Stana Katic), che è a capo delle indagini e che, pur di catturare l’assassino, si lascia aiutare dallo scrittore.
L’arresto dell’omicida non rappresenta solo la chiusura del caso, ma anche l’inizio della collaborazione tra Kate e Richard, il quale ottiene dal suo amico sindaco il permesso di affiancare come consulente della polizia la detective, che diventerà così la Musa ispiratrice della nuova serie di libri di Richard Castle.

 

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Recensione

Se amate le classiche serie procedurali e poliziesche forse “Castle” non fa per voi, perché il tono della sua narrazione è ben più leggero rispetto a quello che ci si aspetterebbe da una serie di questo genere. Ci sono gli omicidi e ci sono le indagini, ma sono i rapporti umani e l’evoluzione dei personaggi il vero punto di forza di questo telefilm.
Richard è uno scrittore di successo, ma è soprattutto un uomo cresciuto senza una figura paterna al suo fianco, e forse anche questo ha influito sul modo in cui gestisce il rapporto con sua figlia: un’adolescente molto più matura di quanto non siano di solito i ragazzi della sua età e, a volte, più di quanto non lo sia il suo stesso padre.Castle 3

Richard vede nella ricchezza accumulata, grazie al suo lavoro, l’opportunità di poter fare il padre a tempo pieno, per non perdersi nulla nella crescita di sua figlia; sono complici, sono amici, anche se il desiderio dell’uomo di proteggerla diventa a volte motivo di attrito tra i due, ma proprio la solidità e l’onestà che caratterizzano il loro rapporto fanno sì che riescano sempre a trovare il modo per affrontare e superare le incomprensioni tipiche di tutti i rapporti genitore/figlio.
All’inizio della serie, sono due le donne importanti della vita di Richard Castle: Alexis (Molly Quinn), sua figlia, e Martha Rodgers (Susan Sullivan) la madre, un’eccentrica ex attrice di Broadway che vive costantemente sopra le righe.

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Dopo l’ennesima relazione sentimentale finita male, la donna torna ad abitare con il figlio e la nipote; molte delle scene più divertenti e dal tono più leggero sono proprio quelle in cui Martha si relaziona con Richard, e che sottolineano lo stretto legame tra i due. La presenza della madre non è, però, solo l’occasione per donare al telefilm momenti di commedia brillante; Martha mostra spesso di essere una madre attenta, che conosce suo figlio e cerca di consigliarlo quando Richard, spinto dalla curiosità e dalla voglia di rendersi utile, mette a rischio non solo la sua vita ma anche il rapporto, sempre più forte, che lo lega alla detective Kate Beckett.
Quando all’inizio ho scritto che se amate le serie che si concentrano soprattutto sui casi e sulle indagini e poco su tutto il resto questo telefilm potrebbe non rientrare tra i vostri preferiti, mi riferivo anche a quello che ho scritto finora. In “Castle” spesso i casi non sono altro che lo spunto per affrontare tematiche più profonde, che permettono di conoscere meglio i personaggi e la loro psicologia: un caso della prima stagione, in cui Kate e Richard indagano, é sulla morte di un ragazzino che vede coinvolto anche il suo gruppo di amici, offre allo scrittore l’opportunità di conoscere un altro aspetto della personalità di sua figlia; ci sono poi casi in cui viene trattato il rapporto padre/figlio e allora ci vengono date notizie sul passato di Richard, e con esse gli strumenti per comprendere meglio l’uomo che è ora e il perché di certi suoi atteggiamenti. Potrei andare avanti a fornirvi altri esempi, ma il punto è che il fascino di un telefilm come “Castle” sta proprio nel viaggio, nel vedere come incontrare una persona che riesce a leggere oltre la maschera che indossiamo possa cambiare radicalmente il nostro modo di rapportarci, con un mondo da cui fino a quel momento sentivamo di doverci difendere. Quando vediamo Kate Beckett per la prima volta, ci troviamo dinanzi a una donna all’apparenza forte e sicura di sé, ma anche grazie al desiderio di Richard di conoscerla meglio ed al suo spingerla a lasciarsi conoscere scopriamo che è una donna fragile, sconfitta, tormentata dal non essere riuscita a far sì che la morte di sua madre non restasse impunita. Richard rappresenta per Kate un’isola di comprensione e di lealtà in quell’oceano di ipocrisia e ingiustizia in cui stava affogando; sarà al suo fianco e la sosterrà, come solo chi è in comunione con il tuo Io più profondo sa fare, e non chiederà mai nulla in cambio. Sarà per lei ciò di cui Kate ha bisogno, un partner leale nel lavoro e un amico fidato a cui poter rivelare i propri segreti. Se la prima stagione delinea quelli che sono i tratti caratteristici del telefilm: casi spesso particolari e improbabili, alternati a momenti in cui più profonda diventa la partecipazione emotiva alle vicende dei vari personaggi, la seconda stagione è, a parer mio, quella in cui vengono poste le fondamenta per quell’evoluzione del rapporto tra Kate e Richard che porterà entrambi alla consapevolezza della vera natura dei sentimenti che nutrono l’uno per l’altra, anche se, come al solito, le coppie che più coinvolgono gli spettatori sono anche quelle che più li fanno soffrire nell’attesa della svolta decisiva. Potrei dirvi se questa svolta ci sarà o meno alla fine della seconda stagione, ma non lo farò.

“Castle” è uno dei miei telefilm preferiti proprio per la caratterizzazione dei personaggi, non solo quelli principali.castle6

Kate e Richard che vediamo nell’ultima scena della seconda stagione sono il risultato di un percorso iniziato in quella scena della prima puntata della prima stagione in cui lo scrittore, sfidato dalla detective, capisce esattamente la ragione che ha spinto quella giovane donna, che avrebbe potuto fare qualsiasi altra cosa nella vita, a intraprendere la vita da poliziotta. Ha letto il dolore e la sconfitta nel suo sguardo e da allora ha cercato prima di scoprire la verità e poi di meritare la sua fiducia e la sua amicizia, giorno dopo giorno, con la delicatezza di un uomo che vive da sempre circondato dalle donne e che sa quanto sia importante farle sentire al sicuro e rispettate per meritare di poter stare al loro fianco. L’uomo che impariamo a conoscere puntata dopo puntata non è più solo lo scrittore di successo superficiale e sopra le righe, è un uomo che a contatto con la sofferenza delle vittime e dei loro parenti cresce, matura, per dimostrarsi all’altezza del rispetto e dell’affetto delle, ormai, tre donne più importanti della sua vita.
Se non si fosse capito, adoro “Castle” e vi consiglio di lasciarvi coinvolgere da questi personaggi e dalle loro storie, perché poi non riuscirete più a farne a meno: riderete con loro, piangerete, vi emozionerete per l’abbraccio di un padre alla propria figlia o per il desiderio di una madre di impedire a suo figlio di commettere un errore che potrebbe privarlo di un rapporto che sta diventando sempre più importante per lui.

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Immagini Sito - Red Eagle

Recensione telefilm : Castle Stag 1-2
5 su 3 voti

baby.ladykira

Oltre ad essere l’ Admin founder del Sito di Romanticamente Fantasy, sono una libraia ed adoro tutti i libri in genere, dai cartacei ai digitali. Oltre alla passione dei libri, sono una telefilm e film dipendente ^_^

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