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Recensione “Small Town Boys” di Runny Magma

Un vecchio diario. Un ragazzo cocciuto. E un mistero da risolvere…

Niccolò sta vivendo l’estate fra la maturità e l’università. Ha una cotta per l’ex Professore di Filosofia, una zia single un po’ sfigata e le idee poco chiare sul suo futuro. Questa monotonia viene interrotta dalla scoperta di una tragedia avvenuta trent’anni addietro a un coetaneo dell’epoca, gettatosi sotto un treno per sfuggire al bullismo e all’omofobia. Niccolò si convince che non si sia trattato di suicidio ed è intenzionato a fare giustizia. Correrà il rischio di mettersi nei guai o quello di trovare la sua strada?

Il libro di cui vi parlo oggi si intitola Small Town Boys, ed è il quinto romanzo scritto e auto pubblicato da Runny Magma.

Ho avuto la fortuna di incappare lo scorso anno in questo meraviglioso autore, e non smetto mai di stupirmi per i suoi libri. Trattano tutti di tematiche LGTB, a lui carissime, quindi esulano dal filone, ormai popolatissimo, dei male to male romance. Non fraintendetemi, le storie d’amore ci sono sempre ma quando si chiude il libro, alla fine della storia, non è quello che più rimane impresso. L’amore gay è raccontato sullo sfondo delle battaglie LGTB, e questo aspetto fa dell’autore toscano un punto di riferimento sulle tematiche di genere.

In questo volume tale caratteristica è ancora più forte. La trama, misteriosa e avvincente, parla di un delitto avvenuto trent’anni prima, nella piccola e sonnacchiosa provincia toscana, e delle vicissitudine che coinvolgeranno Niccolò, il protagonista, e i suoi compaesani.

Vi do solo due accenni della trama, per incuriosirvi. Niccolò è in quel periodo strano, dopo le superiori, in cui non si sa bene cosa fare. La scelta della facoltà universitaria a cui iscriversi è più difficile del previsto, e la sua confusione non è certo aiutata dall’essere gay. La partenza per Pisa, sede dell’ateneo, lo attrae e lo spaventa. Vorrebbe poter decidere subito della sua vita, vorrebbe veder avverare subito i suoi desideri. Ma non è così semplice.

 

Il punto è decidersi, porca miseria! Ma mica per me… Io sceglierei in maniera rilassata, senza bisogno di lapidi e croci, tanto non credo che tutta questa gente sotto o dietro una lastra di marmo sia in Paradiso o all’Inferno, non credo proprio a nulla di soprannaturale, solo che da mesi chiunque incontro me lo chiede: “E ora? Hai deciso dove andare?” Boia, deciderei solo per non dover rispondere sempre di no. Un’ansia… mi fanno venire. Come se fossi contento del fatto che vivo in una sala d’attesa in cui non è mai il mio turno. Mi daranno il “Premio Kafka” per la sosta inconcludente.

 

Un giorno d’estate si trova a passeggiare per il cimitero del paese, luogo che gli ha sempre donato quella pace e quel silenzio di cui la sua mente iperattiva ha disperatamente bisogno. Tra una lapide e l’altra scorge Bruno, il suo ex professore di filosofia delle superiori. Beh, diciamo che Niccolò sa bene che lo avrebbe incontrato, perché è l’anniversario della morte della moglie del professore, e lui, come ogni anno, viene a portare un mazzo di fiori sulla tomba. Il ragazzo ha da sempre una cotta per l’uomo più maturo, e lo osserva da lontano. È tanto lo stupore quando lo vede dirigersi, con un fiore in mano, verso un’altra lapide; una volta allontanato, corre a vedere a chi appartenga.

Loris Biagioni, morto nel 1987.

La curiosità prende il sopravvento e porta Niccolò a vivere un’avventura investigativa. Non saprei come meglio descriverla. Il protagonista non solo scopre cosa si cela dietro alla vita e alla morte di Loris, ma capisce, pian piano, qual è la sua strada.

In una meravigliosa e caldissima estate toscana, Niccolò “diventa grande”, cioè prende in maniera autonoma una decisione che influenzerà tutta la sua vita. L’immedesimazione con Loris lo aiuta a scegliere le sue battaglie, da un certo punto di vista gli indica da quale parte schierarsi.

Nascosto tra le pieghe di un mistero, l’autore ha infilato un bellissimo libro sui passaggi generazionali. È stato difficile, a volte, ritrovarmi nei pensieri di un diciannovenne, ma la lettura è scorrevole e divertente. Ho avuto veramente voglia di capire cosa avesse portato alla morte di Loris, e Magma ci fa arrivare alla verità un po’ alla volta, assieme a Niccolò. Attraverso libri, musica e un diario segreto, capiremo, alla fine, ogni cosa.

Meravigliosi i titoli dei capitoli, ognuno dedicato a un brano anni ottanta: sono cresciuta con queste canzoni, e ognuna di loro declina l’amore in modo diverso. Scelta originale e azzeccata. Bellissima la copertina, metafora dell’avvenimento cardine della storia, ma anche del percorso che, a piedi nudi, porta tutti, lettori e protagonista, alla meta finale.

Se devo trovare un difetto a questo libro non è certo nella prosa o nella trama ma nel fatto che la “toscanità” dei dialoghi e dei pensieri di Niccolò sia stata, a parer mio, un po’ esagerata. Il gergo tipico dei giovani, sommato alle espressioni regionali, me lo hanno reso ostico da leggere.

Faccio presente, però, che la narrazione in prima persona, sommata alla freschezza dei pensieri del protagonista, hanno reso lievi le tematiche LGTB di cui il libro è un manifesto.

Vi consiglio di leggerlo, assieme a tutti gli altri volumi dell’autore, perché porterà un pizzico di divertimento e di riflessione nelle vostre vite.

Un vecchio diario. Un ragazzo cocciuto. E un mistero da risolvere... Niccolò sta vivendo l’estate fra la maturità e l’università. Ha una cotta per l’ex Professore di Filosofia, una zia single un po’ sfigata e le idee poco chiare sul suo futuro. Questa monotonia viene interrotta dalla scoperta di una tragedia avvenuta trent’anni addietro a un coetaneo dell’epoca, gettatosi sotto un treno per sfuggire al bullismo e all’omofobia. Niccolò si convince che non si sia trattato di suicidio ed è intenzionato a fare giustizia. Correrà il rischio di mettersi nei guai o quello di trovare la sua strada? Il libro…

Score

Voto di Kiki 4

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Lostris

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